Arrivata l'ora del consueto mestiere del porsi domande esistenziali
mi son messa a ragionare su fatti piuttosto demenziali
e la domanda che mi assilla da mezz'ora a questa parte
è se i poeti, miei colleghi nel generare arte,
per citarne qualcuno Leopardi, o Trilussa il mio amato,
si ricordassero a memoria ciò che avevano creato.
Ora io, poetessa senza stipendio,
con rammarico e con questo breve compendio,
vi comunico che le mie umili e moderne operette
restano parole al vento: nessuno le ricorda, poverette.
E se nemmeno io, che son l'autrice,
mi interesso di impararle come le battute di un'attrice,
non chiedo certo a voi, oh frettolosi lettori,
di diventare delle mie poesie appassionati amatori,
ma se mai un giorno mi chiederai dei versi personalizzati
io mi impegnerò a cercar gli aggettivi più azzeccati,
e, non avrai certo a male se ti chiedo con timore
di imparar almeno quelli e decantarli con fervore
Nessun commento:
Posta un commento