Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

lunedì 30 settembre 2013

Vuota -spazio33-

Che senso ha scrivere adesso?
A 2 ore dal mio ultimo post?
Beh, ve lo dico, nessun senso a voi percepibile.
Per me ce l'ha.
Passare del tempo e non pensare a ciò a cui non devo pensare.

Da qualche tempo scrivo cose più razionali del solito, parlo di cose precise, cose che possano interessare a qualcuno.
Ebbene sì, torno su quei post personali, dove mi sfogo, dove parlo di me, quei post che quando li rileggo mi viene il nervoso e mi dico "ma come ti viene di pubblicare certe cose?".

Ora lo so come mi viene. 
Mi viene che se non faccio qualcosa scoppio.
Non ho voglia di parlare con nessuno, forse non ho nessuno con cui parlare, o meglio non ho nessuno con cui parlare che mi possa capire, o meglio, nessuno di quelli con cui potrei parlare avrebbe delle soluzioni.
Che poi, a dirla tutta, non saprei nemmeno cosa dire.
Sì, perché sono soluzioni quello che io cerco.

Mi son sempre detta che se ho un problema devo trovare la soluzione, e che, in quanto problema, ammette per forza delle soluzioni, se non ci sono soluzioni allora è un dato di fatto e devo solo rassegnarmi alla cosa e andare avanti.
Quindi, siccome credo di avere un problema e non voglio rassegnarmi, spero ancora nella soluzione, che non trovo.
Non sto a dirvi il problema, tanto meno a chiedere a voi, perfetti estranei, la soluzione.
Come ho anticipato sto perdendo tempo per non pensare al problema.

Non so più che scrivere e non voglio entrare nei particolari, quindi, d'ora in avanti troverai scritte cose che non ti interessano, quindi smetti pure di leggere.
Mi chiedo come mai non scrivo, mi sfogo, e poi evito di pubblicare, alla fine il tempo lo perderei comunque, ed è questo il mio obiettivo.
Però boh, pubblicare dà un ulteriore motivo per scrivere. 
Se fosse solo una perdita di tempo per non pensare alle preoccupazioni sarei ancora più triste e depressa, invece pubblicando mi sento qualcosa per qualcuno.
Non ho detto se qualcosa di positivo o negativo, ma so che in momenti come questo mi importa di essere qualcosa per qualcuno. E basta.

Invece non sono niente, sono indefinibile, indefinita, vuota seppure piena di sensazioni.
Vuota, perché piena di sensazioni vuote.


Perché l'IVA deve tornare al 20% -spazio32-

Ho sentito qualcosa sull'aumento dell'IVA.
Non ne so niente di preciso, non so se è già cambiato qualcosa, non so se sono discorsi astratti, non so se è una cosa che si farà a breve, so solo che si parla di aumentare di un punto l'aliquota.
Se ne parla, e già mi innervosisco.

Questo mi ha portato ad una riflessione durata poco più di qualche secondo: ho sempre pensato che uno stato in crisi debba operare strategicamente per aumentare le entrate nelle casse. Ripeto, STRATEGICAMENTE, non FURBAMENTE. Ed ho già detto tutto.. Evito di dilungarmi in discorsi di stampo comunista-populista inveendo contro lo Stato, i politici e compagnia bella.

Voglio solo dirvi la mia a riguardo, come faccio sempre..
E, tanto per fare uno di quei discorsi ovvi, forse un po' "da bar", ma non per questo banali, parto col dire che ho sempre sostenuto che aumentare le aliquote delle imposte di qualche punto, anche uno solo, potesse essere un modo intelligente di incrementare le entrate senza gravare troppo sui contribuenti. 
Beh, ovvio, quando ci sono in ballo cifre a molti zeri il discorso cambia e persino un centesimo di punto percentuale ha un'incidenza non indifferente, però si sa, se i soldi ad entrare sono molti, saranno altrettanti quelli ad uscire; in diritto è qualcosa che si chiama progressività e proporzionalità, tipo. 
Alcuni dei principi di giustizia alla base della contribuzione economica, tipo.

Beh, però c'è un'imposta in particolare che NON può aumentare, anzi, non può nemmeno diminuire, non deve proprio cambiare.
L'IVA.
Perché sì, l'IVA era e deve essere del 20%, (4% e 10% per categorie specifiche di beni di cui non ci interessiamo in questa sede).
Ma non mi interessa il discorso dell'aumento in sé, ribadisco che come idea quella di incrementare un'aliquota quando ce n'è bisogno è giusto, ma non l'IVA.
Lo dico con il cuore, è un argomento che mi tocca molto.
Aumentate l'IRPEF, l'INAIL o addirittura l'IMU, ma non l'IVA.
Cioè, l'iva è l'unica imposta di cui anche il più ignorante in materia sa l'aliquota. 
Quante volte nell'acquistare un elettrodomestico o un biglietto aereo abbiamo visto "IVA esclusa-inclusa" e abbiamo fatto i nostri calcoli sapendo che era del 20%?!?!

Per me è assurdo che cambi, è un valore della cultura italiana che sfuma, cioè, ragazzi, l'IVA è al 20%.
IVA=20% sull'imponibile.

Ma poi, e ci tengo a sottolineare che questo è il motivo principale che mi spinge a scrivervi e ad affrontare un argomento così specifico, vogliamo parlare delle conseguenze che questo cambiamento porterà nella vita degli studenti di economia aziendale?

