Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

giovedì 28 novembre 2013

Perché amo gli AMERICANI -spazio51-

Ho già parlato di Americani e americanate, ma è NECESSARIO tornare sull'argomento perché oggi è il giorno più "americano" dell'anno.
Poi ormai lo sapete, adoro il loro essere esaltati in maniera così naturale!

Per i più ignoranti oggi si celebra il THANKSGIVING, il Giorno del Ringraziamento, ma che cosa si fa oggi? 
Si ringraziano babbo e mamma per averci messo al mondo?
NO
Si ringraziano i professori per averci promosso con 18 e un calcio nel sedere all'esame di statistica? 
NO
Si ringrazia la banca di fiducia per i prestiti al 10%?
NO
Ma allora chi si ringrazia?
Nessuno!

Obama e figlie con il loro schiavo bianco
alle prese con la cerimonia di "Verifica del Deretano".
Al centro il National Thanksgiving Turkey POPCORN,
il tacchino più americano degli USA, l'unico ad essere stato
realmente rin-GRAZIATO.
Gli unici che si ringraziano sono gli innumerevoli tacchini che, non solo vengono dolcemente sgozzati, ma per assicurargli una vita nel paradiso dei pennuti piena di pepe, gli si farcisce il canale anale fino alla bocca dello stomaco!

Scusate l'immagine raccapricciante, ma oggi persino il carissimo primo presidente afro-americano Barack Obama ha compiuto o assistito a questo gesto così regale. 

Ma questo giorno è solo questo? Perché è così sentito dagli Americani?


Non voglio fare la parte di Piero Angela, ma mi calerò per qualche secondo nelle vesti di storica e vi porterò nel magico mondo delle Americhe del 1600.

(Immaginatevi la musichetta)
Era il lontano 1621, quando 102 cristiani perseguitati decisero di lasciare l'Inghilterra e di salire a bordo della Mayflower alla volta del Nuovo Mondo.
Sbarcati in America si trovarono spaesati: terre ostili e desolazione, non avevano speranze di superare l'inverno. Ma fu solamente grazie all'aiuto dei nativi americani che gli indicarono cosa coltivare (granturco) e quali animali allevare (tacchini) che riuscirono a sopravvivere. 
Fu allora che i Padri Pellegrini, quei 102 cristiani scappati dal Vecchio Continente, decisero di celebrare una festa per ringraziare Dio per l'abbondanza del raccolto e gli indigeni per l'aiuto dato.

I protagonisti di How I met your Mother postano
una foto "#INSTACCHINO"
Da quel momento il Thanksgiving Day continua ad essere celebrato in tutti gli Stati Uniti il 4° giovedì di Novembre.

Ma perché gli Americani sentono così tanto questa festa?
Perché ci sono puntate di Simpson, Griffin, Settimo Cielo e Buffy l'AmmazzaVampiri dove son tutti intorno al tavolo con un bel tacchino al centro? 




Ovviamente perché gli Americani sono tuttora riconoscenti agli Indigeni per essersi fatti segregare nelle riserve, perché gli Americani sono il popolo più riconoscente a Dio che esista, il popolo più cristiano al Mondo!
Loro infatti ripudiano la guerra; da bravi capitalisti sanno condividere con il prossimo, loro amano la Madre Terra e le sono riconoscenti ratificando il Protocollo di Kyoto!

Quale popolo è più grato all'umanità e a Dio degli Stati Uniti?
Quale?

Super Mario in basso ha affermato: "E' grazie a Lui, lì in alto,
 se il popolo Americano è ancora qui.
Grazie di esistere Uomo Ragno!"
Beh, sì, devo dirlo. Gli Americani li adoro perché sono esaltati, hanno reso mondiale una festa bellissima. La festa che ricorda l'importanza del RINGRAZIAMENTO.

Cosa c'è di più bello di dire GRAZIE?!?!?
E' una celebrazione densa di significato, e gli Americani sentono la necessità di fare parate e di far volare enormi palloncini dalle forme più stravaganti in onore del Signore Nostro Iddio.
Sobrio omaggio ad Hello Kitty




Beh, che invidia mi fanno gli Americani!
L'unico popolo che ha davvero capito l'importanza di dire GRAZIE!



Grazie di esistere America!


mercoledì 27 novembre 2013

Ma come si dice.. TERMOSIFONE? -spazio50-

Ciao webAmici!
Oggi vi propongo qualcosa di nuovo ed utile!
Mi sono rotta di fare la blogger impegnata, poi so che siete pigri e che vi basta vedere che un mio "articolo" sia più lungo di una pagina per farvi smettere di leggere!

Quindi, basta introduzioni e arriviamo al dunque: dopo la rubrica "DENUNCE A CASO" ho deciso di aprirne un'altra (quella sulle denunce continuerà all'infinito, state tranquilli), una rubrica molto più leggera che spero apprezziate!

