Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

martedì 8 dicembre 2015

La teoria dell'albero: quando tagliare il problema alla radice e quando no -spazio119-

Stasera ho avuto un'illuminazione!
Non ho scoperto nulla di nuovo, però ho trovato la metafora giusta per spiegare una cosa che coinvolge un po' tutti: i problemi.
Se potessi dirvi a voce ciò che penso tutto prenderebbe un altro sapore, ma vabè, scrivo.

Sarete d'accordo con me, soprattutto se siete persone sufficientemente introspettive e intelligenti, che convivere con un certo conflitto interiore è abbastanza tormentante e struggente.. però ci fa sentire vivi.
Avete presente quell'inquietudine, quella sorta di male di vivere che avete di sottofondo alla vostra esistenza?
Magari siete anche soddisfatti, e tutto sommato felici, della vita che fate; siete grati per quello che avete e vi piacete come persone.
Probabilmente vi stimate anche molto, vi sentite a sprazzi addirittura superiori alla media umana; non si tratta quindi del sentito e risentito problema di mancanza di autostima o di self-confidence, per dirla all'inglese. 
E' qualcosa che va proprio oltre e che è tutt'altro che facile da individuare. Una sorta di odio e amore verso se stessi, molto difficile da affrontare perché manca un equilibrio che, come ho spiegato ormai 2 anni fa qui http://lecosechepensanoblog.blogspot.it/2013/09/perche-essere-equilibrati-sta-alla-base.html , sta alla base di una vita felice e serena.
Allora, vi spiego. 
Se siete persone realmente di un certo spessore avete problemi più grandi di trovare l'amore della vita, un lavoro o il giusto colore di capelli, ma ALT, avete anche questi di problemi.
Sì, sì, perché anche se vi sentite, come ho detto prima, superiori alla media umana, a volte vi disprezzate anche, perché siete così normali e banali.
Ebbene sì, anche voi avete problemi di questo tipo.
Il fatto è che quell'inquietudine di cui parlavo sopra non deriva da questioni come quelle, anzi, esse sono proprio le conseguenze di quel tormento interiore che avete.
Per capirci: dentro di voi c'è un albero,che ha radici più o meno profonde, che pesa,  e pesa molto.
Questo albero è il vostro problema alla base, quello che vi fa passare giorni nell'inutilità totale ad interrogarvi sul perché della vostra natura, sul perché della vostra vita di merda. Però questo albero, soprattutto le sue radici, non sono affatto facili da trovare, soprattutto se è una pianta vecchia con le radici ben salde e ben attorcigliate.
Il discorso è che più passa il tempo, più l'albero si infoltisce, aumentano i rami e le foglie, e pesa sempre di più, e più pesa più è difficile da sradicare.
E ogni ramo è un problema diverso che deriva dall'albero in sé, ogni problema, quei problemi di cui ti parlavo, più o meno superficiali, sono tutti conseguenze e problemi collaterali a quello di base.
Quindi, come muoversi a questo punto?
Beh, ve lo dico: risolvere questi problemi "pratici", come trovare l'amore della vita, dimagrire, trovare il lavoro perfetto e la città giusta in cui vivere, non servirà a risolvere il problema di fondo.
Sarà un po' come potare i rami di quell'albero, a volte tagliarli del tutto, ma lo sapete, tagliato un ramo, potatone un altro, presto ne nascerà uno nuovo, probabilmente anche più folto e forte.
Però scusa, se hai detto che trovare le radici di quell'albero, soprattutto se è vecchio e pesante, è quasi impossibile, cosa dobbiamo fare? Farci tagliare dai rami e farci soffocare dalle foglie?
No, ma c'è da fare un'attenta analisi della situazione e capire come fare a conviverci al meglio.

Quindi, per andare diritto al punto,teniamo in considerazione le seguenti constatazioni:

1. l'albero probabilmente non riuscirai mai a sradicarlo del tutto, forse lo taglierai alla base, ma in quel caso conviverai sempre con un tronco che ti appesantisce, magari non darà alla luce nuovi problemi, ma alla base lui ci rimarrà sempre. Se sarai molto bravo e forte riuscirai a sradicare buona parte delle radici, ma probabilmente ci sarai riuscito col passare del tempo, e in quel caso le radici saranno ormai arrivate talmente lontano che sparse qua e là ce ne sarà sempre qualcuna.
2. i rami, se non sei veloce a tagliarli, continueranno a crescere, sempre nuovi e sempre diversi, per cui attento! Se non vorrai far mettere radici ad altri alberi sbrigati a tagliare i rami che iniziano a dar frutto, sennò casca il seme ed è un casino.

Detto ciò, vi spiego: la cosa da fare è innanzitutto risolvere il problema dall'esterno, in superficie, tagliando le foglie e poi i rami. Risolvendo quindi tutti quei problemi all'apparenza superficiali e di poca importanza, dai chili di troppo, al vizio del fumo, alla voglia di qualcuno o di qualcosa. Risolvi queste piccole cose. Come ti ho detto questo non vorrà dire aver risolto il problema alla radice, ma almeno avrai evitato di far mettere su radici anche a questi problemi collaterali, sarà un po' un tamponare. Ma se sarai bravo e sveglio nel potare,l'albero non peserà mai troppo.
Solo quando quasi tutti i rami saranno spogli e quasi secchi, potrai arrivare a pensare di affrontare le radici del problema, che però, come ho detto, difficilmente riuscirai a sradicare mai del tutto.
A quel punto però ti i sarai quasi affezionato e, forse, saprai conviverci al meglio.
Ma non ti rammaricare, fa parte di te ed è ciò che ti rende una persona di un certo spessore, che a volte crede di odiare se stesso e la propria vita, ma che in realtà è un narcisista di quelli grossi.

domenica 15 novembre 2015

Black humor: perché non mi disturba ma anzi, mi diverte -spazio118-

Posso affermare di essere dispiaciuta del fatto che molta gente non condivide con me l'ilarità derivante dall'umore nero.
Secondo me solo le menti realmente superiori possono apprezzarlo e non esserne turbate, e la cosa ripeto, mi rattrista fortemente. 
Scambiare un certo tipo di satira per immoralismo o cattiveria è sbagliato. 
E' meno peggio ironizzare cinicamente su una tragedia rispetto a rispondere a certe questioni generando altro odio. Preferisco quasi scherzarci su che addentrarmi in discorsi che cercano la verità ma che finiscono solo per accusare a destra e a manca.
E l'odio, ricorda, si genera prima di tutto con le parole.
Perché poi, quando si parla di morte o di disgrazie, l'unica cosa che la gente genericamente riesce a fare è tirare fuori uno stuolo di tesi a favore o contro questa o l'altra parte, che provoca poi una serie di schieramenti e quella trafila di dita puntate contro chi non è d'accordo con noi.
CHE PALLE!
Sia chiaro, io non ci rido su. Non mi diverto per una disgrazia, questo è ovvio. 
Mi diverto per le battute fatte relativamente a quello. Ed è ben diverso.
C'è qualcosa di male?
Non credo.
A me dispiace meno che a te?
Non credo.
Sono un'indegna?
Non credo nemmeno questo..

Si tratta semplicemente di cancellare certi tabù e quell'ondata di buonismo che ci sommerge ogni volta che succede qualcosa di meno carino rispetto alla normalità.
Mi dispiace ancora che non possiate condividere con me il piacevole senso che si prova a ridere di battute derivanti da affari indubbiamente spiacevoli. Perché, ve lo assicuro, sono risate accompagnate da tristezza che però ti fanno davvero riflettere su certe questioni, molto di più di indignarsi o disperarsi e basta per qualcosa.

giovedì 12 novembre 2015

Come giudico la gente che non conosco -spazio117-

Andando oltre la legittima superficialità del giudicare le persone per
-la loro estetica
-il loro modo di vestire
-il loro modo di porsi
-i loro amici
-i posti che frequentano
-la musica che ascoltano
-il lavoro che fanno
-le persone con cui sono stati
-ecc
ho deciso una cosa.

Ho tolto dall'elenco dei "motivi di legittima superficialità del giudicare le persone" il "mi hanno detto che.." Ovvero il SENTITO DIRE.
E' doveroso farvelo notare perché è proprio questo il centro della mia riflessione di oggi.

Premettendo che personalmente non do molto peso a razza, religione, colore della pelle, cultura, ecc, ci tengo a precisare che tra i motivi "legittimi" di giudizio prematuro (NON DI DISCRIMINAZIONE) anche questi sono da considerare. Sì. Hai letto bene! LEGITTIMI!

Ma ce n'è uno che va oltre questi aspetti legati strettamente alla persona e che forse ha il peso maggiore su tutti gli altri al momento di farsi una prima idea su un uomo o su una donna: quello che ti viene detto di qualcuno da qualcun altro.