Ebbene sì, parlo da ex studentessa di economia aziendale che si è trovata, nel lontano 2011-2012, in un vortice di dubbi e instabilità dovuto al passaggio dell'aliquota dal 20 al 21%.

Nei compiti di economia aziendale l'unica certezza era il calcolo dell'iva: 20%.
Numero tondo, facile da ricordare e spesso anche dal calcolo immediato. 

Nell'ultimo anno ci trovammo spiazzati, ogni volta ci si chiedeva se dovevamo calcolarla al 20 o al 21.
Dovevamo metterci d'accordo con il professore per poter partire coi calcoli.
Gli esercizi dei libri erano preparati per far tornare tutto tenendo conto che l'iva era del 20%.
E allora via con numeri dai mille decimali, numeri improbabili, calcoli impossibili, e calcolatrici che non tenevano abbastanza cifre.
Era un casino, ci veniva il nervoso.
Poi ci si è abituati..
Un altro aumento no però!!
Non pensiamo tanto alle tasche degli italiani ma a tutti i poveri studenti che dovranno settare la testa al 20, al 21 ed ora persino al 22%, a tutte le volte che si troveranno risultati assurdi negli esercizi con milioni di cifre decimali, 6 periodici, virgole e numeri strani.

A meno che i ministri non siano disposti a ristampare tutti i libri di testo per gli studenti e a rimborsare quelli già acquistati..Beh, l'iva deve tornare al 20%.

L'equilibrio, in quanto tale, è precario -spazio31-

Allora, partiamo dal presupposto che in genere quando inizio a scrivere non ho un'idea ben definita del messaggio che deve passare, a volte la mia intenzione non è nemmeno quella di lasciare un messaggio, il discorso viene da sé, quindi potrebbe anche non venir fuori nulla.

Ma sì, ho del tempo da perdere, o meglio, da trascorrere, quindi scrivo qualcosina di più o meno serio, più o meno stupido.
Pensavo a quanto il mio equilibrio sia precario, anzi, di come in generale sia impossibile trovarsi in una situazione di equilibrio non precario.
L'equilibrio, in quanto equilibrio, deve essere precario, nella vita ci sono troppe variabili che intervengono per cui è impossibile che tutte interagiscano tra loro in maniera così perfetta da portare ad un equilibrio. 
Per me è impossibile che l'equilibrio sia costante e duraturo, dura una giornata, forse, ma poi anche in quella giornata ci sono alti e bassi e l'equilibrio si dimostra per quello che è: PRECARIO.

Evito di usare il mio solito stile ridondante e quindi di ripetere quelle due o tre parole chiave per tutto il post, avete capito, parlo di "equilibrio" e di "precarietà" di questa condizione, quindi, per ciò che ho detto poc'anzi, mi impegnerò a non utilizzare ulteriormente questi termini, li ripeto ancora una volta: equilibrio e precario.

Perché oggi sono arrivata a questa conclusione?
Beh, non voglio raccontarvi i motivi reali e le vicissitudini che mi hanno portato a formulare questo pensiero, entrereste troppo nella mia sfera privata, ma il motivo è che mi succedono cose che dimostrano quanto sia difficile camminare sul "filo della vita" senza sbilanciarsi da una parte o dall'altra.
Io cado in continuazione. 
Una parola basta a farmi cascare tutti i castelli che mi creo e tutti i progetti che mi sono fatta.
Ma una parola qualunque.
Ma una parola detta da chiunque.
Non va bene..
E' una situazione troppo instabile, non va bene che una parola mi faccia ricredere ed un'altra sconvolga ulteriormente i miei pensieri.

Probabilmente è una cosa normale, ma vorrei capire come poter essere meno condizionabile e come essere più sicura di me e delle mie convinzioni.

Sono una contraddizione vivente, e per quanto mi definisca tutto fuorché una che si lascia condizionare, beh, invece sì, non mi farò condizionare in qualcosa di particolare, ma la realtà è che a me condiziona tutto al punto di sembrare condizionata da niente.
Cioè sì, per quel discorso che il tutto è come il niente, il troppo è come il poco, sì, quella roba lì.

Io faccio sempre troppo caso a tutto, e questo rende impossibile affrontare la vita in maniera serena. Perché sì, si sa, su ogni scelta che facciamo ci sarà qualcuno d'accordo e qualcuno contrario. Ed io, se su 1000 persone, anche uno solo ha qualcosa in contrario, entro in paranoia.
"Ma tu pensa per te, perché devi comunicare agli altri le tue scelte?" Direte voi.
Certo, ma non si tratta di questo, io non comunico proprio nulla, ma a meno che non decidessi di fare l'eremita (e anche lì le mie scelte sarebbero tormentate da uccellini, piante, e animali vari), dato che vivo in una società fatta di persone, dato che è impossibile non comunicare (1° ASSIOMA DELLA COMUNICAZIONE), mi trovo obbligata a rendere qualcuno partecipe delle mie azioni, e purtroppo questo mi porta a quella tempesta interiore di domande e di problemi che sballa tutto ciò che risiede in me!

Oggi non tiro conclusioni, perché ogni volta che aggiungo conclusioni con l'intento di chiarirvi le idee va a finire che faccio ancora più confusione.
E poi oggi non tiro conclusioni perché questo post è sconclusionato, questo blog è sconclusionato. 
Io, forse, sono sconclusionata, e non mi interessa scrivere cose tipo "partiamo da un problema, snoccioliamolo, analizziamo le cause, troviamo la soluzione", queste cose le fanno in quelle noiose riunioni aziendali; e poi, francamente, se avessi trovato la soluzione non stare qui a scrivere queste pseudo cavolate.

