Mi son sempre posta questa domanda e non so bene che risposta darmi.
Cioè, e vi avverto, uso un sacco di cioè perché mi va così, se ci si pensa alla fine la vita è una, siamo sempre noi, perché definire "non reale" ciò che passa per un pc o per un telefono?
A questo punto dovremmo intendere ogni tipo di comunicazione non verbale e non fisica come qualcosa di "finto".
Per me non è così.
Cioè, è vero, c'è una forte differenza fra la vita "live" e quella "virtuale", ma non significa che una sia più reale dell'altra. Non credi?
Io penso che ciò che dico e faccio in un social network rispetti me al 100%, ma quella è la "me" che si rapporta al virtuale.
Cioè, è ovvio che su FB o su Twitter ho un modo di pormi diverso rispetto a quando sono al bar con gli amici. Così come è ovvio che al lavoro o all'università mi comporto diversamente rispetto a quando sono in intimità con il mio ragazzo, no?!
Cioè, si tratta di uno degli ambiti della nostra vita, e per me è TOTALMENTE sbagliato definire ciò che avviene in rete "non reale".
E' reale tanto quanto la vita "reale"!!!
E' vero, manca quella tattilità, quel concreto vedersi, sentirsi, toccarsi, che si trova nella vita fisica, però ho notato che a colmare questa mancanza c'è dell'altro: con un monitor di mezzo è molto più immediato scambiarsi opinioni vere, l'essere se stessi dal punto di vista spirituale. Forse è un po' triste come cosa, ma i discorsi più articolati e seri che ho fatto in tutta la mia vita sono passati per Messenger, ad esempio.
Non so perché, forse il fatto di non guardarsi in faccia ci dà sicurezza, e ripeto, forse è una cosa triste, però l'ho notato io stessa che è più facile mettere a nudo i propri pensieri, forse perché si mettono per iscritto e si ha tempo di riflettere, di formularli per bene, e, volendo, anche di cancellare.
E' sicuramente diverso scrivere in chat o per sms, dal parlarsi a voce o al telefono, ma non per questo una cosa è peggio dell'altra!
Fanno entrambe parte della vita, almeno della vita del 21° secolo!
Io, lo ammetto, sono una "WebAddicted", ci sono cresciuta ed è un mondo che mi affascina, un mondo da cui spesso vorrei allontanarmi per tornare a quella vita un po' primitiva dove solo sguardi, parole e gesti contano nelle relazioni con gli altri, eppure mi ci sento legata e mi piace starci.
Mi piace osservare le dinamiche dei social network o di siti come Youtube, dove emergono persone e personalità che altrimenti sarebbero costrette a rimanere chiuse nelle camere da letto e non potrebbero mostrare a nessuno il proprio talento.
Per me è qualcosa di formidabile il mondo virtuale. Un mondo non troppo fisico, ma sicuramente reale!
Certo, è brutto iniziare e mantenere relazioni via internet, anzi, è una cosa che odio: mancano le espressioni del volto, il tono della voce, e questo porta a momenti di amore immediato e folle, ad esempio quando si fanno certi discorsi e ci si trova d'accordissimo fin da subito, e, nel giro di qualche minuto, una frase sbagliata, porta all'odio profondo, semplicemente perché non si è capito il tono e l'intenzione del parlante.
Ecco sì, questo è ciò che secondo me rende un po' "finto" il mondo virtuale. Tutto è filtrato da qualcosa che non è il nostro cuore e la nostra testa, ma da una macchina che non ci permette di vedere l'altro così com'è, al 100%.
Però alla fine questi filtri che offuscano mente e animo si incontrano in tante altre occasioni, e per spiegarmi faccio degli esempi prendendo come campione l'inizio di una relazione uomo-donna:
-FILTRO ALCOOL-DROGHE: se uno dei due è ubriaco o drogato, o anche entrambi, la percezione dell'altro cambia, non è affatto reale, quindi si hanno sensazioni fuorvianti, si vivono momenti in cui si potrebbe addirittura pensare che quella sia la donna-l'uomo della nostra vita. Aspetta il mattino seguente, ti renderai conto chi hai davanti davvero e quello che vuoi. O forse non ti ricorderai nemmeno di niente.
-FILTRO ATMOSFERA VACANZIERA: se l'incontro avviene in vacanza non è del tutto reale. Anche qui la percezione dell'altro cambia, tutto è bello, tutto è diverso ed ha un sapore fresco e leggero. Non si riescono a vedere i difetti, ci piace tutto dell'altro. Ma ALT: il ritorno alla routine quotidiana potrebbe aprirci gli occhi e farci capire chi abbiamo davvero di fronte.
-FILTRO INTERNAZIONALITA': ebbene sì, se si conosce uno straniero, di cultura e abitudini, ma più di tutto lingua, diversa dalla nostra si rischia di avere la mente offuscata da una serie di cose che ci portano a vederlo-a come un Dio sceso in terra. Eh, è proprio così. Non si guarda la vera personalità, ma si viene travolti da questa ventata di "diverso" che ti porta a formulare frasi patetiche tipo: "Altroché gli uomini italiani!"
-FILTRO SoSingleDaNaVita: già, proprio così, anche il fatto di essere single da un pezzo può portare ad errori madornali nella scelta del proprio partner. Ci si ritrova talmente stufi di questa solitudine da essere disposti ad accettare tutto, o quasi, pur di sentirsi amati, o almeno apprezzati.
Beh, potrei continuare per ore. Ma la chiudo qui, il concetto lo avete capito: nella vita ci sono ambiti diversi, tante situazioni da affrontare. Per cui è impossibile essere sempre gli stessi e avere sempre lo stesso punto di vista, soprattutto avere sempre lo stesso modo di agire.
E il web è semplicemente uno di questi ambiti, niente di più niente di meno.
La cosa importante è comprenderlo, saper usarlo e non abusarne. Ma come con tutte le cose..
E il web è semplicemente uno di questi ambiti, niente di più niente di meno.
La cosa importante è comprenderlo, saper usarlo e non abusarne. Ma come con tutte le cose..
Ma basta, e mi rivolgo a coloro che non leggeranno mai il mio blog, proprio perché sono "contro" tutto questo: basta di dire che parlarsi al pc è squallido, che è un mezzo per farsi i cavoli degli altri e per crearsi una seconda vita, magari <<perché la tua non è abbastanza appagante>>.
La mia vita è appagantissima, cacchio!
Cioè, è uno strumento come tanti altri, bisogna comprenderlo ed usarlo nella maniera giusta.
E se ci si riesce porterà sicuramente a qualcosa di positivo.
La mia vita è appagantissima, cacchio!
Cioè, è uno strumento come tanti altri, bisogna comprenderlo ed usarlo nella maniera giusta.
E se ci si riesce porterà sicuramente a qualcosa di positivo.
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