Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

mercoledì 23 settembre 2015

Quello che pretendo mi rende la vita difficile -spazio113-

So di essere molto esigente, e quello che pretendo mi rende la vita difficile. Non sono mai soddisfatto né degli altri né di me stesso. L’amore lo concepisco unicamente come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sé,  perfette, la fedeltà, la comprensione, l’amicizia. Non immagino niente di diverso. Né lo accetterei.

Poco fa ho incontrato queste parole, di un'autrice di cui, indegnamente, non ricordo neppure il nome. 
Però mi hanno colpito, racchiudono in sé tutto ciò che provo, né più né meno..a questo punto non dovrei aggiungere altro, dovrei spegnere il pc e andare a letto. Invece sento la necessità di approfondire la cosa e grazie a queste parole di tirar fuori tutto ciò che ho dentro.

E' proprio vero, sono esigente. Obiettivamente lo sono.. non voglio dire che gli altri non lo siano e che la gente si accontenti. Anzi, per una volta gli altri non c'entrano proprio. Parlo di pretese che rendono la vita difficile, legittime, ma troppo ambiziose. Questo porta alla frustrazione continua. Se ci si aspetta poco, si sarà sicuramente appagati.. Io invece aspetto troppo, spero di vivere esperienze totalizzanti, amori pieni, una vita viva. E quando mi accorgo che ogni cosa non è come l'avevo immaginata, poiché me l'ero immaginata troppo perfetta per potersi realizzare, sento un grande senso di amarezza.
Ma come dice l'innominata autrice di quelle belle frasi, il problema più grande è che io l'amore lo concepisco come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sé,  perfette, la fedeltà, la comprensione, l’amicizia. Non immagino niente di diverso. Né lo accetterei.
Non lo immagino, non lo accetterei. Se finisce, se tradisce, se fa soffrire, se non è fedele, se non ti comprende, se non ti è amico, non è amore per me.

Ma esiste qualcosa di perfetto in questo mondo? No, nemmeno l'amore.
Quindi vivrò una vita di pretese mai soddisfatte e di un rifiuto totale della realtà..



lunedì 21 settembre 2015

Come coltivare l'ego -spazio113-

Come ogni sessione, alla vigilia di un esame, mi presento qui e butto giù qualche riga. Forse per mettere ordine al caos che ho in testa dopo aver letto quei 53 libri (rigorosamente saltando pagine e paragrafi). 
Beh, dovrei quindi parlarvi di poesie della guerra civile spagnola, di romanzi sulla dittatura franchista. Invece al massimo potrei postarvi qualche sonetto d'amore in lingua ispanica, giusto per rimanere in tema.

In realtà son qui per delirare e per fare uno dei miei resoconti su vite, gente, mali del mondo!
Sì, ho capito che forse, l'ego, è un male. Bene è volersi bene, male è amarsi, ma soprattutto, pretendere che gli altri lo facciano.
Piacere per compiacersi e compiacere per piacersi, che pessime cose!
E purtroppo nel curriculum di molte persone, alla fine, nelle note aggiuntive, c'è proprio questa dicitura "cose che so fare per piacere". Eh già, c'è gente che è bravissima a farlo! Io sono un fallimento totale. Mi piace piacere, ma odio adoperarmi per farlo. Ecco, molte persone, a tratti anche io, postano foto, frasi, cose, e coltivano il proprio ego piacendo (agli altri). 
Questa cosa in partenza è per me spregevole, ma poi son costretta a rivalutarla: che ne sai se altrimenti non potrebbero addirittura suicidarsi? Magari sono quei 4 segnali di approvazione legati al tuo bel faccino che ti fanno ripensare se sia giusto o meno buttarsi dalla finestra. Di gente che si ammazza per un'accettazione negata dalla società ce n'è tanta; se un selfie e 7 mi piace possono bastare a salvare delle vite umane, ben venga, 
Per cui, VIVA L'ESALTAZIONE DEL PROPRIO EGO se serve a non suicidarsi. Per il resto, ABBASSO!

Eh sì, è così. Una coltivazione dell'ego che sfiora il ridicolo. A tal punto da avermi spinta a cambiar nome e annerirmi totalmente. Non per vietare agli altri di immischiarsi nei miei affari, ma per vietare a me stessa di cadere in quel ridicolo circolo di mi piaccio se piaccio, se piaccio mi piaccio, se mi piaccio piaccio di più ancora, posto foto, cose, frasi!
Scene ridicole tipo Zio Paperone che si tuffa nei soldi.
Oddio, odio fare queste cose. Eppure a volte ci ricasco. Ma ben venga se alla base ci sono i motivi di cui sopra.

Per cui niente, tutto ciò per dire che questo è un mondo di ego spropositati che ci affogano, ed io sto facendo di tutto per tirar fuori la testa da questa marea di ego. Mi arriva giusto al collo, ma la puzza la sento.

Tuttavia, visto che la coltivazione dell'ego risale a tempi antichi tanto quanto la coltivazione di erbe amare, i grugni, non mi va di metterlo nella lista nera delle cose da non fare. Ma ci tengo a dire che c'è MODO e MODO!

Per cui, dopo che ieri, andando a Messa a piedi, ho ricevuto 4 fischi dai ciclisti e una macchina ha fatto avanti e indietro 3 volte fino a farsi coraggio (il conducente, non la macchina), abbassare il finestrino e dirmi "stamattina mi hai fatto morire" (??WTF???), ho capito che semmai avrò questa sete di ego, questo bisogno di essere compiaciuta, farò una passeggiata sulla Nazionale.
Lì però bisogna stare attenti, perché se la mia coltivazione dell'ego fallisce e mi assale la depressione da "accettazione negata"..lascio a voi le conclusioni.