20 anni di contraddizioni -spazio30-

Sono al mio 30° spazio, non aspettatevi il 31, sarebbe troppo banale, "abbiamo fatto 30, facciamo 31!".. Beh, qui non funziona così, non ci sarà un 31, passerò direttamente al 32, perché sì, mi va così.

Scherzavo..

Allora, dicevo, "20 anni di contraddizioni", perché?
Perché oggi ho detto ad un amico "Ho un momento di ansia", replica lui "Un momento? 20 anni di ansia te!".
Però parlare di ansie che durano da 20 anni non mi sembrava carino, anzi, mi sembra proprio triste, anche perché "ansia" è il termine sbagliato, lo uso spesso in modo improprio. 
Sono solamente iperattiva da sembrare agitata, ma queste mie turbolenze all'esterno compensano una grande serenità d'animo. (Te ci credi?!?!)

Beh, quindi ho deciso di partire dallo spunto "20 anni di.." e ho capito di cosa, di CONTRADDIZIONI.
Sì, sono una contraddizione vivente, e mi piace definirmi tale poiché in questo modo posso permettermi di dire cose, smentirle, avere un'idea, cambiarla, comportarmi in un modo e subito dopo nell'opposto, sì, perché ammetto di essere una contraddizione e di vivere in una contraddizione quindi che colpa ne ho?
No scherzo, il fatto di ammetterlo non giustifica tutto, ma sicuramente mi libera dal peso dell'incoerenza.
Eppure in questa contraddizione mi sento così stabile, perché è una contraddizione così radicata in me, che dura da 20 anni appunto, da non essere più una vera contraddizione, ma un dato di fatto.


E' da quando faccio le scuole elementari che, puntualmente, in ogni tema mi trovavo scritto, ottime idee, scorrevole, lessico appropriato, ma ti contraddici troppo, non passa un messaggio chiaro.
E vi giuro, dal primo all'ultimo tema che ho scritto questo era il commento del docente.

Beh, non ho mai voluto cambiare modo di scrivere; alla fine al posto di ottimo prendevo ottimo meno, e al posto di dieci, nove.

Perché sì, non ci si può "vendere", e per me smettere di contraddirmi sarebbe cambiare me stessa, sono stabile nella mia instabilità.
Capisco che questa mia caratteristica possa risultare destabilizzante e che avere a che fare con me può sembrare bizzarro e difficile, eppure mi reputo semplicissima. 
Basta capire che io sono "tutto e il contrario di tutto".

Se hai una certezza su di me, stai pur certo che sono anche l'opposto di quello che hai pensato, che faccio anche l'opposto di quello che mi hai visto fare.


Ma non temere, non si tratta di essere LUNATICI!
ALT ALT ALT

Basta mi dispiace, ho finito la voglia di scrivere, forse continuerò il discorso nello spazio numero 31.
Sì, perché ci sarà anche il 31.
Odio le cose sconnesse e disordinate.





martedì 24 settembre 2013

Se sei normale sei noioso. Ma non fare l'alternativo che sei ancora più noioso. -spazio29-

Perché essere normali corrisponde ad essere noiosi?
Anzi, non ve lo sto chiedendo..
Sì, per me le persone normali sono noiose.
Ma voglio specificare che odio chi dice "Dobbiamo essere folli, fare da matti, fare cavolate, FUCK THE NORMALITY, FUCK THE POLICE"
Cioè, le persone normali sono NOIOSE, quelle conformi alle norme che si comportano talmente tanto in maniera normale da risultare piatte, sempre uguali. Non sto parlando di persone SEMPLICI, che sono da seguire come esempio, ma di quelle persone così normali da farmi venire il nervoso.
ALT: non parlo di persone normali in contrapposizione a quelle malate, patologiche, ma di persone normali in contrapposizione a quelle "particolari", diverse..
Che significa?
Che troppo spesso vedo giudicare pazzi o matti PATOLOGICI coloro che sono un po' più eccentrici e stravaganti. E non parlo di gente che si veste strana ma poi è conforme alla media più del più conforme alla media all'apparenza, ma di quelle persone diverse nella personalità, modo d'essere e di pensare.. Quelli che sono un po' scemi, ma in senso buono. CHE NON FANNO GLI SCEMI, sono un po' scemi, ma sanno comunque ragionare QUANDO E SE VOGLIONO!
E invece, cari amici NORMALI, vi svelo una cosa: essere come voi è disperatamente noioso!
Con i vostri discorsi chiari, che filano, così tanto comprensibili da diventare noiosi, poi quando uscite la sera tutti uguali seri e posati per non far figuracce davanti a tutti i coetanei della vostra città, che roba noiosa, ma anche quando fate i mattacchioni solo perché avete bevuto un po' troppo, siete noiosi. E basta!

Credo che le persone "troppo normali" siano noiose. Voi siete troppo normali, dico voi, ma chi mi legge di solito non rientra in questa categoria noiosa, un po' per ruffianaggine un po' perché è vero.
Se mi leggi, a meno che tu non sia qui per caso e mi stai odiando e dici "Ma chi cacchio ti credi di essere", sicuramente anche tu sei "meno normale" della media.
E sia chiaro, essere "meno normali" non vuol dire che sei matto e sei figo perché sei matto perché ti sei fatto il tatuaggio figo e perché hai bruciato una panchina senza seguire le norme e le regole di buon senso.

