Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

venerdì 19 agosto 2016

Sono una donna media, un essere umano come tanti -spazio125-

Vi avevo lasciato il 26 luglio con la mia ufficiale partenza verso la ricerca dell'identità. Altroché felicità.
Vi riprendo oggi, quasi un mese dopo, per dirvi che st'identità adesso è ancora meno nitida di prima. 
Son successe cose che mi hanno messo ancora più in confusione, persone eventi luoghi..che palle!
Vorrei un'esistenza piatta, facile, ovvia, scontata ma felice. Un'identità definita.
Si, lo so, odiate anche voi queste parole che lasciano sottintendere che mi elevo sopra la massa. Mi odiate per questo, perché faccio la superiore, l'originale. No, non odiatemi.

Lo fate pure voi, lo facciamo tutti noi sporchi esseri umani. Ci piace essere diversi, unici, rari. Ma finiamo tutti per fare lo stesso lavoro del cavolo, l'autoconvinzione, mista poi all'autocommiserazione.
Quindi, sì, lo dico, sono anche io un essere umano medio, un coglione probabilmente. Uso il maschile perché fa più effetto, ma il mio genere è femminile. Giusto per essere chiari.
Ma bando alle ciance e non perdiamoci in chiacchiere né passiamo di palo in frasca, andiamo al nocciolo della questione. Amo parlare per proverbi, però amo anche la chiarezza.
Quindi, dicevo. Cosa?
Non lo ricordo più. 
Ah, sì.
L'identità, come trovarla?
Cosa sono cosa voglio cosa faccio? Non so rispondermi. Continuo a pensare che fare cose esaltanti, conoscere molte persone, parlarci, condividerci una serata e poi non vederla mai più, sia bello, bellissimo, arricchente. 
Avvilente.
Perché poi ti svuota dentro. L'ho già detto in passato.
Son quelle cose che ti entrano dentro, ti riempiono totalmente fino a strabordare, ti allargano, ti slabbrano. Ma dopo, una volta finite, il senso di vuoto è più grande di prima. Sì, perché prima lo spazio da riempire era più piccolo. Ora invece serve ancora più roba, più emozioni.

E più niente ti soddisfa, niente va bene.

Allora cosa fare? Rassegnarsi ad un'esistenza vuota?
No, non sia mai. Hasta la victoria, siempre, diceva il Dalai Lama.


PS. spero tu abbia letto le cose di cui sopra con il minimo della malizia. Ho usato metafore per riferirmi al cervello, alla condivisione di idee, all'espansione del cuore e del muscolo cerebrale, non di organi genitali. Fidati e non lasciarti invadere dal peccato.