E il titolo di questa nuova serie di post è.. tutututututuuuuuuuu rullo di tamburi: "Ma come si dice?"

Eheh, siete rimasti delusi? Eh, lo so, non è che abbia grandi idee rivoluzionarie, ma ve la spiego in BREVE.

Impareremo INSIEME nuovi vocaboli in lingua INGLESE e SPAGNOLA!
Figo no?!?!?
Ho messo INSIEME in maiuscolo perché io sono la prima a dover imparare nuove parole, quindi potrebbe anche capitare che dirò grandi cavolate, ma voi fidatevi dai!

Per non fornirvi una sola misera parola sceglierò un campo semantico e da lì tirerò fuori i vocaboli più o meno comuni!

Ed eccoci arrivati al dunque e.. Ma come si dice TERMOSIFONE?
In inglese è piuttosto semplice da ricordare: RADIATOR
In spagnolo è ugualmente facile: RADIADOR







Ma dobbiamo sapere che in Spagna non è comune utilizzare i classici termosifoni a muro, si parla piuttosto di STUFETTE elettriche, quelle con una ventola che butta aria calda per capirci. In generale quindi, al posto di termosifone, è più comune sentir parlare di CALEFACTOR, che traduce stufetta elettrica. In inglese si traduce HEATER.


Ma sono finiti tutti qui gli impianti di riscaldamento?
Direi di no!
Abbiamo parlato di stufetta, ma come si dice STUFA A LEGNA?
In inglese WOOD STOVE. Se utilizziamo solo la parola "stove" loro intendono più che altro il fornello con il forno sotto.
Stessa cosa avviene nello spagnolo. Si traduce ESTUFA DE MADERA, se usiamo solo "estufa" anche loro intendono come gli inglesi! Mentre noi comunemente usiamo anche solo la parola stufa per designare la stufa a legna!



Ed ultimo, ma non meno importante.. Come si dice CAMINO? 
In inglese si traduce FIREPLACE (non confondere con chimney che è più propriamente la canna fumaria).
In spagnolo diciamo CHIMENEA.



Può bastare per oggi, ma vi ricordo che se in italiano abbiamo parlato di RISCALDAMENTO, in inglese abbiamo parlato di HEAT o HEATING e in spagnolo di CALEFACCIÓN!!

Ciao ragazzi, alla prossima puntata di.. "MA COME SI DICE?"











Perché tutti sono amici di tutti -spazio49-

Appartengo al genere femminile, un genere che non mi appartiene.
Sia chiaro, sono la donna più sensibile e dolce al mondo, ma non capisco molte cose nemmeno io delle mie compagne di sesso.
Veramente boh, non so neppure se siano invece caratteristiche del genere umano ed io sia magari tipo aliena. Ma boh..
Perché tutti sono amici di tutti?
Come fa la gente ad avere voglia di dimostrare affetto, interesse e spendere il proprio tempo per persone che in realtà non conoscono un decimo di quanto credono di conoscere?
Io sono un po' asociale da questo punto di vista. Sono la più solare, estroversa, chiacchierona al mondo. Ma quando si dice "gli amici li conto sulle dita di una mano" è vero.
Poi io sono amica di tutti alla fine, ma è un altro discorso.
Io qui, adesso mi riferisco a quelli che sono amici di tutti tipo che con tutti si dicono "Ehi, è una vita che non ci si vede, presto dobbiamo andare a prendere un caffè per raccontarci.."
Ma raccontarvi cosa? Forse la storia della vostra vita? Sì, perché forse ancora dovete conoscervi proprio..
Come fate ad essere così amici di tutti?
Io non avrei voglia di andare a prendere un caffè con una persona che non mi conosce e che non conosco, a meno che non ci si voglia conoscere, e sarebbe un altro discorso ancora.
Mi danno i nervi, soprattutto sui social network, questi che si riscoprono amici di vecchia data.
Se son 10 anni che avete smesso di andare a scuola insieme, è inutile l'aperitivo tra amiche per aggiornarsi, quando 10 anni fa, a scuola, parlavate solo di italiano e matematica.

Allora, se mi dite: è una questione di farsi i cavoli degli altri per raccontarli poi ai veri amici, quelli stretti, son d'accordo. Ma se mi dite "No ma io ho davvero voglia di prendere un caffè con lei, ci sono amica" vi dico no e aggiungo, ma va a cantare!