Sei meno normale, quindi meno noioso, se sei in grado di essere euforico e felicissimo di tuo. Di fare cose un po' "matte" perché ti vengono e non te le imponi.
E per me l'essere meno normale, quindi meno noioso, corrisponde alla felicità, all'allegria.
Cioè, se tu vedi una persona con un sorriso a 32 denti, 24h su 24, probabilmente pensi:
a. si fa di qualcosa
b. è matto
Sì, perché dai, ormai è risaputo che il nostro è un mondo di merda, che siamo tutti tristi e depressi, che la vita fa schifo, eccetera, quindi se ridi e sei felice sei matto, non sei normale, soprattutto se lo fai sempre!
Invece no, non per questo sei matto, anzi, paradossalmente sei più normale degli altri visto che la depressione e l'eccessiva tristezza sono considerate malattie, ma sei sicuramente meno noioso dei musoni che per ridere e fare gli scemi hanno bisogno di alzare il gomito.
Tipico esempio di come essere meno normali:
NO droghe,
NO alcol,
semplicemente si voleva stendere così,
o magari è un fotomontaggio.

Come sempre sono stata poco chiara e ho dato segni di pazzia nell'esprimere un concetto, però anche questo rientra nel fatto che sono meno normale, NON PER QUESTO PAZZA DA RINCHIUDERE, e quindi meno noiosa di altri. Il "MENO NOIOSA" è provato dal fatto che sei arrivato a leggere questo inutile coso fino a questo punto.

Io, con tutto ciò ho voluto semplicemente far notare alla gente che se un vostro amico in certe situazioni è euforico, dice cavolate, sorride sempre, è felice di far tutto, mai triste e musone, non è mica matto, forse non si preoccupa di che cosa pensa la gente, o meglio, se ne preoccupa meno di te, perché tutti ce ne preoccupiamo, solo i VERI PAZZI, quelli malati davvero, non ci fanno caso, e quindi "fa da matti".
E' triste dire "ieri ho fatto da matti" solo perché ero in sbornia, dovremmo essere in grado di fare da matti anche da sobri, perché se per tirare fuori la parte di noi fuori controllo abbiamo bisogno di qualcosa siamo dei deboli che non sanno gestire se stessi.


Cioè dai capito, non sentitevi in dovere di essere normali e noiosi, potete esserlo, l'importante è capire QUANDO si può essere meno normali e quando è meglio essere un po' noiosi e tristi!
Il vero sintomo di sanità mentale è il fatto di sapersi adeguare alle situazioni, quindi, se vi va di essere sopra le righe e vi trovate nell'occasione giusta, SIATELO! 
Perché si fa sempre in tempo ad essere tristi e inibiti da regole sociali inutili come il "non sembrare troppo poco normale". 
Basta che poi siate in grado di comportarvi nel modo giusto nelle situazioni che richiedono un certo comportamento. Non sto ad elencarvele tutte, se siete intelligenti avete capito.
Dai, quindi, non ditemi più matta se faccio discorsi strani, se rido di botto o parlo senza apparente logica, io semplicemente esterno quello che tu magari tieni per te poichè bloccato dagli schemi sociali che ci circondano.

PS. non confondiamo tutto questo mio pensiero con quella cagata di frase della "Fabbrica di cioccolato" che diceva "Tutti i migliori sono matti", non parlo di essere strani o esagerati e di fingersi alternativi, come va di moda adesso, ed il che è assurdo. Ripeto, spesso quelli all'apparenza strani e alternativi per modo di vestire e di porsi sono i più normali, noiosi ed omologati di tutti, sono quelli che più hanno bisogno di stimoli esterni per mostrarsi diversi ma sono disgraziatamente noiosi e uguali alla massa.
Le vere persone poco tristi, felici e anche poco noiose sono quelle apparentemente normali, noiose, piatte, ma che poi si rivelano pazzi nel senso buono, in grado di fare i matti senza esagerare.
Per me quando riusciremo tutti ad essere meno normali, quindi meno noiosi, meno tristi, e più felici, staremo meglio..

Ahahahahhaha quanto sono intollerante e antipatica, ma io ti apprezzo anche se sei noioso capito?


martedì 10 settembre 2013

RobaDaDonna: per cosa vale la pena spendere/non spendere troppi soldi? -spazio28-

Un post tutto al femminile per alleggerire un po' l'atmosfera buia di questo blog!
Ogni tanto ci vuole un tocco di rosa, e, anche se non sembra, io sono abbastanza fissata con tutte le cavolatine del mondo femminile tipo trucco, smalti, abiti, accessori.. Anche se poi sono la tipa da tuta o jeans, capelli legati e mani poco curate!

Come dice il titolo vi "racconto" cosa per me vale la pena pagare un po' di più e cosa secondo me si può reperire a pochi euro! Premetto di non avere infinite possibilità economiche, quindi tutto è relazionato alle mie tasche e alle mie esigenze!!