Eh sì!
L'idea che ci facciamo di chi non conosciamo, o conosciamo poco, non solo si crea in maniera automatica seguendo i criteri sopra elencati, bensì si sviluppa fortemente sulla base di ciò che ci è stato riferito.
E la cosa è ancor più grave.
Per molti è SPREGEVOLE farsi idee su qualcuno sulla base di come si veste, aspetto fisico, razza.. quelli che vengono chiamati pregiudizi. Ma per me molto spesso tutto ciò è umano e normale: non si tratta di discriminazione, ma solo di ASSOCIAZIONI AUTOMATICHE prodotte incontrollatamente dal nostro cervello. Per cui, come ho detto sopra, sono da considerare legittime.
Ma senza entrare nella noiosa e moralista questione del pregiudizio, voglio soffermarmi sul discorso "penso questo perché ho sentito che..".
E' ben peggio. Ben peggio di quelli che voi chiamate pregiudizi dandogli accezione negativa (ma che, ripeto per evitare fraintendimenti, secondo me, se non c'è discriminazione di fondo, sono legittimi pensieri che la mente fa in maniera automatica seguendo il processo di ASSOCIAZIONE!).

E, ripeto ancora, farsi un'idea sulla base di ciò ci viene detto di qualcuno, è peggio!
In questo caso infatti c'è dietro una formulazione VOLONTARIA di un pensiero, spesso negativo, nei riguardi di una persona che NON si CONOSCE, se non "per udita".

Ma il punto è questo. Sarebbe troppo semplice se, per arrivare all'ovvia conclusione per cui, in risposta al titolo di questo spazio, dicessi bonariamente: "COME GIUDICO LA GENTE CHE NON CONOSCO? CONOSCENDOLA. FIDARSI E' BENE, NON FIDARSI E' MEGLIO! L'ABITO NON FA IL MONACO E UN LIBRO NON SI GIUDICA DALLA COPERTINA." 
Sbagliato, orrido, semplice e soprattutto riduttivo se associato alla mia magna mente.

Ahaha, scherzo.

Però, sul serio! 

CapiAtemi. 

Quindi, per arrivare al dunque.. come giudico la gente che non conosco?
....
... pronti?

Io giudico le persone in base a ciò che loro mi dicono degli altri!

Eh sì, hai capito bene!
Giudico te, che ti conosco poco, in base a cosa TU mi dici degli altri.
E nel momento in cui un altro mi parlerà di te, io giudicherò lui!
E sai in base a cosa? In base a quello che mi dice di te.

E te, ti giudicherò in base a ciò che mi dirai TU degli altri.
Sembra stupida come cosa? Contorta, assurda, senza senso?
Invece no.
Chi parla bene, bene pensa, chi ben pensa, ben parla.
Chi parla male, male pensa, chi male pensa, male parla.





Un motivo per cui è meglio non fare le corse per arrivare da qualche parte -spazio116-

Vi dico un motivo, tra tanti altri, per cui è oggettivamente meglio evitare di uscire di casa all'ultimo quando si deve arrivare da qualche parte, a qualche appuntamento o impegno, soprattutto se si tratta di qualcosa di importante.
I motivi sono molti, primo fra tutti il fatto che si risparmia in salute: niente ansia da "faccio tardi", niente ansia da imprevisti, ansia da traffico o da parcheggio.
Però la cosa che realmente mi spingerà d'ora in avanti ad uscire con largo anticipo prima di arrivare da qualche parte è che potrei incontrare qualcuno e fare la figura della maleducata che non vuole fermarsi a parlare.
Ma in quei momenti di fretta ti sembra di essere in una corsa contro il tempo in cui anche aspettare 10 secondi per attraversare sulle strisce, salutare qualcuno da lontano, guardare il telefono o controllare che l'auto sia chiusa, ti fa andare ulteriormente nel panico.

Per cui ho capito che se voglio vivere serena e risultare una persona simpatica e gentile, parto 5 minuti prima dell'orario di partenza stabilito per arrivare, per l'appunto, in orario.
Anche 10, ma meglio non essere mai troppo ambiziosi in queste cose..

venerdì 16 ottobre 2015

Io ho visto cose che voi umani -spazio115-

Sì, io ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare.
No, dai, non è vero.. 
Però non so come spiegare: fino a qualche tempo fa pensavo di essere una sfigata atomica, con una vita piatta (non il ventre, l'esistenza), poco da dire, niente da raccontare, poche storie d'amore, pochi eventi esaltanti. Non so, sentivo proprio di essere una sfigata, meglio non so dirvelo.
Però poi ho fatto il punto della situazione e mi sono resa conto che in realtà mi son successe cose che certa gente manco se ci si impegna gli succedono.
Allora ho deciso di raccontarvi tanti dei miei aneddoti, e corro pure il rischio di citare gente, di sputtanarmi o di fare ancora di più la figura della sfigata (sì, perché magari a voi queste cose sembrano sceme e avete fatto di meglio).. ma almeno in futuro se tornerò in questo spazio potrò ricordarmi di cose che magari mi saranno passate di mente.
Però mi conoscete, non sempre porto a termine ciò che inizio, per cui forse questo sarà l'unico aneddoto che vi fornirò.

Ad inizio estate, i primi di giugno, mi trovai ad un festival di musica, una cosa strana per gente esaltata..cose che odio! Ma mia sorella è una di questi esaltati ed io, condizionata da alcune circostanze spiacevoli, ho accettato di accompagnarla e le ho detto che sarei andata, non so in che condizioni psicofisiche, ma accettai! Anche perché io, male che vada, me ne sto zitta ad osservare la gente senza lamentarmi.
Siamo partite con la sua Jeep decapottabile, cariche di tenda e qualcosa per sopravvivere un paio di giorni. Io ero munita anche di tanta pazienza perché non avrei sopportato così facilmente un viaggio di 150km ai 70 all'ora. Con mia sorella.
Esaltata già in partenza.
Ma siamo arrivate sane e salve a destinazione. Vi anticipo che ci trovammo in un campeggio e i nostri vicini erano dei bulgari sulla 35ina venuti apposta per il festival. Gente che comunque parlava inglese meglio di noi.
Tralasciando il fatto che la nostra tenda era diventata a pois a causa della muffa e che puzzava, e che siamo state 3 ore a gonfiare un materassino, e che i vicini bulgari ci hanno spiegato come la fisica rende possibile che due bastoni e due fili tengano in piedi quella specie di verandina all'entrata della tenda, dopo un piccolo assestamento riuscimmo ad arrivare alla famosa spiaggia di Marina di Ravenna.
Non mi dilungo oltre. 
Arrivo al dunque. La cosa realmente esaltante fu che nel tardo pomeriggio, quando ancora era tutto piuttosto vuoto e c'era solo qualche disadattato fermo a fissare gli altri che li fissavano, io notai accanto a me, sul bancone del bar, col cappello, un tipo e dissi a mia sorella che secondo me era FRODO il figlio o nipote di BILBO BAGGINS. Lei non mi ascoltò..o comunque non rispose.
Nel frattempo le zanzare mangiavano tutti. C'era gente che si grattava, gente che si grattava, e gente che si grattava.
Ah, e gente che si grattava e imprecava.
Poi c'eravamo noi e pochi altri, che pensammo che vicino all'acqua del mare ci sarebbero state meno zanzare. Invece no, c'erano molte zanzare e, ancor peggio, c'era anche un tipo che come noi pensò clo stesso e che ci raccontò di essere passato dalle nostre parti quando andò a Loreto ad assistere ad un ESORCISMO. Sì, questo andava sulle corriere organizzate per vedere gli esorcismi.
Ci allontanammo e preferimmo qualche zanzare in più ad uno squilibrato.
Più tardi, quando io forse ero provata dalle due birre che avevo bevuto e dal sonno e dai miei problemi (senti)mentali, e mentre dormivo sulla sabbia e la gente mi passava sopra perché erano appena finiti i concerti, mia sorella mi urla che  avevo ragione e che c'era un certo ELIJAH WOOD a fare il dj-set.
ERA FRODO!
Mi sono esaltata molto, così mi alzai. Andai sotto FRODO DJ, non si capisce se fingeva di capirci qualcosa, so solo che il suo compare mise IL VELIERO di LUCIO BATTISTI. So che per voi ha poco senso tutto ciò. Ma io ero esaltatissima per questo. Io credo che nessuno di voi nella propria vita abbia vissuto qualcosa di simile.
Sentire in un posto così, in una situazione così, con gente così, io così, IL VELIERO, nemmeno remixata, così com'è, con Frodo al dj set, io che amo quella canzone, nessuno che probabilmente la conosce. Beh, per me son queste le cose che gli umani non possono nemmeno immaginare.
Sensazioni uniche. Tanto che urlai qualcosa con le lacrime agli occhi verso Frodo. Il buttafuori mi fece una smorfia. Io ero solo esaltata.. d'altronde in un posto pieno di esaltati non puoi che finire  per essere come loro!
Ero così felice.
Poi un tipo, alto, biondissimo, occhi azzurrissimi, mi disse qualcosa in inglese. Commentò sul DJ SET di Elijah. Ci parlai, in tutto ciò mia sorella era al bagno. Torna e mi vede parlare.
Finimmo con sto tipo, con la maglia a righe, altissimo, muscoloso e i capelli platino, e col suo amico bassetto e dolce e silenzioso, in spiaggia. 
Cosa si può pensare in questi casi?
Beh.
E' una cosa così esaltante che a raccontarla la svaluterei, voi non capireste.
Solo mia sorella può saperla.
Loro però erano due musicisti di un gruppo che avrebbe suonato il giorno dopo.
E lui sembrava un angelo biondo. Forse etero, forse gay, o forse asessuato.
Un angelo perfetto.. io credo di essermene innamorata.