Non sono concepibili nel mio mondo queste amicizie a giornate.
ALT, uno dei miei alt qui ci sta: ci sono amicizie in cui ci si vede poco, ad intervalli più o meno regolari, ma che comunque si è grandi amici. Ma queste sono amicizie che funzionano ad alternanza costante di periodi distanti e vicini, ma sono amicizie forti proprio perché funzionano così.
Invece quelle pseudo amicizie in cui si è fatta una serata insieme, poi ognuno la vita sua e manco si sa che cosa fa nella vita l'altro, sono amicizie? Possiamo chiamarle così, per far presto, ma dai, dopo non mi uscire coi cuoricini su fb che dai come si fa?
Eh sì, perché anche se ci hai passato solo 7 ore della tua vita, poi  quando vedi comparire il nome nella chat di FB eheh sì: allora via gran pilottone, ed è lì che parte la proposta per l'uscita di rimpatriata. Ma rimpatriata de che?!?!?
Un'amicizia può anche essere a distanza, un'amicizia forte accetta anche periodi senza sentirsi o vedersi, ma è tutto regolare, tutto torna.Non è un'eccezione il vedersi giusto perché a qualcuno è preso voglia di parlare..
Non è che uno scappa fuori dal nulla e siamo tutti grandi amici.

A me piacerebbe davvero un mondo dove tutti sono amici di tutti, ma amici veri di tutti, non che tutti vanno a prendere il caffè con tutti per aggiornarsi per poi raccontare i cavoli venuti a sapere ai veri amici stretti.
Così non siete veri amici di tutti!!!!


Uff..

martedì 26 novembre 2013

ProsaPerVoi -spazio48-

E' bello quando ti prende voglia di scrivere
ma è brutto se ti prende quando hai sonno..

Soprattutto è brutto quando hai voglia di scrivere, hai sonno, e la mattina seguente devi alzarti presto.
Ma è ancora più brutto se hai voglia di scrivere, ma hai sonno e la mattina seguente devi alzarti presto perché devi lavarti i capelli prima di partire.
Ma è brutto se tu hai una chioma folta e non puoi permetterti di fare uno shampoo in 5 minuti e soprattutto asciugarli in 10.
Ma è bruttissimo poi quando hai tanti capelli e sei costretta ad uscire con la testa umida.
Ma se poi hai la testa umida è bruttissimo quando forse nevica.
Ma poi fa proprio schifo quando tu non puoi goderti i fiocchi bianchi cadere, osservandoli dalla finestra, e tu vicino al camino canticchiando con un sorrisino jazz "Let it snow".
E poi brutto è quando nevica e tu devi anche farti un'ora di macchina verso i monti dove solitamente, se fa la neve, meno di due metri non ne fa.
Ma poi è brutto se tu domattina ti devi ancora lavare i capelli perché oggi la caldaia non funzionava e c'era solo acqua fredda. E se non va la caldaia non vanno nemmeno i termosifoni.. E quando fuori son 4 gradi ecco, in questa parte del mondo la doccia si fa solo con l'acqua calda al punto giusto.
Ma poi è proprio brutto brutto quando tu domattina devi ancora lavarti i capelli perché oggi la caldaia non andava e oltretutto stasera è venuto il tipo della caldaia e non l'ha potuta aggiustare.
Ma è sempre brutto quando tu hai voglia di scrivere, continueresti a scrivere per ore, ma poi rileggi, arrivi a quando hai detto che domani devi alzarti presto, guardi l'orologio ed è mezzanotte e quattorcidi, odio scrivere i numeri in lettere, 14.
Quindi è brutto soprattutto salutarvi così, avendo descritto brutta la giornata di domani quando invece forse sarà anche carina.
Vi bacio tutti, lettori amati,
perché voi sempre mi siate grati
anche se scrivo sgrammaticata
anche se sono improvvisata

Non so finire, un altro bacio

lunedì 25 novembre 2013

Libri di carta o digitali? Denunce a caso #4 -spazio47-

Ho appena scaricato un sacco di libri in Pdf..
Non mi sento in colpa, sono dei classici scritti da gente morta mezzo secolo fa e non tolgo soldi a nessuno! I loro nomi sono già scritti nella storia da un pezzo, non hanno bisogno dei miei 5 euro! Sì, perché ormai le loro opere non valgono più di così, economicamente parlando!

Comunque non mi interessa parlare di pirateria e cose varie, so che è sbagliato e che i veri letterati comprano libri veri e danno soldi a chi se li merita e bla bla bla, ma a me ogni tanto piace fare la criminale.

Stavo pensando a queste nuove tecnologie che ci permettono di avere tutto (o quasi) e subito (connessione permettendo).
E' un discorso da affrontare su diversi livelli e mi sono chiesta: meglio libri on-line o libri di carta?
Beh, potrei stare a parlare per ore e siccome mi è impossibile fare discorsi ordinati vi chiedo di venirmi incontro.

Nessuno può mettere in dubbio il fascino e il valore dei libri cartacei: quelle copertine più o meno particolari, l'odore della carta, la consistenza delle pagine, il rumore di quando le sfogli, il valore affettivo legato all'oggetto, le orecchie che danno quel senso di vissuto, i segnalibri con le dediche, i libri prestati, quelli presi in prestito, quelli lasciati in bagno per mesi, quelli sul comodino, quelli che non si riesce a finire e quelli che finisci in una notte.
Eh sì, hanno proprio un gran fascino quei libri di carta, tutti simili ma diversissimi nel carattere della scrittura, nella forma e nelle dimensioni..