SONO DISPOSTA A PAGARE ABBASTANZA tutto ciò che deve durare nel tempo e deve avere una funzione specifica in relazione alla mia salute, ad esempio:

Cappotti invernali, piumini, giacche: spenderei cifre più o meno alte per capi del genere poiché sono sicura che prima di comprarne di nuovi li sfrutterò più di una stagione; inoltre credo debbano essere di certa qualità per tenere davvero caldo. C'è da tener conto anche che sono capi che si indossano per vari mesi TUTTI i giorni, dal mattino alla sera, al lavoro, università, anche nel week end per uscire, quindi credo che la spesa si ammortizzi nel tempo dal primo all'ultimo centesimo! E poi odio avere indosso cose che si "scollano", che perdono colore, che fanno pallini e che hanno un aspetto rovinato!


Scarpe, da ginnastica e "col tacco": le scarpe sono un accessorio fondamentale, non solo perché in alcune occasioni danno un tocco di femminilità e carattere a tutto il look, ma perché sono la "dimora" dei nostri piedini che, come ben sanno le femminucce, devono essere sempre in salute per farci stare bene. E' fondamentale quindi indossare scarpe comode e di qualità. Ciò non significa che si debbano spendere centinaia di euro, esistono infatti marche di scarpe da tennis molto famose che lanciano modelli che si trovano anche a meno di 100€, per non parlare di quando ci sono i saldi!! Anche le scarpe con il tacco si trovano a prezzi accessibili, non per forza di marche famose, ma sicuramente non si tratta di scarpe dure e scomode made in china, che oltre a far male rischiano di perdere un tacco da un momento all'altro!!


Prodotti per la pelle: essendo abbastanza fissata con la cura della pelle credo sia necessario spendere qualche euro in più per i prodotti che ci spalmiamo sul viso. In particolare i fondotinta. Mentre cerco di spendere poco per ogni altro genere di make-up, sul fondotinta non transigo. Certo, non vado a comprarmi i più costosi, ma nemmeno quello a 2€ che trovo in una bancarella. C'è da stare attenti con queste cose, e credo che spendere 5€ di più per una qualità migliore sia la cosa più intelligente!

Intimo: mutande e reggiseno: per quanto possano sembrare indumenti trascurabili, essendo nascosti ai tanti e osservabili da pochi, io credo sia fondamentale portare un intimo comodo e carino. Per vari motivi: 1- avere un intimo più o meno coordinato, che mi stia bene e non sia troppo largo o rovinato, mi rende più sicura, mi sento più donna, più completa ed ordinata. 2- portare slip e reggiseno della misura adatta, senza coppe troppo larghe o mutande che cascano è fondamentale, soprattutto se si indossano capi attillati. Per questi motivi credo si debbano acquistare capi di intimo a prezzi medi, anche in questo caso non parlo di cifre esorbitanti, ma sicuramente non le mutande del cinese che dopo due giorni perdono di elasticità e sembra di avere un fazzoletto stile Gesù Cristo al posto degli slip!

NON SONO DISPOSTA A SPENDERE GROSSE CIFRE per tutto ciò che non sia stato detto qui sopra, ad esempio:

Capi d'abbigliamento in genere: credo che per essere carini, vestiti bene e "alla moda", non ci sia assolutamente bisogno di spendere molti soldi. Ci sono varie catene, H&M, Bershka, Stradivarius, Pimkie, Pull&Bear, che vendono indumenti a prezzi medio-bassi ed hanno cose veramente bello. Trovo inutile pagare una t-shirt 60-70 euro quando la trovi a 15-20 anche più carina. Stessa cosa per abiti o felpe!

Make-up, tranne fondotinta: come ho già detto, credo che la base del trucco debba essere fatta con prodotti di media qualità e quindi medio costo, per il resto, a partire dai mascara, fino ad arrivare ai rossetti, credo sia inutile spenderci troppo poichè tutto dipende dal gusto personale e non per forza il costo alto corrisponde ad una maggiore qualità!

Ho presto spunto da un post di una nota Youtuber, ClioMakeUp; ho elencato solo alcune cose ed ho parlato piuttosto in generale!
Voi che ne pensate?











giovedì 5 settembre 2013

VitaVirtuale&VitaReale: è davvero possibile fare distinzioni? -spazio27-

Mi son sempre posta questa domanda e non so bene che risposta darmi.
Cioè, e vi avverto, uso un sacco di cioè perché mi va così, se ci si pensa alla fine la vita è una, siamo sempre noi, perché definire "non reale" ciò che passa per un pc o per un telefono?

A questo punto dovremmo intendere ogni tipo di comunicazione non verbale e non fisica come qualcosa di "finto". 
Per me non è così.
Cioè, è vero, c'è una forte differenza fra la vita "live" e quella "virtuale", ma non significa che una sia più reale dell'altra. Non credi?

Io penso che ciò che dico e faccio in un social network rispetti me al 100%, ma quella è la "me" che si rapporta al virtuale.
Cioè, è ovvio che su FB o su Twitter ho un modo di pormi diverso rispetto a quando sono al bar con gli amici. Così come è ovvio che al lavoro o all'università mi comporto diversamente rispetto a quando sono in intimità con il mio ragazzo, no?!
Cioè, si tratta di uno degli ambiti della nostra vita, e per me è TOTALMENTE sbagliato definire ciò che avviene in rete "non reale". 
E' reale tanto quanto la vita "reale"!!!