Mi ha aggiunto su facebook.

giovedì 1 ottobre 2015

Se bruciasse la città da me non ci correrebbe nessuno -spazio114-

Una grande tristezza è venire a conoscenza di quella storia che il primo amore non si scorda mai.
Mi rende così triste sapere che, spesso, la prima relazione importante, quella iniziata nell'adolescenza, quella che dura qualche anno e poi finisce perché si cambia e l'evoluzione della coppia non sta al passo col maturare dei due innamorati, ti segna per sempre e anche se è chiusa, anche se ti sei rifatto una vita, anche se hai avuto altre persone al tuo fianco, continui a cercare quelle sensazioni e a guardare al passato con forte rassegnazione verso il futuro.

Io non credo si tratti effettivamente di un amore più vero, più autentico e più forte, anzi, son convinta che le storie vissute con maturità e con la consapevolezza di due persone semi-adulte abbiano basi molto più salde e che il sentimento sia molto più profondo.
Però tutti hanno la sensazione che il primo amore non si scorda mai e molti si ritrovano a 30 anni ad aver idealizzato una storia ed una persona tanto che non riescono più a lasciarsi andare.. non possono fare a meno di pensare semplicemente che prima era più bello.
Forse perché a quell'età si vive tutto più intensamente e nessun brutto pensiero riesce a spostare la spensieratezza di quegli anni. 
Ciò che inizia a 15 o 16 anni avrà sempre una dose di positività in più rispetto a ciò che cominci a 21 o 22 anni.. e più vai avanti più è peggio. 
A 15 anni non si pensa al futuro, non si pensa a quel piccolo difetto del tuo ragazzo come un problema grande con cui eventualmente convivere. Non temi la mancanza d'attenzione, non fai caso al comportamento sbagliato, e tutto può durare 3 4 5 o 6 anni senza mai entrare in crisi..semplicemente perché due persone giovani e spensierate non possono che mettere in piedi una relazione sana e senza pensieri!

Ma la cosa davvero brutta è quando tu invece queste cose non le hai vissute, forse perché non sei mai stato un vero sedicenne e perché la tua maledetta razionalità ti ha preceduto anche quando dovevano essere l'istinto e l'inaccuratezza a governare le tue scelte. 
Così ti senti profondamente afflitto perché ti rendi conto che non sei nemmeno stato il primo amore di nessuno. 
E a quel punto la cosa più frustrante è accorgerti che chiunque incontrerai avrà già avuto il  suo primo amore, una persona con cui ha condiviso le prime esperienze, sia mentali che carnali, la persona che ricoprirà per sempre quel ruolo speciale, quella per cui avrà sempre un ricordo in più. Quella che "se bruciasse la città da te io correrei". 
Non so, forse sbaglio, ma per me tutto si riduce ad un "da chi correresti se bruciasse la città?". 
E son sicura che quasi tutti andrebbero di corsa dalla persona con cui hanno avuto quella prima storia, quella che li ha segnati profondamente e che mai dimenticheranno.

Questo per me è un grande cruccio e tutti i primi amori dei ragazzi che incontro per me sono degli incubi..come ho detto probabilmente è perché sento di non essere stata il primo amore di nessuno e che se bruciasse la città io brucerei arsa ad aspettare qualcuno sull'uscio della porta.

Che cosa triste, che cosa profondamente triste!
Ma è così, purtroppo. Vorrei resettare la mente delle persone e vorrei aver vissuto anche io il mio primo amore con una persona per cui io stessa rappresentassi il primo tutto. Anzi, vorrei essere il primo amore di tutti! Una vendetta profonda per riscattare tutto il senso di inadeguatezza che provo da sempre!
Invece no, oltre il danno anche la beffa.
Perché va a finire pure che incontri quella persona che incarna alla perfezione l'emblema del "cercherò per tutta la vita quelle sensazioni, ma continuerò ad abbandonare chi proverà a darmele perché non sarà mai all'altezza".
Una di quelle persone che non vogliono crescere e che continuano a rimanere attaccate ad un passato ormai morto e sepolto e che, ne son sicura, in cuor suo continua a sperare che torni.
E, sono ancora più certa, che se bruciasse la città correrebbe da quella..
o al massimo
dal suo cane





mercoledì 23 settembre 2015

Quello che pretendo mi rende la vita difficile -spazio113-

So di essere molto esigente, e quello che pretendo mi rende la vita difficile. Non sono mai soddisfatto né degli altri né di me stesso. L’amore lo concepisco unicamente come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sé,  perfette, la fedeltà, la comprensione, l’amicizia. Non immagino niente di diverso. Né lo accetterei.

Poco fa ho incontrato queste parole, di un'autrice di cui, indegnamente, non ricordo neppure il nome. 
Però mi hanno colpito, racchiudono in sé tutto ciò che provo, né più né meno..a questo punto non dovrei aggiungere altro, dovrei spegnere il pc e andare a letto. Invece sento la necessità di approfondire la cosa e grazie a queste parole di tirar fuori tutto ciò che ho dentro.

E' proprio vero, sono esigente. Obiettivamente lo sono.. non voglio dire che gli altri non lo siano e che la gente si accontenti. Anzi, per una volta gli altri non c'entrano proprio. Parlo di pretese che rendono la vita difficile, legittime, ma troppo ambiziose. Questo porta alla frustrazione continua. Se ci si aspetta poco, si sarà sicuramente appagati.. Io invece aspetto troppo, spero di vivere esperienze totalizzanti, amori pieni, una vita viva. E quando mi accorgo che ogni cosa non è come l'avevo immaginata, poiché me l'ero immaginata troppo perfetta per potersi realizzare, sento un grande senso di amarezza.
Ma come dice l'innominata autrice di quelle belle frasi, il problema più grande è che io l'amore lo concepisco come qualcosa di assoluto, e deve racchiudere in sé,  perfette, la fedeltà, la comprensione, l’amicizia. Non immagino niente di diverso. Né lo accetterei.
Non lo immagino, non lo accetterei. Se finisce, se tradisce, se fa soffrire, se non è fedele, se non ti comprende, se non ti è amico, non è amore per me.

Ma esiste qualcosa di perfetto in questo mondo? No, nemmeno l'amore.
Quindi vivrò una vita di pretese mai soddisfatte e di un rifiuto totale della realtà..



lunedì 21 settembre 2015

Come coltivare l'ego -spazio113-

Come ogni sessione, alla vigilia di un esame, mi presento qui e butto giù qualche riga. Forse per mettere ordine al caos che ho in testa dopo aver letto quei 53 libri (rigorosamente saltando pagine e paragrafi). 
Beh, dovrei quindi parlarvi di poesie della guerra civile spagnola, di romanzi sulla dittatura franchista. Invece al massimo potrei postarvi qualche sonetto d'amore in lingua ispanica, giusto per rimanere in tema.

In realtà son qui per delirare e per fare uno dei miei resoconti su vite, gente, mali del mondo!
Sì, ho capito che forse, l'ego, è un male. Bene è volersi bene, male è amarsi, ma soprattutto, pretendere che gli altri lo facciano.
Piacere per compiacersi e compiacere per piacersi, che pessime cose!
E purtroppo nel curriculum di molte persone, alla fine, nelle note aggiuntive, c'è proprio questa dicitura "cose che so fare per piacere". Eh già, c'è gente che è bravissima a farlo! Io sono un fallimento totale. Mi piace piacere, ma odio adoperarmi per farlo. Ecco, molte persone, a tratti anche io, postano foto, frasi, cose, e coltivano il proprio ego piacendo (agli altri). 
Questa cosa in partenza è per me spregevole, ma poi son costretta a rivalutarla: che ne sai se altrimenti non potrebbero addirittura suicidarsi? Magari sono quei 4 segnali di approvazione legati al tuo bel faccino che ti fanno ripensare se sia giusto o meno buttarsi dalla finestra. Di gente che si ammazza per un'accettazione negata dalla società ce n'è tanta; se un selfie e 7 mi piace possono bastare a salvare delle vite umane, ben venga, 
Per cui, VIVA L'ESALTAZIONE DEL PROPRIO EGO se serve a non suicidarsi. Per il resto, ABBASSO!

Eh sì, è così. Una coltivazione dell'ego che sfiora il ridicolo. A tal punto da avermi spinta a cambiar nome e annerirmi totalmente. Non per vietare agli altri di immischiarsi nei miei affari, ma per vietare a me stessa di cadere in quel ridicolo circolo di mi piaccio se piaccio, se piaccio mi piaccio, se mi piaccio piaccio di più ancora, posto foto, cose, frasi!
Scene ridicole tipo Zio Paperone che si tuffa nei soldi.
Oddio, odio fare queste cose. Eppure a volte ci ricasco. Ma ben venga se alla base ci sono i motivi di cui sopra.