Senza dubbio con l'E-book tutto ciò si perde, viene a meno questa emotività legata al libro di carta: tutti appaiono uguali, niente odori o rumori, niente copertine, niente consistenza.

Eppure qualcosa di buono c'è, ma occorre fare un'ulteriore precisazione: non si parla semplicemente di file da scaricare sul pc da leggere con programmi tipo Adobe Reader (Pdf) o Word, ma anche di veri e propri dispositivi creati per leggere, su cui è possibile catalogare migliaia di libri acquistabili su librerie on-line.
In questo caso non si parla di pirateria o di file scannerizzati qua e là, ma di veri e propri libri in formato digitale.
Nel caso di questi dispositivi non ci si trova neppure di fronte al problema del fastidio alla vista che un normale pc o un tablet possono dare a causa dell'illuminazione.
Infatti gli aggeggi sopracitati sono muniti di tinture particolari che apparentemente funzionano come un normale libro di carta: per capirci, se è buio, non leggi!

Sono ottimi soprattutto per gli studenti o per chi viaggia: è possibile portare con sé un numero spropositato di testi con il solo peso del dispositivo, ed è facilissimo e velocissimo reperire nuovi libri con pochi passaggi ed una connessione.
E' davvero fenomenale!
C'è da dire però che è altrettanto facile e veloce perdere un'intera libreria digitale: basta un click, un bottone calzato per sbaglio e PUF, migliaia di libri, PAGATI e LETTI, si cancellano.
Sappiamo come funziona il digitale, tutto c'è e non c'è, tutto è un po' astratto, quello che vedi alla fine non lo tocchi. E nel caso dell'E-book è proprio così.
Tu leggi un sacco di libri che credi di possedere, ma un minuto ce li hai e quello dopo no.
Poi lo sappiamo bene, i dispositivi tecnologici hanno una vita breve, o comunque sempre meno duratura dei libri di carta.
Basta pensare al fatto che la storia è stata ricostruita grazie a manoscritti e testi SU CARTA che hanno sopravvissuto a guerre, invasioni, agenti atmosferici, catastrofi naturali, mentre noi quanti cellulari abbiamo cambiato nella nostra vita? Quante TV si sono rotte? Quanti pc abbiamo formattato? Quanti file abbiamo perso e mai ritrovato?
Beh, sicuramente un'altra forza dei libri di carta è la durata nel tempo, quindi il valore storico che acquisiscono. Una libreria in casa è qualcosa che non scompare facilmente: non basta un click, per far sparire un libro devi bruciarlo, o al massimo un'alluvione può rovinarlo, ma non è detta che si perda.

Nel caso dei file uno potrebbe dire "Puoi anche perderlo facilmente, ma altrettanto facilmente puoi ritrovarlo perché i file sono presenti sulla rete e mai scompariranno".. E' vero, ma il libro che TU HAI COMPRATO E PAGATO è scomparso. E poi, almeno nell'era moderna, anche nel caso in cui si perde un libro di carta lo si può ricomprare o comunque trovare da qualche parte. Il concetto è che se tu perdi un libro di carta magari qualcun altro lo trova e lo legge, se perdi un file perché lo cancelli, quello è come scomparso, non c'è più, un file in meno e nessuno se ne accorge. Assurdo!

Nel caso invece dei files che uno scarica in vari formati per pc o tablet tutto è diverso: credo non sia una cosa per niente legale, un po' come per i film.
Però alla fine, io dico, nessuno pensa al risparmio di carta????
Quante tonnellate di carta ho "sprecato" io, e dico io, solo io, nella mia "carriera scolastica"?!?!?
Da quando faccio la prima elementare ogni anno compro una decina di libri di centinaia di pagine che rimangono a metà, i maestri e professori ci rifilano un sacco di fotocopie. 
Ma l'apoteosi è arrivata all'università, con le dispense: i professori si creano questi manuali personali, spesso inutili e pieni di nozioni messe a caso che, al posto di renderli disponibili sul web agli studenti, danno a questa o quella copisteria dove tu sei costretto ad andare e a spendere quei 15 o 20 euro.

Per carità, io poi odio studiare e leggere al pc, ma perché non mi si dà la possibilità di scegliere cosa stampare e cosa no?
Perché devo sprecare tutta questa carta? 
Vi giuro, ieri ho sistemato i cassetti ed ho riempito cartelle di fogli.
Mi fa brutto anche buttarla via certa roba, troppo perfetta e immacolata per sembrare usata!

Io capisco che la gente ci debba guadagnare, ma un po' di rispetto per l'ambiente no?!???