E' vero, manca quella tattilità, quel concreto vedersi, sentirsi, toccarsi, che si trova nella vita fisica, però ho notato che a colmare questa mancanza c'è dell'altro: con un monitor di mezzo è molto più immediato scambiarsi opinioni vere, l'essere se stessi dal punto di vista spirituale. Forse è un po' triste come cosa, ma i discorsi più articolati e seri che ho fatto in tutta la mia vita sono passati per Messenger, ad esempio.
Non so perché, forse il fatto di non guardarsi in faccia ci dà sicurezza, e ripeto, forse è una cosa triste, però l'ho notato io stessa che è più facile mettere a nudo i propri pensieri, forse perché si mettono per iscritto e si ha tempo di riflettere, di formularli per bene, e, volendo, anche di cancellare.

E' sicuramente diverso scrivere in chat o per sms, dal parlarsi a voce o al telefono, ma non per questo una cosa è peggio dell'altra! 
Fanno entrambe parte della vita, almeno della vita del 21° secolo!

Io, lo ammetto, sono una "WebAddicted", ci sono cresciuta ed è un mondo che mi affascina, un mondo da cui spesso vorrei allontanarmi per tornare a quella vita un po' primitiva dove solo sguardi, parole e gesti contano nelle relazioni con gli altri, eppure mi ci sento legata e mi piace starci.
Mi piace osservare le dinamiche dei social network o di siti come Youtube, dove emergono persone e personalità che altrimenti sarebbero costrette a rimanere chiuse nelle camere da letto e non potrebbero mostrare a nessuno il proprio talento.
Per me è qualcosa di formidabile il mondo virtuale. Un mondo non troppo fisico, ma sicuramente reale!

Certo, è brutto iniziare e mantenere relazioni via internet, anzi, è una cosa che odio: mancano le espressioni del volto, il tono della voce, e questo porta a momenti di amore immediato e folle, ad esempio quando si fanno certi discorsi e ci si trova d'accordissimo fin da subito, e, nel giro di qualche minuto, una frase sbagliata, porta all'odio profondo, semplicemente perché non si è capito il tono e l'intenzione del parlante.
Ecco sì, questo è ciò che secondo me rende un po' "finto" il mondo virtuale. Tutto è filtrato da qualcosa che non è il nostro cuore e la nostra testa, ma da una macchina che non ci permette di vedere l'altro così com'è, al 100%.
Però alla fine questi filtri che offuscano mente e animo si incontrano in tante altre occasioni, e per spiegarmi faccio degli esempi prendendo come campione l'inizio di una relazione uomo-donna:
-FILTRO ALCOOL-DROGHE: se uno dei due è ubriaco o drogato, o anche entrambi, la percezione dell'altro cambia, non è affatto reale, quindi si hanno sensazioni fuorvianti, si vivono momenti in cui si potrebbe addirittura pensare che quella sia la donna-l'uomo della nostra vita. Aspetta il mattino seguente, ti renderai conto chi hai davanti davvero e quello che vuoi. O forse non ti ricorderai nemmeno di niente.
-FILTRO ATMOSFERA VACANZIERA: se l'incontro avviene in vacanza non è del tutto reale. Anche qui la percezione dell'altro cambia, tutto è bello, tutto è diverso ed ha un sapore fresco e leggero. Non si riescono a vedere i difetti, ci piace tutto dell'altro. Ma ALT: il ritorno alla routine quotidiana potrebbe aprirci gli occhi e farci capire chi abbiamo davvero di fronte.
-FILTRO INTERNAZIONALITA': ebbene sì, se si conosce uno straniero, di cultura e abitudini, ma più di tutto lingua, diversa dalla nostra si rischia di avere la mente offuscata da una serie di cose che ci portano a vederlo-a come un Dio sceso in terra. Eh, è proprio così. Non si guarda la vera personalità, ma si viene travolti da questa ventata di "diverso" che ti porta a formulare frasi patetiche tipo: "Altroché gli uomini italiani!"
-FILTRO SoSingleDaNaVita: già, proprio così, anche il fatto di essere single da un pezzo può portare ad errori madornali nella scelta del proprio partner. Ci si ritrova talmente stufi di questa solitudine da essere disposti ad accettare tutto, o quasi, pur di sentirsi amati, o almeno apprezzati. 

Beh, potrei continuare per ore. Ma la chiudo qui, il concetto lo avete capito: nella vita ci sono ambiti diversi, tante situazioni da affrontare. Per cui è impossibile essere sempre gli stessi e avere sempre lo stesso punto di vista, soprattutto avere sempre lo stesso modo di agire.
E il web è semplicemente uno di questi ambiti, niente di più niente di meno.
La cosa importante è comprenderlo, saper usarlo e non abusarne. Ma come con tutte le cose..

Ma basta, e mi rivolgo a coloro che non leggeranno mai il mio blog, proprio perché sono "contro" tutto questo: basta di dire che parlarsi al pc è squallido, che è un mezzo per farsi i cavoli degli altri e per crearsi una seconda vita, magari <<perché la tua non è abbastanza appagante>>.
La mia vita è appagantissima, cacchio!

Cioè, è uno strumento come tanti altri, bisogna comprenderlo ed usarlo nella maniera giusta.
E se ci si riesce porterà sicuramente a qualcosa di positivo.





martedì 3 settembre 2013

Piccolo spazio -spazio27-

Bene, questo post ha poco senso, o forse molto più di tanti altri.
Diciamo che il seguente testo è una mia risposta, anche piuttosto di getto, ad un articolo il cui autore sosteneva che "i Cristiani non esistono".
Mi piace quello che ho detto, perché lo penso fermamente, quindi mi piace condividere con voi questo mio pensiero, e mi aspetto un commento o una risposta per capire il vostro punto di vista.
Ecco qua:

"Io mi dichiaro Cristiana, poi se lo sono non lo so. E alla fine poco mi frega di dichiararmi o di essere catalogata come qualcosa, sono solo convenzioni e procedure veloci per capire con chi possiamo andare più d'accordo o meno, che poi non è nemmeno detta. 
Il Cristianesimo è tutta una bufala? 
E' qualcosa di cui ormai nessuno capisce più il senso e l'unico vero Cristiano forse è proprio Cristo? 