Per cui niente, tutto ciò per dire che questo è un mondo di ego spropositati che ci affogano, ed io sto facendo di tutto per tirar fuori la testa da questa marea di ego. Mi arriva giusto al collo, ma la puzza la sento.

Tuttavia, visto che la coltivazione dell'ego risale a tempi antichi tanto quanto la coltivazione di erbe amare, i grugni, non mi va di metterlo nella lista nera delle cose da non fare. Ma ci tengo a dire che c'è MODO e MODO!

Per cui, dopo che ieri, andando a Messa a piedi, ho ricevuto 4 fischi dai ciclisti e una macchina ha fatto avanti e indietro 3 volte fino a farsi coraggio (il conducente, non la macchina), abbassare il finestrino e dirmi "stamattina mi hai fatto morire" (??WTF???), ho capito che semmai avrò questa sete di ego, questo bisogno di essere compiaciuta, farò una passeggiata sulla Nazionale.
Lì però bisogna stare attenti, perché se la mia coltivazione dell'ego fallisce e mi assale la depressione da "accettazione negata"..lascio a voi le conclusioni.


lunedì 17 agosto 2015

è chiaro che mi è successo qualcosa -spazio112-

Chi mi conosce sa che mi deve essere successo qualcosa perché quando scrivo in questo spazio qualcosa mi è successo.
Ed è ben noto che mi deve essere accaduto qualcosa che mi ha riportato nella condizione di estrema riflessione, una sorta di solitudine in cui riesco finalmente a trovare la compagnia della me più vera.
Una condizione che non so ancora se amo o detesto ma con cui ho imparato a convivere negli anni ed ho fatto l'errore di accantonare per un po'.
Quello che voglio dire è che ho rischiato di abbandonare me stessa un paio di volte, ho svuotato la mia anima di me per far posto a qualcos'altro pensando che non ci fosse posto per due. In realtà poi ho visto che la mia anima continuava a stare qui intorno a tormentarmi, una volta bussava in testa, poi sul petto, mi teneva sveglia la notte e mi distraeva da ogni attività per chiedermi continuamente di rientrare.
Non sapevo più che fare, non capivo se ascoltarla fosse la cosa giusta e mi domandavo se quello di tornare dentro di me fosse un suo diritto o una sua pretesa infondata.
Continuava a dirmi che ero una grandissima traditrice e che non potevo rinnegare chi mi aveva accompagnato per ben 21 anni per far posto a qualcosa di effimero, ma più bussava più io entravo in confusione.
Poi alle porte del mio cuore si era creato un imbottigliamento di anime e parole, tanto che io non riuscivo più a capire quale fosse il senso giusto per imboccare la strada della serenità.
E solo quando ho visto la mia anima andarsene, quando non l'ho più sentita bussare, quando l'ho vista sconsolata in un angolo a soffrire, ho capito che non bisogna mai rinunciare a se stessi per qualcosa che al posto di aggiungersi finisce per essere un continuo sottrarre.


sabato 27 giugno 2015

Perché odio sempre di più gli Americani (e voi) -spazio111-

Anni fa dicevo di amarli, ma conoscete il mio sarcasmo.
Si tratta di un amore odio, uno di quei rapporti ambigui. Come tutti quelli che ho nella mia vita, d'altronde. 
Ma poi gli americani sono un mare di contraddizioni e voi ci cascate, sempre.
Mi dispiace perché vi fate abbindolare dalle loro manie di grandezza e vi fate prendere dalle loro mode imposte..
Succede dagli anni '50, da quando ci hanno mandato il Piano Marshall.
E' risaputo, gli Americani non fanno mai niente per niente, giustamente eh, però voi poveri illusi siete proprio dei pecoroni ignoranti.
Eppure il tasso di alfabetizzazione è triplicato da mezzo secolo fa.. bah.
Non so che dire. Forse iperanalizzo troppo e vado oltre con i ragionamenti, dovrei fermarmi alla superficie delle cose e non cercare un significato più nascosto. Dovrei pensare "Che bella cosa, son contenta, è una figata, siamo davvero nel 2015, le cose stan cambiando!" Io lo penso, ma poi vado oltre, dovrei fermarmi, ma io non gliela fo'..

Allora, andiamo al dunque. 
I matrimoni gay si fanno adesso, li posson fare, in tutti gli stati degli US, bravi, li ammiro, son contenta per loro. Ma chiariamo un po' di cose:
1. gli americani sono tutt'altro che un paese moralmente integro, tutt'altro che una nazione fatta di uguaglianze, sono tutt'altro che un paese per la fratellanza e i diritti di tutti. Voi invece li osannate per un traguardo che hanno raggiunto, un traguardo bello, ma il resto? Perché non vi sento mai urlare giustizia per i soprusi che ancora vengono esercitati dalle polizie statunitensi (locali) nei confronti di minoranze etniche, o ancora più comunemente, verso i negri? Non ve ne frega un cavolo di niente a voi, e io vi dico che con la vostra foto colorata alimentate solo una cosa, e vi dico cosa nel passo successivo. Ah, e a nessuno interessa che le multinazionali americane pagano la manodopera una miseria? E che il mercato della musica è praticamente un monopolio americano, e il cinema? Io mi batterei per queste ingiustizie. Invece no. Applausi per loro. Li vedete, ve lo spiego dopo..
2. gli americani da sempre sono opportunisti. Un popolo che amo per quello. Sanno trarre il meglio da ogni cosa e ne escono quasi sempre illesi, anzi, ci guadagnano. Le cose brutte in qualche modo sanno nasconderle, quelle belle le esaltano. Ma il colmo è che voi, che di americano avete meno di quello che cantava "Vojo fa l'americano" contribuite alla loro gloria! Non voglio sminuire un grosso passo, moralmente di grande spessore, però ho il dubbio che dietro ci siano stati anche meccanismi di tipo "consensuale". Sapete, fare una cosa per primi, nel bene o nel male, fa parlare di sé e prende consensi. Noi italiani siamo zero in questo, siamo dei pecoroni e per primi facciamo solo le cose schifose.. Ma è ovvio, vi vedete? Tutti con la foto colorata..
3. basta di ghettizzare i gay. E gay, basta di ghettizzare voi stessi. Etero, basta di interessarvi ai gay. Se i gay sono normali, non me ne frega, se me ne fregasse qualcosa, non penserei davvero che fossero normali. E invece siccome per me son normalità, come tutte le cose normali non ho bisogno di pensarci un secondo su in più delle altre cose normali!
UFF SCLERO! Allora, questo è un punto delicato e so che potrebbe far storcere il naso, ma tranquilli, non dico nulla di amorale o razzista, anzi, ma è solo complicato da far capire scrivendolo. Il discorso è questo. Per me i gay sono così una cosa normale, che non ci faccio nemmeno caso e non mi interesso delle loro cose, come d'altronde non mi interesso delle cose delle coppie etero. Cioè, me ne interesso in egual misura. Ovvio, so che la situazione per loro è difficile, quindi se ottengono diritti son contenta, ma niente di più. Perché per me, visto che siamo tutti uguali al mondo, i problemi di uno valgono come i problemi di un altro, così come le gioie di qualcuno valgono come le gioie di un altro. Ecco, quindi, io dico, non contribuire anche tu all'esaltazione del colosso statunitense, e non contribuire anche tu alla creazione di diversità. Sì, perché non te ne rendi conto, ma queste cose alimentano solo la creazione di divisioni e di fazioni tra chi è felicissimo, chi non gliene frega, e chi gli sta sulle palle.  
4. perché devi colorare la tua faccia? perché il tuo ego non lo metti da parte? metti un arcobaleno e basta allora. 

Mamma mia vi odio tutti, sono intollerante.. No scherzo. Non mi piaccio così cattiva, ma devo dirle lecosechepensano!
In ogni caso son contentissima, moltissimo, davvero.
Però son contenta tanto quanto lo sarei se istituissero un ministero della difesa dei single incalliti.. è questione di esigenze, situazioni, cose..

martedì 26 maggio 2015

Non ho più un contratto per la rete mobile perché il wifi c'è anche al Joiland e al Furlo -spazio110-

Sono quasi sparita e so che non importa a nessuno, non mi va più di scrivere, tanto meno di pubblicare ciò che scrivo.
Sono entrata in una fase di alienazione totale e non mi sento più in grado di comunicare.
Non so più che fare della mia vita e sono in un vortice di dubbi e pensieri sul mio futuro.
So solo che ho iniziato a distaccarmi da qua dentro, dal pc e dal resto.
Mi sento come schiava di sta roba. 
Il mio profilo fb è tutto nero, e preferisco che nessuno possa vedere il mio bel faccino qui sul web.
Non ho più internet nel cellulare e lo faccio solo per una questione di salute mentale. 
Non per soldi.
Se ho internet sempre con me sto perennemente connessa. Sto in continuazione ad aspettare messaggi o a guardare accessi o a postare selfie. E tutto ciò mi fa schifo.

