Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

venerdì 30 gennaio 2015

Anche i cani vanno di moda -spazio107-

Mi dispiace dirlo, ma il cane per molti è un accessorio.
Alt, non mi riferisco alle donnine che si prendono il Chihuahua o il Barboncino per vestirlo e pitturargli il pelo, ma anche a uomini, coppie o persone apparentemente normali e intelligenti che si fissano su un certo cane e vogliono solo quello.
Per carità, è comprensibile volere cani di razza, di bell'aspetto e dal temperamento prevedibile; oppure cani particolari, magari non bellissimi, ma che sono conosciuti proprio per una caratteristica; chi vuole un bastardino bruttino, anonimo e, appunto, bastardo?
Sì, perché se si chiamano così un motivo c'è: la bastardaggine ce l'hanno dentro. Sono più pretenziosi, più capricciosi, più rabbiosi.. però secondo me anche più vispi e intelligenti, forse più umani. Esagero un po', ma ho provato con vari cani di razza e vari bastardini, e per quanto questi ultimi siano davvero più difficili da gestire a livello comportamentale, secondo me hanno una marcia in più a livello umano.
Sarà che sin dalla nascita, per quanto vengano trattati bene, hanno quella consapevolezza di essere "adottati" e non venduti in cambio di denaro, sentono di non valere come tanti altri. Sanno che a loro probabilmente non verranno fatte tutte le migliaia di analisi a gambe e robe varie per assicurarsi che non abbiano quelle delicate malattie, così come sanno che a nessuno frega dei loro genitori e dei loro prozii per capire la purezza. E quindi è ovvio che si imbastardiscano e che imparino un po' a vivere autonomamente e nella propria unicità.
Il cane di razza è bellissimo invece ed è voluto da tutti.
Ma per me il discorso è un altro! Tutti i cani sono speciali, io non vorrei fare queste differenze perché per me, davvero, non ce ne sono. Ma voi mi costringete a farle!
Mi costringete perché ormai i cani vanno di moda e la gente si schiera in maniera assurda!
Quello è un "sorcio", quello sembra che gli sia arrivato un camion in faccia, quello fa schifo.
Invece altri sono osannati come fossero esempi di bellezza assoluta quando secondo me, in molti casi, non sono più belli di tanti altri cani non di razza.
Ma al di là della bellezza che, ripeto, è comprensibile una volta che si prende un cane scegliersi quello che più ci piace e che da sempre sogniamo, soprattutto se decidiamo di spenderci alcune centinaia di euro, quello che mi fa riflettere è cosa effettivamente spinge a sceglierne uno rispetto ad un altro.
Infatti ci sono esempi di cani che, secondo me, sono oggettivamente bruttini, però per il loro essere di razza sono ricercatissimi da tutti e pagati fior di quattrini.
Bouledogue Francese
Ho notato che ora vanno di moda questi due cani: il primo, il bouledogue francese.
Ormai è un must, soprattutto tra le star: Lady Gaga, per citarne una. Un cane senz'altro particolare che, dal mio punto di vista, è più buffo che bello. Vi ripeto, io i cani li amo tutti incondizionatamente e quello che mi capita mi capita, anche io ho le mie preferenze e magari un giorno arriverò a sceglierne uno senza che lui scelga me, però trovo assurdo l'innamorarsi di certe razze per moda. Ora lui va di moda, un  po' perché è particolare, soprattutto quando si stende che allarga le zampette e sembra una specie di tappetino; un po' perché fa strani versi quando cammina, sembra un maiale che grugnisce. Che dire, Ora in tanti lo portano al guinzaglio come un gioiellino da mostrare. So che lo amano anche loro perché i cani si fanno amare da tutti e nessuno effettivamente li usa e basta, però non facciamoci infinocchiare dalle mode anche in questo su!

Un'altra razza ora molto di moda è il Jack Russell terrier, un piccolo cane secondo me carinissimo e davvero simpatico.
A me piace in generale come cane, anche se esteticamente non è il mio ideale visto che prediligo il pelo lungo e le orecchione, Però è un cane micidiale, veloce, sempre vispo e attento, un po' birichino e assolutamente un gran giocherellone.

Jack Russell terrier

E' un cane di piccola taglia e a mio parere non è tra i più belli, è bassotto con le gambe corte ma il suo carattere lo fa spiccare sempre.
In giro per la mia città ne vedo tanti ultimamente. 
Ripeto, tutti amano i cani e nessuno riesce ad essere davvero così bastardo da usarlo perché è una moda, ma molti si fanno condizionare anche inconsciamente da quello che ci circonda.

