E' passato del tempo dall'ultima volta che ti ho usato, oh caro spazio virtuale.
Sai che ti uso quando mi servi, sai che ti apprezzo proprio per questo tuo dare incondizionato, senza volere in cambio nulla.
Sai che riesco ad essere sentimentale solo con te.
In questo mesetto ne sono successe di cose e la mia convalescenza di questi giorni, che mi costringe chiusa in casa a leggere un libro mentre ascolto musica classica, è fonte di pensieri, rimuginamenti e paranoie. Le classiche mie.
Sai che il mio rapporto con loro è il classico "odio e amo". Mi fanno sentire così viva, profonda, piena..ma così intensamente inquieta.
Mi chiedo perché quei giorni senza pensieri in cui mi sento bellissima, prodigiosa, virtuosa e invincibile non possano durare per sempre, perché dopo questi momenti gloriosi io debba sempre toccare il fondo.
Mi chiedo se anche le vite degli altri siano così, perché dall'esterno non sembra.
Invece forse sì, è per tutti così. Io tendo un po' a fare come gli artisti, tendo a dannarmi per tutto. A vivere tutto fino all'esaltazione e poi portare tutto all'esasperazione disperata. In parte mi felicito di ciò perché so di essere naturalmente fuori dal comune, poi però mi pesa questo senso di anomalia.
Ho visto un film, a proposito.
Io mi sento come il protagonista.
Ora non mi ricordo nemmeno bene come si sentisse, ma so che quando lo vidi pensai "mi sento proprio come lui". Per cui guardatevi "Anomalisa", se volete capirmi almeno un po'.
Credo di essere a tratti schizofrenica, non in senso clinico, in sento più lato.
Non sono affatto lineare e pretendo di avere dagli altri le risposte che non so darmi. In realtà però non so nemmeno cosa chiedere.
Sapete che quando vengo qua faccio quello che i grandi della psicoanalisi, forse, chiamavano flusso di coscienza. Mi piace.
Mi piace leggere libri con poche descrizioni, mi piacciono pochi fronzoli a me, voglio gente che vada dritta al punto.
E infatti ho capito qual è stato il mio problema finora, il problema che mi ha impedito di essere una vera lettrice: ho sempre avuto a che fare con autori troppo descrittivi. A me, un po', piace. E' bello potersi fare delle idee tutte nostre del posto, delle cose, delle persone che lui racconta, però dopo un po' basta. Io mi appisolo.
E quindi, oh lettori del mio spazio virtuale, se conoscete autori dalle poche descrizioni e dall'imprudente flusso di coscienza, consigliatemeli.
Io apprezzo.
Ma torniamo al punto della situazione: sono inquieta, inspiegabilmente, forse.
Devo ancora trovare il mio vero io.
O accettare che non avrò mai un io definito.
Sono profondamente credente e romanticamente attaccata all'eros e alla passione.
Sono una provocatrice nata che disprezza la carnalità del mondo.
Sono una pensatrice assidua che ama la stupidità delle cose.
e se vado avanti così non solo non troverò mai la mia vera identità, ma finirò per distaccarmi da tutto e da tutti, persino da me stessa.
Parte oggi, il 26 luglio 2016 la ricerca della mia identità.