Così non ho più un contratto internet e son passata dalla fissa dello sguardo al cellulare alla fissa per la ricerca di un wifi. 
Una dipendenza si sistema con un'altra dipendenza. Bene..
Il problema non è arginato del tutto, come vedete.
Però devo dire di aver scoperto che il wifi è ovunque ormai. Vi giuro!
Nel centro della mia città c'è praticamente ovunque. All'aeroporto c'è, giù al porto arriva da qualche parte. Al Joiland c'è, al Furlo, sotto, dove c'è il bar c'è.
Ad Acquapartita c'è. Boh, c'è davvero ovunque.
Quindi dai: non avere il 3g è anche una maniera per sorprendersi continuamente delle piccole cose, come trovare un wifi libero, per esempio!
Preferisco non averlo più perché adesso quando sono in auto sono del tutto sola, per forza, non sto ad aspettare il messaggio e non scrivo a nessuno. Penso tra me e me e basta. Al massimo ascolto la radio.
Quando aspetto un autobus, quando aspetto qualcuno in macchina, quando cammino, non ho internet e non tengo il telefono in mano. Mi accorgo di altre cose.
Come ho detto è vero, la dipendenza c'è ancora. Ho solo eliminato un mezzo per manifestarla, però mi sento più libera.
Se andrò al mare starò nel lettino e non avrò la tentazione di caricare ridicolamente il selfie appena fatto.
Nel mio caso non avere la rete mobile è un modo per fermarsi a riflettere prima di fare cose ridicole e mi lascia il tempo necessario a capire che devo lasciar perdere e che la mia vita è mia e basta.
Beh, per fortuna io non ho mai postato davvero i cavoli miei. Son sempre stata tipa da musica o link scemi, giusto qualche foto per saziare la mia vanità, ma niente di più.
Però il rischio di far cavolate irrimediabili c'è sempre, e per fortuna ho capito come evitare di correrlo!
Avete visto tutti quelli che sono in vacanza e postano 3200 foto? Stati? Posizioni?
Beh, io questo non lo facevo nemmeno prima per fortuna, ma quando vedo la home intasata da status di una sola persona che racconta al mondo tutta la sua vita mi sento fortunata. Ma davvero.
Per non parlare di chi è palesemente in una fase depressiva della sua vita, magari è stata lasciata, e posta 1000 canzoni al minuto, 10 stati, condivide gli aforismi del Dalai Lama e cambia 42 volte foto del profilo e di copertina, rigorosamente in coppia perché le due foto devono essere in tinta.
Ecco, a me tutto ciò fa tristezza. 
Comunichiamo una forte incapacità di stare soli e di godere della vita e basta, senza esternare agli altri ogni singola cosa.
E mi è servito togliere internet proprio per questo. Non c'era momento in cui non stessi ad aggiornare la home di fb o che non pensassi a foto da postare. Facevo le foto solo pensando "questa la carico!", e non mi godevo nemmeno lo scatto in sé. 
Mi è servito anche togliere l'applicazione di fb dal cellulare. Sì, perché se ce l'hai un occhio ce lo butti. Se non ce l'hai non hai voglia di entrare su internet, cercare il sito su google, accedere e il resto.
Ogni tanto lo fai, però molto più moderatamente.
E' stata una terapia d'urto che mi sono in un certo senso imposta, mi ero data una scadenza. "Resisti fino a Pasqua, giusto un mese e mezzo, poi puoi rifarti internet, rimetti le applicazioni e il resto". Inizialmente credevo che tempo due giorni e avrei riscaricato tutto e sarei corsa alla TIM, invece no. Mi son trovata bene. Quindi son rimasta senza.
Ora però voglio passare allo stadio successivo: l'uscita reale dalla dipendenza con la piena consapevolezza di sé e delle cose che mi circondano.
Il passo successivo è avere la rete mobile ma vivere come se non ci fosse. 
E' quando la dipendenza ce l'hai a portata di mano e però la snobbi che ne sei davvero fuori.
Siamo ne XXI secolo, non posso negare l'utilità e la normalità nell'utilizzo di certe cose. Non posso essere incivile e rischiare che la gente mi contatti su whatsapp ed io, ovviamente, non posso rispondere se sono in giro e li faccio incavolare tutti.
Devo adeguarmi alle cose del mondo, quindi devo avere la rete mobile.
Però devo averla e riuscire a non esserne dipendente.
Voglio che se son ferma in macchina aspettando qualcuno tengo il telefono nella borsa, con internet accesso ovviamente, così se arriva un messaggino lo sento, ma non che mi metto a guardare instagram o facebook o non so che.
Io non riesco a leggere un libro, a studiare, a far nulla, perché aggiorno la home, guardo la gente online, leggo articoli su google.
Vi pare normale?
Io non credo.
Ci facciamo assorbire!
Io un po' ne sono uscita, riesco a stare su sedile dell'auto aspettando qualcuno senza guardare il telefono.
Al massimo mi tolgo le doppie punte; 
mamma dice che a sto punto è meglio essere un po' dipendenti da internet che rimanere pelata.
Che dite?






venerdì 13 marzo 2015

Perché le cantanti (e le attrici) più famose son tutte nane -spazio109-

Le cantanti famose son tutte nane.
E anche le attrici.
Almeno quelle più famose.
Ma perché?
Probabilmente perché stanno meglio nell'inquadratura. Quelle alte non hanno molto futuro nel mondo dello spettacolo, perlomeno non al cinema o nei video musicali, stanno meglio in foto, ferme, gambe lunghe, o a far le modelle nelle sfilate.
No, perché qui c'è il mito della figa dalla gamba lunga, però tutte quelle ritenute belle e affascinanti sono anche più basse di me, però viste in tv non ci si fa caso, anzi, a volte sembrano delle stanghe da 1metro e 80 o più.
In realtà poi scopri che son nanette e che forse, se le incontri per strada, nemmeno ti giri a guardarle.

Kiley Minogue 1.52
Lady Gaga 1.55
Shakira è 1.57
Nicki Minaj 1.57
Nelly Furtado 1.58
Amy Winehouse 1.59
Fergie 1.60
Jennifer Lopez 1.64
Madonna 1.65
Miley Cyrus 1.65
Gwen Stefani 1.68
Beyonce 1.69

Tra le più altine spiccano Rihanna, Katy Perry e poche altro che superano di qualche cm il metro e 70, ma come vedete molte sono sotto il metro e 60.

Ma poi tra le attrici? Ci credete che alcune, da molti viste come sex symbol in realtà sono degli gnometti? Con ciò non voglio sminuire la loro bellezza, ma farmi meno paranoie io!

Natalie Portman 1.60
Scarlett Johansson 1.60
Megan Fox 1.63
Jennifer Aniston 1.64
e tante altre che non mi va di citare.
Ce ne sono anche di alte, per carità, però su, basta mitizzare l'altezza. Non vuol dire nulla!







sabato 14 febbraio 2015

Se non sei acido, allora sei buonista -spazio108-

In Italia, o forse nel mondo, è così.
Se di fronte ad una questione controversa tu non ti esprimi negativamente, allora sei un buonista.
Se non dici male di una persona e, magari, la difendi, sei un buonista.
Se non vedi sempre in tutto il marcio, sei un moralista.
E se ti esprimi moderatamente le tue idee non vengono ascoltate nel loro contenuto, perché come si vede un filo di positività e come si nota che qualcuno nelle cose ci vede anche il BUONO, allora sì, sei un buonista, moralista. Le tue opinioni non valgono nulla.
Se invece ti accanisci, se invece dai contro, se invece sei acido e contrario alle cose, allora hai un pensiero che vale. Allora la tua opinione è considerabile.

E' così che in Italia c'è omertà. 
Parliamo di omertà solo quando ci riferiamo a chi non denuncia un qualche abuso per paura. 
Ma c'è anche l'omertà al contrario: non posso parlare perché sono un po' meno acida e contraria alle cose di quanto generalmente lo sia un italiano medio e vengo tacciata di buonismo.

