Posso affermare di essere dispiaciuta del fatto che molta gente non condivide con me l'ilarità derivante dall'umore nero.
Secondo me solo le menti realmente superiori possono apprezzarlo e non esserne turbate, e la cosa ripeto, mi rattrista fortemente.
Scambiare un certo tipo di satira per immoralismo o cattiveria è sbagliato.
E' meno peggio ironizzare cinicamente su una tragedia rispetto a rispondere a certe questioni generando altro odio. Preferisco quasi scherzarci su che addentrarmi in discorsi che cercano la verità ma che finiscono solo per accusare a destra e a manca.
E l'odio, ricorda, si genera prima di tutto con le parole.
Perché poi, quando si parla di morte o di disgrazie, l'unica cosa che la gente genericamente riesce a fare è tirare fuori uno stuolo di tesi a favore o contro questa o l'altra parte, che provoca poi una serie di schieramenti e quella trafila di dita puntate contro chi non è d'accordo con noi.
CHE PALLE!
Sia chiaro, io non ci rido su. Non mi diverto per una disgrazia, questo è ovvio.
Mi diverto per le battute fatte relativamente a quello. Ed è ben diverso.
C'è qualcosa di male?
Non credo.
A me dispiace meno che a te?
Non credo.
Sono un'indegna?
Non credo nemmeno questo..
Si tratta semplicemente di cancellare certi tabù e quell'ondata di buonismo che ci sommerge ogni volta che succede qualcosa di meno carino rispetto alla normalità.
Mi dispiace ancora che non possiate condividere con me il piacevole senso che si prova a ridere di battute derivanti da affari indubbiamente spiacevoli. Perché, ve lo assicuro, sono risate accompagnate da tristezza che però ti fanno davvero riflettere su certe questioni, molto di più di indignarsi o disperarsi e basta per qualcosa.