Impossibile dire se sia meglio il supporto cartaceo o quello digitale, ma sicuramente, quando possibile, io eviterò di sprecare carta!




mercoledì 20 novembre 2013

lunedì 18 novembre 2013

Denunce a caso #3 -spazio45-

Oggi voglio scrivere senza scrivere in realtà sto usando il registratore vocale del mio cellulare e mi limiterò a parlare senza utilizzare alcun tipo di punteggiature se voi mi ascoltaste parlare sicuramente capireste molto meglio rispetto a ciò che state leggendo perché l'intonazione vi da un'idea chiara dei concetti che voglio esprimere stessa cosa avviene nello scritto grazie all'uso della punteggiatura se questa non viene utilizzata è quindi probabile che non si riescano a cogliere i concetti fondamentali del discorso o comunque che si faccia una gran confusione non è assolutamente da sottovalutare l'importanza che i punti e le virgole e tutti gli altri segni ortografici hanno nella nostra lingua scritta l'uso dell'intonazione è qualcosa che non si impara sui libri ma si apprende in maniera naturale parlando e ascoltando gli altri nel caso della punteggiatura è invece indispensabile uno studio primario di quelle che sono le regole base per poi acquisire una maggior consapevolezza facendo pratica nello scrivere e leggendo.

Bene, torno a parlare come un essere umano.
Volevo fare un appello, anzi, questo è un appello a coloro che non fanno uso della punteggiatura.
Sia ben chiaro: io amo la licenza poetica, ortografica, e tutte le licenze possibili. Mi piace che si inventino nuove cose e che si scriva un po' come si vuole (in fondo osare e sfiorare l'errore è grande segno di consapevolezza).
E ci tengo a dire che difficilmente faccio la conservatrice o purista della lingua italiana.
Però quando delle cose sono fatte in un modo da centinaia d'anni è per un motivo preciso e secondo me UN MINIMO vanno seguite.
Non voglio farvi una lezione di grammatica italiana, io per prima ho molte lacune, ma vi parlo solo della punteggiatura.
Non credo ci siano regole precise e rigide sull'uso di quest'ultima poiché secondo me sta molto nel tipo di scrittura degli autori. Ma il senso ci deve essere, e deve essere trasmesso ANCHE grazie alla punteggiatura!
Quindi, cari ragazzi, sappiatelo: c'è un motivo SERIO per cui esistono le virogle, i punti, gli accenti e gli apostrofi.Voi italiani dovete ringraziare che la nostra lingua sia pressoché priva di accenti (tranquilli, è un'opposizione soggetto-aggettivo possessivo voluta -.-'). E vi dico, io preferirei che ci fossero! Sarebbe molto più facile capire come pronunciare certe parole, ad esempio i cognomi, su cui ogni volta ci sono mille dubbi!
Quindi, visto che mettiamo accenti solo sulle parole acute, METTETECELI, visto che solo in RARISSIMI casi è necessario usare l'apostrofo, USIAMOLO!
Ma parlando di virgole, ragazzi, io ne faccio un uso spropositato, è vero, ma almeno avete modo di capire tanti piccoli concetti di senso compiuto e fare un respiro tra uno e l'altro!
La punteggiatura serve.

Se scrivete -                     Giulia dice: <<Luca>>
è diverso da -                  <<Giulia>>, dice Luca
CHI DICE COSA?
CHI HA DETTO COSA?
CHI HA CHIAMATO CHI?
Cambiaaaa no??!

Ok, forse non è il migliore degli esempi. Ce ne sono di più stupidi ma oggi sono seria.
Usate la punteggiaturaaaaaaaa!


domenica 17 novembre 2013

Comunicazione di servizio: ho un blocco -spazio 44-

E' una decina di giorni che non scrivo, male.
Non male per voi mio caro pubblico, so che non vivete per le cose che scrivo, male per me. Il blocco dello scrittore è un male irreversibile, dura a lungo, a volte non si supera proprio.
Io ci riprovo, in fondo dall'ultima volta che ho lasciato qualcosa in questo spazio astratto di rete sono cresciuta, alla fine ho fatto molte cose.

Eppure non ho l'ispirazione, inutile comunicarvelo, volete qualcosa di accattivante e coinvolgente, ma non ce l'ho.
Ho sempre affermato che questo non è un vero blog, non è un giornale virtuale con articoli seri colmi di notizie o significati, è tipo un diario.
Io non sono una giornalista, non sono una blogger e non ho alcuna pretesa ambiziosa, quindi in tutta sincerità vi comunico che ho un blocco forte.
Scrivo spesso, inizio, ma poi lascio tutto a metà.
Ve lo voglio dire per sincerità e in fondo anche per lasciare qualcosa scritto con la speranza che l'ispirazione torni.
Ho tanti spunti, ho fatto mille cose belle e avrei molto da dirvi, ma se non mi viene sciolto e naturale per me non ne vale la pena.
Intanto vi dico questo e spero apprezziate.
Ho un blocco.