Io però parlo e se vedo il buono in qualcosa, lo dico!
E se avete paura di me e allora mi date della buonista e moralista, alla fine vi saluto così: "Ciao TESTE DI CA**O", giusto per farvi capire che anche io sono una dura.
Perché in Italia se non ci metti una parolaccia, se non ci metti un pizzico di cattiveria nel giudicare le cose, non vali niente.

domenica 8 febbraio 2015

Non facciamo arrabbiare Madre Natura - spazio107-

Ho pochi minuti per esprimere un mio delicato pensiero, per cui andrò dritta al punto.
In questi giorni nella mia zona si è abbattuta tanta pioggia che ha provocato gravi danni in strade e case.
Capisco l'indignazione e la rabbia al sol pensare che nel 2015 un temporale possa fare questo, però, amici, questo è uno dei pochi casi in cui non possiamo arrabbiarci troppo con le istituzioni.
Cioè, almeno non in assoluto.
A volte, è vero, ci son punti che vengono spazzati via o si allagano solo per una cattiva manutenzione e/o prevenzione, però ragazzi, se il mare ha voglia di buttar giù una scogliera, se ha voglia di mangiare una strada, credete che non possa farlo?
Potremmo costruire un'altra muraglia cinese e il risultato sarebbe comunque lo stesso. E se magari nella zona X la cosa si risolve, state pur certi che nella zona Y inizieranno ad esserci casini.
Purtroppo stiamo pagando gli errori del passato ed ora, forse, l'unica soluzione sarebbe "arretrare", farsi indietro e lasciare alla natura i suoi spazi.
Ci siamo imposti troppo pensando che con la nostra testa avremmo potuto sottomettere anche il mare, ma non è così.
Se il mare ha bisogno di uno spazio pari a 100 e noi gliene abbiamo tolto 20, prima o poi si arrabbia ed esce a prendersene anche 30. E se lo chiudi da un lato, uscirà da un altro.
Non è difficile da capire. Cosa chiedete al comune? Cosa pensate possa realmente fare? 
Sì, va bene, chiedete almeno qualche protezione in più, qualche accorgimento che possa impedire allagamenti e strade dissestate. Però poi?
Poi succederà qualcosa di più disastroso che ci farà lamentare anche su quelle poche misure preventive prese. 
Se si parla di pulire fiumi prima che straripino, di controllare argini e scogliere, è ovvio, non è compito dei cittadini, e spetta alle istituzioni occuparsene.
Però a volte dobbiamo capire che l'uomo non può effettivamente far nulla.
A chi vive lì, vicino al mare, chi si vede ogni due anni portar via la strada e la casa allagata, chiedo: .vi andrebbe bene spostarvi più all'interno con una casa assegnatavi dal comune e, nelle zone a rischio abbattere tutti gli edifici per magari lasciarci semplicemente strade e "passeggi"?
Io credo che a nessuno vada bene, nemmeno io ci starei, però ragazzi questa situazione non la cambiamo con due scogli di più, è chiaro?

Non facciamo arrabbiare Madre Natura..







martedì 3 febbraio 2015

Ho deciso una cosa -spazio108-

Ho deciso una cosa e so che non importa a nessuno.
Ma l'importante è che importi a me e che poi, quello che ho deciso, lo faccia.
Ho deciso una cosa e a dire il vero non so nemmeno spiegarla, non so se devo raccontare la decisione o la cosa che ho deciso di fare.
So solo che quando decido una cosa poi ci metto un po' a farla sul serio.
Sto lì a pensare se ho preso la decisione giusta, se la cosa da fare effettivamente vale la pena farla, se gli sforzi previsti mi porteranno a qualcosa.
Ed è così che inizio a pensarci su e il tempo tra la decisione e la messa in pratica della cosa da fare aumenta, aumenta e aumenta, a volte sino all'infinito.
A quel punto allora inizio a farmi delle domande, a chiedermi se non sarebbe meglio non decidere, ma solamente fare.
Togliere tutte le decisioni, tutte le scelte dalla mia vita e fare cose, e basta.
Niente più pensieri, niente più decisioni. Solo prese di posizione immediate che si riflettono nell'immediato.
A che serve scegliere se poi la scelta che prendiamo non la mettiamo in atto?
A che serve pensare se poi i nostri pensieri non si tramutano in azioni?
Beh, a sviluppare un'interiorità più spiccata, forse. Però alla fine, nella vita, a cosa ci porta tutto ciò? Porta qualche vantaggio?
Boh, per me non molto.
Quindi ho deciso che da oggi non prenderò più alcuna decisione, farò solo le cose. Ad esempio ora studierò, e lo farò davvero, perché questa non è una decisione, ma..
Niente da fare. 
Ho fallito ancora.

venerdì 30 gennaio 2015

Anche i cani vanno di moda -spazio107-

Mi dispiace dirlo, ma il cane per molti è un accessorio.
Alt, non mi riferisco alle donnine che si prendono il Chihuahua o il Barboncino per vestirlo e pitturargli il pelo, ma anche a uomini, coppie o persone apparentemente normali e intelligenti che si fissano su un certo cane e vogliono solo quello.
Per carità, è comprensibile volere cani di razza, di bell'aspetto e dal temperamento prevedibile; oppure cani particolari, magari non bellissimi, ma che sono conosciuti proprio per una caratteristica; chi vuole un bastardino bruttino, anonimo e, appunto, bastardo?
Sì, perché se si chiamano così un motivo c'è: la bastardaggine ce l'hanno dentro. Sono più pretenziosi, più capricciosi, più rabbiosi.. però secondo me anche più vispi e intelligenti, forse più umani. Esagero un po', ma ho provato con vari cani di razza e vari bastardini, e per quanto questi ultimi siano davvero più difficili da gestire a livello comportamentale, secondo me hanno una marcia in più a livello umano.
Sarà che sin dalla nascita, per quanto vengano trattati bene, hanno quella consapevolezza di essere "adottati" e non venduti in cambio di denaro, sentono di non valere come tanti altri. Sanno che a loro probabilmente non verranno fatte tutte le migliaia di analisi a gambe e robe varie per assicurarsi che non abbiano quelle delicate malattie, così come sanno che a nessuno frega dei loro genitori e dei loro prozii per capire la purezza. E quindi è ovvio che si imbastardiscano e che imparino un po' a vivere autonomamente e nella propria unicità.
Il cane di razza è bellissimo invece ed è voluto da tutti.
Ma per me il discorso è un altro! Tutti i cani sono speciali, io non vorrei fare queste differenze perché per me, davvero, non ce ne sono. Ma voi mi costringete a farle!
Mi costringete perché ormai i cani vanno di moda e la gente si schiera in maniera assurda!
Quello è un "sorcio", quello sembra che gli sia arrivato un camion in faccia, quello fa schifo.
Invece altri sono osannati come fossero esempi di bellezza assoluta quando secondo me, in molti casi, non sono più belli di tanti altri cani non di razza.
Ma al di là della bellezza che, ripeto, è comprensibile una volta che si prende un cane scegliersi quello che più ci piace e che da sempre sogniamo, soprattutto se decidiamo di spenderci alcune centinaia di euro, quello che mi fa riflettere è cosa effettivamente spinge a sceglierne uno rispetto ad un altro.
Infatti ci sono esempi di cani che, secondo me, sono oggettivamente bruttini, però per il loro essere di razza sono ricercatissimi da tutti e pagati fior di quattrini.
Bouledogue Francese
Ho notato che ora vanno di moda questi due cani: il primo, il bouledogue francese.
Ormai è un must, soprattutto tra le star: Lady Gaga, per citarne una. Un cane senz'altro particolare che, dal mio punto di vista, è più buffo che bello. Vi ripeto, io i cani li amo tutti incondizionatamente e quello che mi capita mi capita, anche io ho le mie preferenze e magari un giorno arriverò a sceglierne uno senza che lui scelga me, però trovo assurdo l'innamorarsi di certe razze per moda. Ora lui va di moda, un  po' perché è particolare, soprattutto quando si stende che allarga le zampette e sembra una specie di tappetino; un po' perché fa strani versi quando cammina, sembra un maiale che grugnisce. Che dire, Ora in tanti lo portano al guinzaglio come un gioiellino da mostrare. So che lo amano anche loro perché i cani si fanno amare da tutti e nessuno effettivamente li usa e basta, però non facciamoci infinocchiare dalle mode anche in questo su!

Un'altra razza ora molto di moda è il Jack Russell terrier, un piccolo cane secondo me carinissimo e davvero simpatico.
A me piace in generale come cane, anche se esteticamente non è il mio ideale visto che prediligo il pelo lungo e le orecchione, Però è un cane micidiale, veloce, sempre vispo e attento, un po' birichino e assolutamente un gran giocherellone.

Jack Russell terrier

E' un cane di piccola taglia e a mio parere non è tra i più belli, è bassotto con le gambe corte ma il suo carattere lo fa spiccare sempre.
In giro per la mia città ne vedo tanti ultimamente. 
Ripeto, tutti amano i cani e nessuno riesce ad essere davvero così bastardo da usarlo perché è una moda, ma molti si fanno condizionare anche inconsciamente da quello che ci circonda.

