So che forse gli sto dedicando troppo tempo (agli Americani), ma se lo meritano.
E poi il mio con loro è un rapporto di odio e amore, quindi devo per forza mettere per iscritto i sentimenti contrastanti che provo per il popolo a stelle e strisce così magari riesco anche a prendere una posizione ferma.
Per gli odiosi pignoli chiariamo subito una cosa: con Americani intendo Statunitensi.
Sto facendo della questione USA un affare di stato, una battaglia personale per abbattere questo Paese così esaltato e sopravvalutato.
Eppure succedono cose che mi lasciano senza parole, cose che mi fanno apprezzare davvero tanto quest'America, per dirne una: oggi, 13febbraio2014, Olimpiadi invernali, disciplina Slopestyle, podio tutto Statunitense. Tre bei giovani hanno scritto la storia.
Era il debutto di questa disciplina alle olimpiadi, ed ancora una volta gli USA hanno scritto la storia guadagnandosi tre medaglie, spazzando via la concorrenza.
Non me ne capacito. E il bello è che io poi, quando vedo certe cose, mi emoziono, piango. E il fatto che a vincere fossero 3 ragazzi della stessa nazionalità, felici di aver vinto a 20 anni un'olimpiade, ma felici 3 volte tanto per esserci arrivati insieme gareggiando per la stessa bandiera, mi commuove, tanto!
Ma guarda caso, sono Americani!
Ma porca paletta, ci son sempre loro di mezzo!
Dove vai vai, un campione statunitense lo trovi dappertutto, e se non è sul gradino più alto del podio, o lo trovi al secondo posto, o ne trovi 4 o 5 dalla terza posizione in giù, tutti in fila.
Non so cosa gli diano da mangiare, ma sono delle macchine da guerra in quasi tutti gli sport.
A questo punto quindi, per darmi una spiegazione valida e plausibile a tutto ciò, ho formulato un paio di ipotesi, ditemi voi se sto dicendo delle assurdità:
-Una prima astrusa spiegazione dell'onnipresenza (e in alcuni casi onnipotenza) degli atleti di nazionalità statunitense sta nel fatto che gli USA siano una federazione di stati, e che quindi in realtà gli sportivi provengono da stati diversi ma gareggiano tutti sotto lo stesso nome. Quindi, anche se politicamente sono due cose diverse, è come se noi contassimo l'Unione Europea come un unica "entità" all'interno del medagliere. Per capirci, se mettiamo insieme le medaglie di Italia, Francia, Spagna, Germania e compagnia bella, probabilmente raggiungiamo anche gli Americani, in termini di numeri, senza problemi. Quindi, alla fine, tutto questo successo degli USA sta nel fatto che in realtà si tratta di una Unione di Stati che, ipocritamente, si prende un sacco di medaglie sotto la stessa bandiera pur appartenendo tutti a stati diversi e lontanissimi, non solo geograficamente, anche politicamente. (E fidatevi, chi sta in Arizona, non è che va tutti i giorni in Tennessee, è più probabile che io vada frequentemente a Parigi!)
-Una seconda ipotesi, molto più filosofica, ma a mio parere più plausibile, è che l'americano sia l'essere perfetto. Ma andiamo con calma, per quale motivo sostengo questo? Un motivo c'è, e credo sia un motivo bello e buono. Ci ricordiamo come sono nati gli Americani? Ecco, per la mia teoria gli atleti statunitensi hanno una marcia in più su tutto perché hanno un DNA che glielo permette. E' una cosa genetica legata a ragioni storico-sociali. Gli Americani sono una razza mista, e per qualche motivo, visti i successi in tutti i campi (non solo sport, ma anche musica, cinema, economia, politica) l'Americano deve avere qualcosa di perfetto. E per me la spiegazione sta nelle secolari unioni tra persone di etnie diverse che hanno portato alla nascita di questo essere perfetto, che può tutto.
Altrimenti come si spiega?
Però, devo contraddirmi un attimo, se fosse perfetto veramente saprebbe fare davvero tutto alla perfezione, invece, cari i miei americani, mi cadete proprio sul calcio.
Ma è roba da matti!
Cioè, adesso, chiariamoci, ci sono tanti sport che molti paesi praticano pochissimo e in cui non brillano, è normale, è un discorso legato alla cultura, al clima, eccetera, però agli americani non glielo permetto! E soprattutto non gli permetto di snobbare il calcio, lo sport che, chi più e chi meno, tutti amiamo! E comunque, in linea generale, si pratica un po' dappertutto. Non stiamo parlando del Curling che è una disciplina di nicchia.
Allora, anche a questo voglio dare una spiegazione, ma non la trovo nella mia mente, ho girato quindi un po' per il web ed ho trovato qualcosa che mi convince. In poche parole gli Americani non praticano il calcio non tanto perché non ne siano in grado, ma per una scelta operata in base ad alcune tesi pseudo-scientifiche secondo le quali:
1. Il calcio è uno sport inferiore poiché si pratica con gli arti inferiori ed inibisce quelli superiori, i quali, è provato, permettono al cervello di svilupparsi maggiormente.
2. Se la mano ha creato la civiltà, il piede è limitato agli istinti inferiori: chi ha il culto della mano è un creatore, un inventore, un artista, in pratica è un uomo che cerca l'evoluzione, mentre chi coltiva il culto del piede è uno che cerca le passioni istintive e la dispersione nello spazio, il girovagare.
Ecco, quindi è chiaro che snobbano il calcio e tutti quelli che corrono dietro ad un pallone, per non parlare di quelli che perdono la domenica a guardare gente che corre dietro ad un pallone.
Io non so che aggiungere, abbiamo capito, gli Americani, anche quando falliscono, è perché hanno scelto di fallire.