In Italia, o forse nel mondo, è così.
Se di fronte ad una questione controversa tu non ti esprimi negativamente, allora sei un buonista.
Se non dici male di una persona e, magari, la difendi, sei un buonista.
Se non vedi sempre in tutto il marcio, sei un moralista.
E se ti esprimi moderatamente le tue idee non vengono ascoltate nel loro contenuto, perché come si vede un filo di positività e come si nota che qualcuno nelle cose ci vede anche il BUONO, allora sì, sei un buonista, moralista. Le tue opinioni non valgono nulla.
Se invece ti accanisci, se invece dai contro, se invece sei acido e contrario alle cose, allora hai un pensiero che vale. Allora la tua opinione è considerabile.
E' così che in Italia c'è omertà.
Parliamo di omertà solo quando ci riferiamo a chi non denuncia un qualche abuso per paura.
Ma c'è anche l'omertà al contrario: non posso parlare perché sono un po' meno acida e contraria alle cose di quanto generalmente lo sia un italiano medio e vengo tacciata di buonismo.
Io però parlo e se vedo il buono in qualcosa, lo dico!
E se avete paura di me e allora mi date della buonista e moralista, alla fine vi saluto così: "Ciao TESTE DI CA**O", giusto per farvi capire che anche io sono una dura.
Perché in Italia se non ci metti una parolaccia, se non ci metti un pizzico di cattiveria nel giudicare le cose, non vali niente.
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