Beh può essere, ma io, nella mia vita, ho scelto questo, di PROVARE a vivere come Lui. 

Poi se non ci riesco amen, non sto facendo alcun sacrificio che mi porta ad odiare ci in cui credo, anzi, sono felice così. Se fossi scontenta non seguirei questo credo, che poi non si segue, si sente dentro. 

Sono, o meglio, mi dichiaro Cristiana, ma credo di saper pensare, riflettere su tante cose e se poi arrivo a dire "mistero" non è perché temo che darsi risposte possa ribaltare tutte le mie convinzioni cattoliche, ma perché alle risposte non credo ci si arrivi comunque. Atei, agnostici, buddisti, musulmani, mormoni o chi altro, nessuno, suppongo, arriverà a dare spiegazioni ai tanti amletici dubbi della vita. Qualcuno ci si potrà avvicinare, ma purtroppo se non vedo aprirsi strade verso queste tanto ricercate risposte, che noi Cristiani veniamo accusati di negare per paura di contraddirci, non voglio rivedere le mie scelte di fede. Magari un giorno arriverò a cambiare opinione a riguardo, magari quando qualcuno mi darà delle risposte provate. Per ora, l'unica cosa in cui riesco a credere SENZA AVER VISTO è Dio, Cristo, lo Spirito Santo. 

E ne sono convinta, altrimenti non "perderei" tempo in parrocchia a 20 anni. E non sento il bisogno di convincere nessun altro, la mia "missione" è quella di portare e diffondere l'amore che Gesù ci ha insegnato, ma questo non vuol dire che mi metterò a predicare ritta al centro delle piazze o ad urlare "convertitevi". 
Ma sosterrò sempre ciò in cui credo, sempre disposta a cambiare idea e ad ascoltare il prossimo."

Essere o non essere? Questo è il dilemma. -spazio26-

Se sono costretta a descrivermi con un ossimoro è perché sono una persona indefinita.
Non so se questo sia un bene o un male, ma ha sicuramente tanti lati negativi e tanti positivi.
Ad esempio: chi mi conosce in un modo e non gli piaccio per come mi ha conosciuta, se non ha la possibilità di approfondire la mia conoscenza, si farà un'idea sbagliata nei miei confronti, o perlomeno parziale.
Ma il fatto è che, non solo io, le persone in genere, non le si finisce mai di conoscere, quindi per me nella vita è piuttosto impossibile poter dare una vera opinione su una persona, aldilà del fatto che si tratti di una conoscenza superficiale o approfondita.
Cioè, l'opinione possiamo farcela solo considerando il passato, ma non possiamo dire con certezza com'è e come sarà chi abbiamo di fronte.
Non ha molto senso come discorso. .
Ma, da quando per la prima volta a scuola ho "incontrato" Pirandello mi sono fatta tantissime domande su quel discorso sulle MASCHERE.
Cioè, per me è vero che siamo "Uno, nessuno e centomila", abbiamo mille facce, ma non la interpreto come una cosa negativa, e neppure come un continuo cambiare maschera per piacere ad altri in maniera ipocrita. Cioè, possiamo intenderla in maniera negativa quando si parla di chi nega se stesso per farsi accettare, chi diventa qualcuno senza sentirselo davvero. Capito? Tipo i 15enni pecoroni che ascoltano tutti la stessa musica, vestono tutti uguali, senza però DAVVERO volerlo fare. 
Per il resto però ho sempre pensato che le maschere non siano niente di negativo, ma semplicemente i tanti lati di noi stessi. E sta a noi scegliere quale tirare fuori nelle varie circostanze! Ecco perché spesso siamo diversi!
No?
Cioè, perché sostenere che gli esseri umani siano sempre degli ipocriti pronti a mentire per uscire dalle vicissitudini della vita senza essere se stessi?
Io non ci credo, per me siamo così complicati che è impossibile dire come siamo, se non dire che siamo complicati!!! Ahahahahah