mercoledì 6 novembre 2013

Un sindaco italoamericano per la Grande Mela -spazio43-

Stamattina mi preparavo la mia colazione con tutta la fretta del mondo, ma dovevo aspettare che il latte si scaldasse, così nell'attesa ho acceso il televisore. Non mi fermo mai a guardare il TG, a meno che non si parli di America, americanate e americani esaltati. 
Non perché abbia una passione particolare a riguardo, ma perché mi mette davvero allegria vedere che si esaltano per un sindaco. 
Certo, non è il sindaco di Fano, è il sindaco di una metropoli paragonabile all'Italia intera, ma come si esaltano gli Americani nessuno mai.
E' veramente pazzesco!
Sarà che quello americano è davvero un popolo relativamente giovane che ha bisogno di farsi ancora una storia propria; sarà che non sono come noi europei che ormai non ci stupiamo più di nulla, che non abbiamo più fiducia, che abbiamo perso le speranze, ma 'sti americani si esaltano davvero tanto: da Halloween, al Thanksgiving (il Ringraziamento) alle elezioni di un sindaco.
Non sto a dire cosa sia meglio o peggio, se la nostra sfiducia o la loro esaltazione, perché non c'è né la cosa giusta né la cosa sbagliata: siamo popoli diversi che hanno approcci e reazioni diverse alle varie situazioni della vita del paese.

Beh, però dai, un sindaco italo-americano per la grande mela, sembra un po' un film di Alberto Sordi, eppure è vero. Ho sentito commenti tipo "Italiani all'estero che diventano sindaco di NY, italiani in Italia che evadono le tasse", commenti superficiali forse.
Forse sì, forse perché le notizie che riguardano l'america e le vicende americane ci arrivano sempre con quell'aura di perfezione che noi in Italia non avremo mai. E i cittadini americani, almeno per come appare qui nelle televisioni italiane, non partono subito a criticare il nuovo leader, anzi, lo sostengono. 
Guardi un servizio sull'elezione a sindaco in una città italiana e c'è da subito un tono triste e polemico, già dopo poche ore si iniziano a fare ipotesi sul passato da mafioso del neo primo cittadino o della presunta partecipazione a qualche bunga bunga: ci stupiamo se poi siamo così sfiduciati?

In Italia non c'è più un pizzico di esaltazione e di sentimento di identità nazionale nemmeno il giorno della festa della Repubblica. 
E vi ripeto che gli americani festeggiano ancora il giorno del ringraziamento, festa che ha origini ai tempi dei primi coloni che riuscirono a sopravvivere nonostante si trovassero spaesati in terre ostili e sconosciute e che per questo vollero ringraziare Dio e la provvidenza. 
Cioè, loro ancora si esaltano per una cosa successa 4 secoli fa, accaduta a gente poco civilizzata che è riuscita ad avere raccolti abbondanti e noi ce ne freghiamo della celebrazione del giorno in cui mezzo secolo fa siamo riusciti a trasformare l'Italia da monarchia distrutta dalle guerre mondiali a Repubblica, pronta per il boom economico?!?!?!

Cioè, a noi Italiani ci manca lo spirito. Negli Stati Uniti persino un homeless festeggia per l'elezione di un nuovo sindaco, anche se è un capitalista contro il welfare state che gli homeless li brucerebbe vivi. Son tutti contenti, almeno per i primi giorni. 
L'ho sentito parlare questo nuovo sindaco; salutava la famiglia della Campania. Tutti lo acclamavano, c'erano americani che si strappavano i capelli urlando "PIZZA PASTA E MANDOLINO", roba da pazzi, ma roba esaltante. 
In questi casi mi sento più americana che italiana. Perchè anche io sono così, mi esalto con ste cose.
Questi sì che ce l'hanno il senso di patria d'identità nazionale! Eppure è una federazione di 50 stati che fino al 1800 erano in guerra tra loro per abolire o meno la schiavitù, eppure è una nazione in cui ci son più negri o latinos che bianchi e fino a qualche decennio fa li facevano sedere in fondo nell'autobus e i segregavano. Però per ste cose si esaltano tutti insieme, senza distinzione.
Un paese con tante facce, in tutti i sensi, che però quando ci sono le elezioni o una festa nazionale sono i più felici del mondo. E vai di bandierine, di inni nazionali, eventi, parate, e chi più ne ha più ne metta!

NY oggi è stato l'emblema di tutto ciò, una città multietnica in idillio per un italiano.
Che cosa contraddittoria. Ma ammiro la convinzione degli americani, è una cosa pazzesca. 

Concorsi di bellezza: il trionfo del trash! -spazio42-

Guardavo un noto programma televisivo di cui non farò assolutamente il nome per motivi che non ci è dato sapere, quando mi si presenta servizio su quei concorsi di bellezza che spopolano ogni estate nelle nostre cittadine.