Per non parlare del sempreverde Labrador. Un cane senz'altro dalle grandi potenzialità ma, anche qui, secondo me niente di eccezionale a livello di bellezza. i gusti son gusti, ma la gente ne va letteralmente pazza, secondo me, senza mai averlo osservato bene e da vicino.
Il Labrador ha avuto la sua ricca fama in seguito ad un famoso spot in cui tutti questi cucciolini si rotolavano tra la carta igienica e, lo sappiamo, i cuccioli fanno tenerezza di loro e anche un cucciolo di topo è spettacolare, poi il labrador da piccolo è così batuffoloso e dolce che ha fatto innamorare tutti.
Però in pochi si accorgono come sono in realtà e che si rovinano sul crescere. Mi dispiace dire questo perché purtroppo mi rendo conto che le persone hanno causato in me una specie di ripudio per il labrador come concetto. Questo mio ragionamento va contro tutti i miei discorsi per cui un cane, esteticamente, vale l'altro e che l'importante è il rapporto che ci si instaura. Però il fatto che la gente sogna da anni solo il labrador, che gli passano davanti migliaia di possibilità di prendere cani che nessuno si fila, a volte anche simili a lui esteticamente, eppure no, o quello o niente, mi fa imbestialire.
Labrador cucciolo
Ognuno fa le sue scelte è ovvio, ma a questo punto, se dobbiamo essere obiettivi e osservare i Labrador, ci accorgiamo che in realtà non è un cane poi così bello. E' un mio parere ma credo di essere piuttosto obiettiva nell'analizzarlo: allora, il cucciolo è così, bellissimo! 
Labrador semiadulto 
Però poi si rovina un po' nel crescere, certo, in alcuni casi rimane bello, snello e attraente tipo questo labrador semiadulto.

Ma spesso, e da ciò che vedo nella maggior parte dei casi, il Labrador tende letteralmente ad intarchiarsi, ovvero a diventare tozzo e dal faccione. Io ne vedo molti in giro e solitamente sono così, come la foto qui sotto; scusate, ma non notate un certo gonfiore di stomaco e zampe corte? Io sì, e per quanto per me sia comunque bellissimo e da amare direi che è ora di smetterla con queste assurde fisse. 



Perché il Labrador, mi sono documentata, per natura tende ad ingrassare e quindi quella sua bellezza originaria generalmente la perde con l'assunzione di qualche chiletto. E tranquilli, è più comune che ingrassi piuttosto che rimanga snello e bello. 

Tutto ciò per farvi capire che non vi potete far abbindolare anche in questa cosa da pubblicità o mode. Dai!






Io ho due cani, uno della mia famiglia, uno di mia zia, ma viviamo tutti insieme (eheh case separate ma adiacenti), e i cani son amici di tutti indifferentemente; una, è la mia, è una bastardina, si chiama Tula. A detta di molti è bruttina e questa cosa mi fa indignare, io la amo così com'è. Non l'ho scelta, è arrivata in casa e l'abbiamo tenuta, la trattiamo come una regina ma se lo merita per quello che è. 


Poi c'è Apple, lei è un Bovaro del Bernese, un pastore davvero spettacolare. Un cane molto tranquillo e a volte un po' tontolone, le piace giocare ed è sempre pronta a mangiare. Sono micidiali insieme, la mia, Tula, è piccolissima, ma è di qualche anno più grande, quindi Apple, di stazza circa il quadruplo ma ancora un po' cucciolona, la segue e la imita in continuazione, sono davvero buffe!


Che dire, amate i cani per quello che sono!
Certo, seguite i vostri gusti e le vostre convinzioni, ma non fatevi prendere da mode o da manie di esibizione assurde perché un cane ti ama per quello che sei, e così dobbiamo fare noi con loro!