E' per questo che difficilmente odio e amo le persone. Potrei dire di amarle e odiarle tutte, o di essere indifferente a tutti, non lo so. Ma non mi lego facilmente alle persone, e neppure facilmente litigo con esse.
Forse sono troppo diffidente, ma preferisco non espormi, soprattutto all'inizio, perché so che tanto ci sono talmente tanti lati da scoprire che sarebbe impossibile farsi un'idea, nemmeno se si vivesse insieme per 20 anni, no?!?!
Beh ovvio, poi negli affari di cuore, di amicizia, o in famiglia, è normale arrivare a sbilanciarsi, anche come modo per conoscere meglio chi si ha di fronte, ma questo non significa che ciò che si dice nel momento in cui ci si sbilancia varrà per sempre!
Beh, dico cose ovvie, ma voglio dirle.
Perché per me, ad esempio, ci son parole piuttosto inutili, soprattutto nelle relazioni, che vanno dette, per carità, perché son parte del momento e della dinamica di questo genere di cose, ma razionalmente, se ci si riflette, non andrebbero nemmeno pensate. 
Ci son parole che bisognerebbe cancellare dal vocabolario, come "per sempre", che fondamentalmente è uguale a "mai". "Ti amerò PER SEMPRE" o "Non ti ho MAI amato".. Ma dai, e chi ci crede? Cose impossibili!
Non so perché dico questo, non so nemmeno da dove son partita.
No ecco, dicevo che sono indefinita, non so relazionarmi perché non mi conosco nemmeno io, o forse mi conosco, ma ci son talmente tante cose da conoscere che non riesco proprio a ricordarle.. Un po' come quando hai studiato tanto, in teoria sai tutto, ma nel pratico non sai dove mettere le mani perché la roba da ricordare è troppa!
Ecco, io mi sento così: mi conosco, mi sono analizzata fin troppo a fondo, eppure ho dei problemi a capire realmente come sono e ad essere lineare, soprattutto nel relazionarmi con gli altri.
Però credo che sia normale. Ed il bello è che non si tratta di essere LUNATICI, anzi, sono una persona molto equilibrata da questo punto di vista, che MAI fa influire il proprio umore nella vita pratica e nel rapporto con gli altri, si tratta proprio della mia personalità, che cambia da un momento all'altro. Di base ci son sempre io, ma in certi momenti mi odio da quanto son sfigata, in altri mi rendo conto di essere intelligente e capace.
Ora mi sto odiando, ancora di più ora che ho scritto questa cosa, ancora di più ora che ho scritto che odio aver scritto che mi odio, e ancora e ancora..
FFffff
Ma perché è così dura pensare?
Non riesco mai a chiudere il cerchio e a dare spiegazioni plausibili alle mie domande, mi chiedo continuamente: come fare ad essere sempre se stessi? Come convincersi che si può piacere di più essendo realmente se stessi?
Ma poi, se io a volte mi comporto diversamente dal solito, non per forza significa che io non sia più me stessa, forse sto tirando fuori un'altra parte di me? Boh.. Però mi vien da pensare "lì non son stata al 100% me stessa.. Ma ero sempre io!"
Io lo chiedo a voi, e aspetto almeno una risposta, da chi mi conosce, da chi non ha idea di chi io sia, una risposta ad una domanda che non c'è. Forse più un commento, un'impressione a tutto ciò che dico, uno spunto per farmi capire se e cosa sbaglio.
Grazie..

lunedì 2 settembre 2013

Perché essere equilibrati sta alla base di una vita felice -spazio25-

Ho affermato una cosa nel titolo di questo post: essere equilibrati sta alla base di una vita felice.
Non lo hanno detto dottori o ricerche scientifiche, non deriva da qualcosa di oggettivo e provato, ma lo penso io, per questo voglio formulare un pensiero a riguardo.
Essere equilibrati, sereni e in pace con se stessi e con gli altri, sta alla base di una vita felice. Per questo motivo, chi è equilibrato non ha bisogno di sfogarsi in nulla che possa provocare qualcosa di negativo.
Mi spiego. Se si ha il bisogno di fumare, bere, mangiare eccessivamente, mangiare troppo poco, sfogarsi su qualcosa, come ad esempio io faccio su pelle, capelli, unghie, eccetera, ci sono dei problemi.
Per me non significa che si debba andare da uno psicologo, anzi, non credo siano cose così gravi, ed uno specialista potrebbe solo portarci alla convinzione di essere quasi malati.
Io credo che in questi casi si debba scavare dentro sé, conoscersi, passare molto tempo soli, a riflettere, ma anche con altre persone, confrontarsi e capire cosa non va, o cosa va meno, in noi.
Inoltre penso che la normalità sia bellissima, essere persone normali non è affatto banale, tanto siamo unici nel DNA, nell'aspetto fisico, voce, carattere, a che serve distinguersi ulteriormente con mezzi "estremi"?

Sto perdendo il filo..
Allora, dicevo. EQUILIBRIO, ci vuole equilibrio.
Mangiare sano, non eccedere, ne sono in grado? No, allora ho un problema.
Controllare i miei vizi, fumo, alcol, manie, ne sono in grado? No, allora ho un problema.
Avere relazioni sane, ne sono in grado? No, allora ho un problema.

Ma non convinciamoci di essere degli emarginati sociali o dei malati psicopatici da rinchiudere. E nemmeno di essere "incompresi".
Siamo tutti nella stessa situazione, capito?


Quando ti credi solo al mondo, diverso da tutti, in realtà sei come me, hai capito?!??!

Unico sì, ma come tutti.
Siamo uomini, basta. Abbiamo una testa, ragioniamo, siamo liberi, per questo ci troviamo dentro un marasma di pensieri da cui è difficile uscire, ma non per questo siamo matti.
Basta di fare i finti emarginati sociali, basta di credersi matti o soli.
Troviamo il nostro equilibrio: una passione, una relazione, Dio, l'amore, QUALCOSA!
La vita avrà un senso, la vivremo in maniera più equilibrata e saremo felici.
Basta di farsi i problemi e di essere negativi. Quante volte ho pensato di essere sola, in un vortice di cose brutte da cui non si esce?
Tante, e lo penserò di nuovo. Ma adesso mi son rotta di fare l'emarginata sociale incompresa, sono un essere umano inutile come tutti, posso solo affannarmi per sopravvivere, e cercare di farlo al meglio. 
Magari raggiungere anche un certo equilibrio, quindi, la felicità.