Il mio pensiero più immediato è stato: "che deficienti devono essere queste ragazze per partecipare ad una cosa del genere!"
In realtà è uno di quei pensieri che mi passa per la testa tutte le volte che mi capita di imbattermi in questo genere di cose, ad esempio quando mi ritrovo a guardare cose come "MissFano" su "FANOTV".
Per non parlare di book fotografici fatti alla meno peggio, con ragazze seminude, con i tacchi, su divani in stile trash coperti da stoffe in raso rosso bordeaux  e qualche effetto della luce messo così, a caso.
Sì, davvero qualcosa di troppo trash, ma non trash al punto di essere figo, è trash e basta. Spazzatura quasi..

Ma sia chiaro, lo ripeto, si tratta di pensieri immediati, pensieri prodotti dalla vena critica e avvelenata degli esseri umani di sesso femminile, poco oggettivi a volte.
Ed è  proprio per questo che ne voglio parlare in questa sede: voglio cercare di approfondire la cosa, di capire i motivi che spingono le ragazze ad esporsi così tanto per un fantomatico premio. 

Per me è una cosa patetica, è vero, lo penso, ma non giudico male chi partecipa, soprattutto se lo fa "per gioco", per guadagnare qualche soldo o per divertirsi.
Ma se davvero qualcuna sente il bisogno di essere eletta miss in questi concorsi di basso rilievo, se davvero qualcuna sente la necessità di vincere un premio del genere per sentirsi bella, non stiamo messi bene.
Opinioni mie. Ma sono cose che mi mettono un po' di tristezza. 

Nella mia zona ci sono ragazze che per anni di seguito provano a vincere lo stesso inutile concorso. Ogni anno sempre più convinte, per questo le ammiro, ma non capisco il perché, non è un po' umiliante?
Non voglio fare discorsi tipo "basta con la strumentalizzazione della donna". Non penso ci sia nulla di male, anzi, credo che il corpo femminile debba essere a volte considerato come "opera d'arte", e che vada ammirato e fatto ammirare. Apprezzo le modelle, le fotomodelle e chi lavora con il proprio corpo. Ma i concorsi di bellezza di provincia non li digerisco.
Foto di ragazze bellissime che con certi costumi da bagno, abiti, trucchi e acconciature tipo impalcature, sembrano badanti est-europee che si agghindano per andare al Tris la domenica pomeriggio. E quelli che vivono dalle mie parti sanno di che tipo di locale stiamo parlando; (non alludo a nulla di razzista, parlo di moda, e diciamo che polacchi, ucraini e compagnia bella non solo proprio all'ultimo grido).
Ragazze dalla corporatura non adatta a sfilare che muovono due bei prosciutti sulla passerella ostentando sicurezza. Ripeto, le stimo per questo, ma io che non me lo posso permettere me ne sto a casa, non tanto per vergogna, ma per decenza. E scusate, ma spesso voi non ne avete.
Per non parlare di pancette sballonzolanti o gambe lunghe 20cm.
Ripeto, vi stimo per la vostra self-confidence, ma un po' di amor proprio ce l'avete?
Poi per carità, tante se lo possono permettere, e fidatevi che non sono una che guarda il pelo nell'uovo. Ma mi chiedo (e se siete tra le sopra citate siete pregate di rispondere) perché lo fate?
Cosa vi aspettate?
Che sensazioni provate?

Ripeto che vi stimo, e non lo dico affatto con ironia in questo caso.
Veramente secondo me siete persone che dimostrano PARADOSSALMENTE di fregarsene di ciò che la gente pensa. Vi piace mettervi in mostra, farvi guardare, farvi giudicare, ma per assurdo è anche vero che non date poi troppo peso a ciò che si dice, perchè, e FIDATEVI, spesso nelle cittadine il pubblico in percentuale è composto  maggiormente da gente dai commenti acidi e cattivi piuttosto che da amatori che apprezzano.

Non ci vedo nulla di davvero appagante nel vincere un premio di bellezza di questi livelli medio-bassi. Capisco vincere miss Italia, ma queste cose organizzate così, tanto per, dove vediamo cani e porci, non vi sentite male anche solo a partecipare?

E poi i sogni di gloria come sfondare nel campo del cinema o della televisione, non vi sembra tutto un po' troppo finto?
Purtroppo il lavoro di modella è per poche, non ostinatevi a sfilare o a fare servizi fotografici. Dico purtroppo perché sono la prima a cui piacerebbe intraprendere questo tipo di carriera (UHUHUHUHUHUH), ma conosco i miei limiti ed evito di spaventare la gente camminando su una passerella o facendo pose poco credibili.
Capisco che poi sia appagante postare la foto del servizio che hai fatto per il tuo book, per cui hai speso 200€ e a cui ti sei fatta accompagnare dalla mamma poiché sei minorenne e magari hai fatto un po' l'audace davanti ad un fotografo non troppo professionale, per non dire arrapato,  su facebook e collezionare mi piace su mi piace e commenti tipo "dovevi vincere tu", però dai, ci siamo capiti no?!!?