Per non parlare del sempreverde Labrador. Un cane senz'altro dalle grandi potenzialità ma, anche qui, secondo me niente di eccezionale a livello di bellezza. i gusti son gusti, ma la gente ne va letteralmente pazza, secondo me, senza mai averlo osservato bene e da vicino.
Il Labrador ha avuto la sua ricca fama in seguito ad un famoso spot in cui tutti questi cucciolini si rotolavano tra la carta igienica e, lo sappiamo, i cuccioli fanno tenerezza di loro e anche un cucciolo di topo è spettacolare, poi il labrador da piccolo è così batuffoloso e dolce che ha fatto innamorare tutti.
Però in pochi si accorgono come sono in realtà e che si rovinano sul crescere. Mi dispiace dire questo perché purtroppo mi rendo conto che le persone hanno causato in me una specie di ripudio per il labrador come concetto. Questo mio ragionamento va contro tutti i miei discorsi per cui un cane, esteticamente, vale l'altro e che l'importante è il rapporto che ci si instaura. Però il fatto che la gente sogna da anni solo il labrador, che gli passano davanti migliaia di possibilità di prendere cani che nessuno si fila, a volte anche simili a lui esteticamente, eppure no, o quello o niente, mi fa imbestialire.
Labrador cucciolo
Ognuno fa le sue scelte è ovvio, ma a questo punto, se dobbiamo essere obiettivi e osservare i Labrador, ci accorgiamo che in realtà non è un cane poi così bello. E' un mio parere ma credo di essere piuttosto obiettiva nell'analizzarlo: allora, il cucciolo è così, bellissimo! 
Labrador semiadulto 
Però poi si rovina un po' nel crescere, certo, in alcuni casi rimane bello, snello e attraente tipo questo labrador semiadulto.

Ma spesso, e da ciò che vedo nella maggior parte dei casi, il Labrador tende letteralmente ad intarchiarsi, ovvero a diventare tozzo e dal faccione. Io ne vedo molti in giro e solitamente sono così, come la foto qui sotto; scusate, ma non notate un certo gonfiore di stomaco e zampe corte? Io sì, e per quanto per me sia comunque bellissimo e da amare direi che è ora di smetterla con queste assurde fisse. 



Perché il Labrador, mi sono documentata, per natura tende ad ingrassare e quindi quella sua bellezza originaria generalmente la perde con l'assunzione di qualche chiletto. E tranquilli, è più comune che ingrassi piuttosto che rimanga snello e bello. 

Tutto ciò per farvi capire che non vi potete far abbindolare anche in questa cosa da pubblicità o mode. Dai!






Io ho due cani, uno della mia famiglia, uno di mia zia, ma viviamo tutti insieme (eheh case separate ma adiacenti), e i cani son amici di tutti indifferentemente; una, è la mia, è una bastardina, si chiama Tula. A detta di molti è bruttina e questa cosa mi fa indignare, io la amo così com'è. Non l'ho scelta, è arrivata in casa e l'abbiamo tenuta, la trattiamo come una regina ma se lo merita per quello che è. 


Poi c'è Apple, lei è un Bovaro del Bernese, un pastore davvero spettacolare. Un cane molto tranquillo e a volte un po' tontolone, le piace giocare ed è sempre pronta a mangiare. Sono micidiali insieme, la mia, Tula, è piccolissima, ma è di qualche anno più grande, quindi Apple, di stazza circa il quadruplo ma ancora un po' cucciolona, la segue e la imita in continuazione, sono davvero buffe!


Che dire, amate i cani per quello che sono!
Certo, seguite i vostri gusti e le vostre convinzioni, ma non fatevi prendere da mode o da manie di esibizione assurde perché un cane ti ama per quello che sei, e così dobbiamo fare noi con loro!






mercoledì 21 gennaio 2015

Com'è cambiato il concetto di FAMA con i social -spazio106-

Lo scorso anno studiai il "culto della celebrità" e mi resi conto che effettivamente questa ossessione per il famoso, per l'attore, per il cantante e così via, sia un'usanza, per così chiamarla, recente. 
Senza TV, senza radio, senza cinema e senza un'informazione che viaggiasse alla velocità della luce in fin dei conti nessuno poteva davvero essere famoso e la sua fama non poteva essere raccontata, letta o vista.
Possiamo però considerare un'altra tipologia di famosi per fare quest'analisi, ovvero imperatori, faraoni, politici o scrittori.. ma, secondo voi i sudditi di imperatori o faraoni o i cittadini di nazioni con politici del calibro di dittatori a tutti ben noti sarebbero mai andati a chiedere loro un autografo o ad osannarli?
Forse al tempo di Mussolini o Hitler sì, qualche fanatico c'era, anzi, forse più di qualcuno, ma solo perché già la stampa, la radio, in parte anche la TV, erano diffuse, e la fama viene tutta da lì, dai grandi mezzi di comunicazione di massa che idealizzano persone e cose rendendole famose, degne di notizia e che fanno parlare.
Che cos'è la fama se non la percezione che le persone hanno di qualcuno o di qualcosa che risulta così speciale da far parlare di sé?
La fama può derivare da tutto, da cose belle, da cose brutte, purché se ne parli.
Gesù, per fare un esempio, era un pezzente qualunque e chi lo vedeva gli si buttava ai piedi solo se era un povero lebbroso che sperava in un miracolo. Non era di certo un famoso.
Leopardi era chiuso nella sua mega biblioteca a studiare, altroché fama.
Poi ovvio, anche di loro se ne parlava, erano personaggi particolari.
Ma quella fama come c'è ora prima non c'era perché non se ne poteva parlare, non si potevano appendere poster in cameretta di Gesù.
Adesso si può essere famosi con una foto, con un click.
Mi è venuta in mente tutta questa inutile riflessione dopo essere capitata nei profili facebook o instagram di tante bellissime e comuni ragazze che hanno migliaia di amici e tantissimi mi piace alle foto.
Non iniziate con i vostri stupidi commenti tipo "Ma come sei superficiale, basi le tue opinioni su amicizie e mi piace su FB?"
No, ma anzi, forse sì. Perché si tratta di un'analisi socio-comunicativa e cosa c'è più di sociale e comunicativo che un social network?
Nulla, almeno ad oggi.
Perciò proseguo con i miei pensamenti senza farmi condizionare dal giudizio di questo o quel saccente.
Ci sono ragazze famose perché sono carine e postano le loro foto: selfie con ogni tipo di trucco, tinta, occhiali da sole, espressione; foto di outfit sportivi, in bikini, eleganti, prima dello shopping, dopo lo shopping, sempre davanti allo stesso specchio.
Sono belle, è vero, però non so se è giusto che ora la fama si possa raggiungere così facilmente. 
Cioè, Dante, che ha scritto la Divina Commedia, è diventato famoso da morto, probabilmente al suo tempo avranno letto i suoi libri una decina di persone di cui solo la metà forse avrebbe messo mi piace.
Ora osanniamo le persone, le seguiamo, gli sbaviamo dietro, le invidiamo, aspiriamo ad essere come loro perché sono belle, perché sembrano perfette con una vita perfetta. E neppure gli intelligentoni osano criticale, anche quel ragazzo con cui uscivi che ti diceva che eri ridicola ed adolescenziale con la tue fotine gli lascerà un bel mi piace prima o poi.
Ci sono ragazze che hanno smesso di studiare e lavorare solo perché postando foto dei loro outfit hanno creato un business. E sono diventate famose, e anzi, lavorano, se per lavorare intendiamo fare qualcosa che porti denaro, semplicemente scattandosi una foto prima di uscire e postandola su un blog o su un social.
E' pazzesco!
Non dico che sia sbagliato, so che il mondo evolve ed è giusto accettare i cambiamenti. Ma a volte mi fermo a riflettere su quanto tutto ormai sia svuotato e grigio.
Siamo fermi all'estetica, io per prima pensiamo molto all'apparire e la sostanza delle relazioni è sempre più astratta.
Se la gente divorzia, se nessuno crede più che valga la pena sposarsi è anche per colpa di questo nuovo concetto di fama.
I famosi sono persone vicine a noi che però sono belle, o meglio, hanno saputo sfruttare il bello (inteso come bello estetico) per diventare anche ricchi e voluti.
Allora noi ci sentiamo inadeguati. Oppure puntiamo ad avere al nostro fianco qualcuno come loro, idealizziamo tutto.
Un ragazzo non sarà mai totalmente convinto di me, Vanessa, perché non sono perfetta come quelle delle foto. Eppure sono sicura che per Guinizzelli sarei stata ispirazione di una poesia, sarei stata una di quelle donne che significavano tutto per un uomo: i miei capelli d'oro, i miei occhi azzurri, la mia pelle chiara e piena di costellazioni di stelle che sembrano essere fatte apposta per stare lì, steso a fianco a me, per congiungerle una ad una.
Non esagero.
Se Dante era fissato con Beatrice è perché non sapeva che in realtà aveva un culone e le tette piccole, che i suoi capelli erano crespi e che le brasiliane erano più sensuali.
Non lo sapeva e per questo l'amava così com'era..
E questo non so se mi consola: da una parte dico, se ora non fosse così facile vedere gli altri, vedere "i famosi", non idealizzeremmo tutto, la vita e le persone, accetteremo quello che la vita ci offre, che non vuol dire accontentarsi, ma riusciremo a vedere il bello, quello vero, nelle cose che, se paragonate, non ci sembrano mai abbastanza.
D'altra parte però mi fa capire che l'essere umano è obiettivamente portato a fare questi ragionamenti e che, se ha la possibilità di aspirare a qualcosa che per estetica, fama, successo, è migliore, lo fa e lascia indietro ciò che tutto sommato è "meno bello".. Quindi se in passato l'amore sembrava più puro e meno selettivo forse è solo un'illusione ed era possibile solo perché non si conosceva il mondo e non si conoscevano gli altri.
Leopardi amava Silvia perché era l'unica ragazza che riusciva a vedere dalla sua finestra. Posso davvero pensare che il suo fosse amore vero se nemmeno le parlò una sola volta?
Non credo.
In ogni caso non so nemmeno se mi piacerebbe tutta questa fama.
Io sono in fin dei conti riservata, mi apro solo se ho bisogno di sfogarmi o di condividere delle gioie, ma per il resto sto bene nelle mie quattro mura e sto bene a vivere nell'ombra. 
Io so tutto di tante persone, ma gli altri cosa sanno di me? Come possono giudicarmi?
Se mi giudicano sicuramente sbagliano perché non hanno di che giudicare.
Quindi va bene così.
Era solo per dire che se una volta il famoso doveva almeno fare un film, un disco che valesse la pena passare per radio, pubblicare un buon libro, scoprire l'esistenza del bosone di higgs eccetera, ora puoi postare delle foto di te, carine, su facebook.


domenica 18 gennaio 2015

Oggi sono io -spazio105-

Io non so perché quello che ti voglio dire poi lo scrivo dentro una canzone.. Non so neanche se l'ascolterai.
Se le parole fossero una musica potrei suonare ore ed ore, e dirti tutto di me.
Ma quando poi ti vedo c'è qualcosa che mi blocca non riesco a dirti neanche come stai..
Come non vorrei cadere in quei discorsi già sentiti mille volte e rovinare tutto, come vorrei poter parlare senza preoccuparmi, senza quella sensazione che non mi fa dire che mi piaci per davvero, anche se non te l'ho detto, perché è squallido provarci solo per portarti a letto..
Dolce più che posso, come il mare, come il sesso..
Finalmente mi presento
E così questa notte è già finita e non so dentro come sei, non so neanche se ti rivedrò.
E domani poi ti rivedo ancora e mi piaci per davvero, anche se non tel'ho detto, perché è squallido provarci solo per portarti a letto. E non me ne frega niente se non è successo ancora, aspetterò quando è il momento, non sarà una volta sola.
Davvero più che posso, che non sia soltanto sesso. Questa volta lo pretendo.
Preferisco stare qui da sola che con una finta compagnia..
E non so se sarai tu davvero o forse sei solo un'illusione, però stasera mi rilasso e scrivo una canzone.
Perché oggi sono io..

domenica 11 gennaio 2015

Cosa penso, ancora una volta -spazio104-

Sono tornata a vivere praticamente sola, distante fisicamente (e pian piano anche mentalmente), dalle persone che normalmente farebbero parte della mia vita.
Questo aiuta ad essere più obiettivi e a giudicare la propria esistenza solo dal proprio punto di vista. Niente consigli, pareri e opinioni su quello che fai e che ti succede.
Ci sei solo tu stringendo.
Perché quando sei lontano da tutti fisicamente, anche se chiedi pareri e consigli a distanza, alla fine li prendi sempre come cose dette da persone che non ti vivono, che non vedono davvero come sei, che non possono capire sul serio quello che tu vuoi dire; allora sei più forte, non puoi piangere e correre a chiedere aiuto, non puoi cercare abbracci o conforto. Ti devi arrangiare con te stessa, a meno che tu non voglia scendere per la calle e cercare la compagnia della prima persona che incontri.

Non ho ancora capito se tutte le persone al mondo siano riflessive tanto quanto me. 
Non potrò mai saperlo. Posso spiegare, dire cosa penso, cosa mi succede, chiedere se anche a te accade la stessa cosa. Tu mi dirai probabilmente che anche tu pensi così tanto, che osservi e rifletti e che ti struggi l'anima per tante cose che ti succedono, mi dirai che è parte dell'essere umano e che non c'è nulla di speciale in me, ma io continuerò a credere il contrario. A pensare che in me tutto questo è diverso. Succederà a molti di pensare, ma a nessuno nella mia maniera, e quindi mi sentirò comunque un po' incompresa e speciale.
Non parlo di una specialità positiva, anzi, preferirei non essere per niente speciale sotto questo punto di vista, però è vero. 
Io sto sempre in un continuo pensare, non mi godo mai il momento, mai una volta che prendo dalla vita ciò che in quell'istante mi dà. Se mi succede qualcosa di bello penso al perché, al dopo, al come mi sentirò quando finirà e quindi inizio a sentirmi già male.
Tutto ciò non mi rende serena.
Per quanto io voglia vivere giorno per giorno, senza fare programmi o piani a lungo termine, per quanto io sia piuttosto uno spirito libero che non ama appesantire la vita con inutili pensieri sul futuro, in realtà è quello che continuamente faccio, senza rendermene conto.

Ora sto leggendo un libro, mi piace molto, ma davvero tanto.
La protagonista mi somiglia un sacco. E' introspettiva proprio come me, ogni cosa che fa o che dice nella nostra realtà si rispecchia in un altro universo dentro di lei. E tutto ciò che qui è azzurro, bianco, verde e arancione, nel mondo interiore è giallo, nero, blu e rosa. Per dire che niente è uguale dentro e fuori, niente e spiegabile ma tutto è opinabile e spunto di riflessione.
Vorrei riuscire a liberare la mia mente e la mia anima da ogni tipo di pensiero, brutto o bello che sia. Vorrei essere più vuota per riempirmi solo di cose belle che vengono da fuori.
Invece io faccio al contrario. 
Parto piena in partenza, satura. Piena di cose belle e brutte, una confusione tale che c'è un continuo vomitare cose indecifrabili, e poi ributtarle dentro perché quel senso di vuoto ti fa stare ancora peggio.
Ed è lì che allora ti senti così complicata che capisci perché nessuno ti comprende davvero.
Nemmeno io mi capisco, come pretendo che qualcuno lo faccia?

Però, ve l'ho sempre detto e lo ribadisco, non mi piace fare la "diversa", quella che al mondo si sente un genio incompreso, l'aliena. Per niente. Mi sento unica e speciale, ma sono sicura che siano tanti al mondo a sentirsi come me, in maniera diversa ma come me. Quindi alla fine, come sempre, mi sono contraddetta. Ma sono rimasta coerente con quello che vi sto dicendo.
L'unica cosa certa è che la confusione sta alla base di quello che dico.
Non fatevi troppe domande sulla coerenza e sulle contraddizioni dei miei brevi testi.
Pensate solo che se scrivessi cose più lunghe sarebbe un continuo dire tutto e il contrario di tutto.
Comunque dicevo che non sarò di certo l'unica a sentirsi speciale, ne sono razionalmente consapevole, ma continuo a sentirmi così.
In ogni caso qui non vale il detto "mal comune mezzo gaudio" perché comunque rimaniamo nella nostra confusione mentale e non ci godiamo la vita. 

E poi, è un male comune, ma non così diffuso quello di essere davvero così speciali nella propria introspezione.
Ce ne sono tanti così privi di intelletto da essere felici nella loro innocente ignoranza, ma sia chiaro, non li invidio.


mercoledì 7 gennaio 2015

Se ti minaccio allora mi puoi temere -spazio103-

Oggi sono molto felice; sono rientrata dopo qualche tempo nel mio spazio virtuale e ho visto che sto per raggiungere le 10.000 visualizzazioni. 
Togliendo circa le mie 5.000 sono molto felice per le altre 5.000 raggiunte.

Però c'è qualcuno che dice che questo internet mi abbia fumato il cervello. Lo dice nonna soprattutto, ma anche mamma e zia. Non so, forse hanno ragione. Ma tanto in questo secolo di qualcosa bisogna impazzire, io impazzisco come tutti in fin dei conti.
Però impazzisco conoscendo nuove cose sul web. 

Sempre meglio che impazzire dietro a qualcuno..

Dovrei essere più felice per questo mio traguardo ma non ci riesco molto. Forse perché devo studiare e rimando da circa 7 mesi e la cosa mi sta dando parecchia ansia e frustrazione. 
Però in questo momento ho deciso una cosa. Sarò più buona.. o più cattiva.
Più buona con me stessa e più cattiva con gli altri.
Inizierò a minacciare e ad essere temuta. Ma io quando faccio le cose le faccio bene, quindi le mie saranno minacce sottili e non dette.
Alla fin fine non saranno neppure vere e proprie minacce. Però tu sei nel mirino e forse in inizierai a temermi e a quel punto capirai quanto valgo.

Se ti minaccio esplicitamente tu avrai schifo e proverai ribrezzo per una persona così poverina da minacciare. Ma se le minacce ci sono ma non si vedono, tu le percepirai ma non sarai in grado di individuarle a pieno, quindi avrai una sensazione strana, un malessere, un timore che non sai individuare nella sua origine.. Ed io infilerò la mia spada a doppia punta nel tuo petto. Trafiggerà il tuo e trafiggerà anche il mio. Ma almeno per una volta proveremo la stessa identica cosa.. davvero.