Ho forse parlato in maniera troppo diretta e ho seguito quell'immediato pensiero cui ho accennato prima senza sviluppare ulteriori opinioni. Però è questo ciò che penso. Che sia un po' triste ridicolizzarsi senza rendersene conto!
E ci tengo a dire che non generalizzo al concorso in sé e a tutte le partecipanti, ma a quelle che indubbiamente non hanno i requisiti e che si ostinano a ripresentarsi: una volta fatelo, sbagliando si impara, ma non andate a farvi prendere in giro ulteriormente. 



lunedì 4 novembre 2013

Denunce a caso #2 -spazio41-

Oggi non sono molto ispirata, se ascoltassi la mia vena creativa non dovrei stare qui a scrivere..
Però ormai ho il mio giro di lettori, ho delle scadenze, delle pretese, delle aspettative, devo pubblicare qualcosina, e in fretta.
Altrimenti mi sembra di non adempiere al mio lavoro. Quindi, come tutti gli scrittori e giornalisti di media fama che si rispettino sono costretta a dirvi due cavolate.
Sia chiaro, ho detto "media fama" non di sproposito: è quel punto della carriera in cui non si è tanto famosi da potersi permettere di aspettare la prossima ispirazione e campare di rendita dai successi precedenti, ma non si  è neppure tanto sconosciuti da potersi permettere di fare pause di riflessione artistica che durano settimane poiché nessuno si accorge della nostra assenza.

Beh, la realtà è che io non rientro neppure nella media fama, sono nella fase di transizione tra l'essere sconosciuti e mediamente famosi..
Ihih, lo dimostra il fatto che vi espongo liberamente e in tutta sincerità il fatto di non essere molto ispirata e di non avere nulla di profondo di cui parlare.
Si denota una certa umanità in tutto questo, qualità che la fama oscura un pochino. Quindi forse sono del tutto sconosciuta e i miei sogni di gloria sono vani.

Veramente non è che non ho ispirazione, sono più che altro molto stanca, e quando la stanchezza è veramente pesante non riesco nemmeno a pensare, ma una cosa voglio farla: DENUNCIARE le ingiustizie!

Datori di lavoro DISUMANI, ascoltatemi: in passato voi imprenditori, padroni di ditte, grandi industriali, vi potevate permettere di sfruttare i lavoratori come una risorsa qualunque. La manodopera la consideravate al pari delle materie prime e dei macchinari. Poi qualcuno è arrivato e ha cambiato un po' le cose. Gli operai, i dipendenti hanno aperto gli occhi, hanno smesso di sentirsi degli oggetti a disposizione del padrone, hanno iniziato a chiedere diritti: basta orari di lavoro improponibili, basta sfruttamento, basta ingiustizie.
Sono nate le corporazioni, i sindacati, ed effettivamente ci sono stati sviluppi MOLTO positivi per i lavoratori, al punto che se ci consultiamo con qualche imprenditore va a finire che adesso sono loro a rimetterci per imposte varie che devono pagare per conto dei dipendenti.

Ma io cosa voglio dire adesso?
Voglio forse fare la comunista e gridare a gran voce contro il capitalismo?!
No, sia ben chiaro. Avrei fatto il nome di Marx, avrei parlato più nello specifico se fossi stata preparata in materia, ma non lo sono abbastanza né per sostenere ideologie di "sinistra", né per abbattere quelle di "destra".

Come sempre faccio discorsi semplici e chiari, che più o meno filano. E non ci sono dietro ideologie o moralismi, ma una denuncia.
E' una denuncia molto breve ma intensa: DATORI DI LAVORO, abbiamo ottenuto molti diritti, lavoriamo lo stretto necessario, non facciamo orari assurdi, qui in Italia spesso facciamo meno di quel che serve e di ciò che potremmo fare, siamo inefficienti, improduttivi, non siamo di certo all'altezza dei tedeschi. Ma questi diritti sono nulla in confronto al valore che abbiamo. Dovete trattarci con umanità. Se mi dai lavoro, se io "dipendo" economicamente da te non sono assolutamente di tua proprietà, non mi tratti come ti pare, non mi tratti come un tuo inferiore in senso umano. Mi rendi partecipe delle tue decisioni, crei un rapporto di fiducia con me, un rapporto umano e non prettamente lavorativo.
Altrimenti perché non sostituire tutti con le macchine?
Perché le persone fanno la differenza proprio per l'intelligente umanità che hanno.
Basta datori di lavoro indisponenti, basta!
E basta anche noi lavoratori sfaticati e pretenziosi!
Ognuno faccia il suo, e staremo tutti meglio!