mercoledì 21 gennaio 2015

Com'è cambiato il concetto di FAMA con i social -spazio106-

Lo scorso anno studiai il "culto della celebrità" e mi resi conto che effettivamente questa ossessione per il famoso, per l'attore, per il cantante e così via, sia un'usanza, per così chiamarla, recente. 
Senza TV, senza radio, senza cinema e senza un'informazione che viaggiasse alla velocità della luce in fin dei conti nessuno poteva davvero essere famoso e la sua fama non poteva essere raccontata, letta o vista.
Possiamo però considerare un'altra tipologia di famosi per fare quest'analisi, ovvero imperatori, faraoni, politici o scrittori.. ma, secondo voi i sudditi di imperatori o faraoni o i cittadini di nazioni con politici del calibro di dittatori a tutti ben noti sarebbero mai andati a chiedere loro un autografo o ad osannarli?
Forse al tempo di Mussolini o Hitler sì, qualche fanatico c'era, anzi, forse più di qualcuno, ma solo perché già la stampa, la radio, in parte anche la TV, erano diffuse, e la fama viene tutta da lì, dai grandi mezzi di comunicazione di massa che idealizzano persone e cose rendendole famose, degne di notizia e che fanno parlare.
Che cos'è la fama se non la percezione che le persone hanno di qualcuno o di qualcosa che risulta così speciale da far parlare di sé?
La fama può derivare da tutto, da cose belle, da cose brutte, purché se ne parli.
Gesù, per fare un esempio, era un pezzente qualunque e chi lo vedeva gli si buttava ai piedi solo se era un povero lebbroso che sperava in un miracolo. Non era di certo un famoso.
Leopardi era chiuso nella sua mega biblioteca a studiare, altroché fama.
Poi ovvio, anche di loro se ne parlava, erano personaggi particolari.
Ma quella fama come c'è ora prima non c'era perché non se ne poteva parlare, non si potevano appendere poster in cameretta di Gesù.
Adesso si può essere famosi con una foto, con un click.
Mi è venuta in mente tutta questa inutile riflessione dopo essere capitata nei profili facebook o instagram di tante bellissime e comuni ragazze che hanno migliaia di amici e tantissimi mi piace alle foto.
Non iniziate con i vostri stupidi commenti tipo "Ma come sei superficiale, basi le tue opinioni su amicizie e mi piace su FB?"
No, ma anzi, forse sì. Perché si tratta di un'analisi socio-comunicativa e cosa c'è più di sociale e comunicativo che un social network?
Nulla, almeno ad oggi.
Perciò proseguo con i miei pensamenti senza farmi condizionare dal giudizio di questo o quel saccente.
Ci sono ragazze famose perché sono carine e postano le loro foto: selfie con ogni tipo di trucco, tinta, occhiali da sole, espressione; foto di outfit sportivi, in bikini, eleganti, prima dello shopping, dopo lo shopping, sempre davanti allo stesso specchio.
Sono belle, è vero, però non so se è giusto che ora la fama si possa raggiungere così facilmente. 
Cioè, Dante, che ha scritto la Divina Commedia, è diventato famoso da morto, probabilmente al suo tempo avranno letto i suoi libri una decina di persone di cui solo la metà forse avrebbe messo mi piace.
Ora osanniamo le persone, le seguiamo, gli sbaviamo dietro, le invidiamo, aspiriamo ad essere come loro perché sono belle, perché sembrano perfette con una vita perfetta. E neppure gli intelligentoni osano criticale, anche quel ragazzo con cui uscivi che ti diceva che eri ridicola ed adolescenziale con la tue fotine gli lascerà un bel mi piace prima o poi.
Ci sono ragazze che hanno smesso di studiare e lavorare solo perché postando foto dei loro outfit hanno creato un business. E sono diventate famose, e anzi, lavorano, se per lavorare intendiamo fare qualcosa che porti denaro, semplicemente scattandosi una foto prima di uscire e postandola su un blog o su un social.
E' pazzesco!
Non dico che sia sbagliato, so che il mondo evolve ed è giusto accettare i cambiamenti. Ma a volte mi fermo a riflettere su quanto tutto ormai sia svuotato e grigio.
Siamo fermi all'estetica, io per prima pensiamo molto all'apparire e la sostanza delle relazioni è sempre più astratta.
Se la gente divorzia, se nessuno crede più che valga la pena sposarsi è anche per colpa di questo nuovo concetto di fama.
I famosi sono persone vicine a noi che però sono belle, o meglio, hanno saputo sfruttare il bello (inteso come bello estetico) per diventare anche ricchi e voluti.
Allora noi ci sentiamo inadeguati. Oppure puntiamo ad avere al nostro fianco qualcuno come loro, idealizziamo tutto.
Un ragazzo non sarà mai totalmente convinto di me, Vanessa, perché non sono perfetta come quelle delle foto. Eppure sono sicura che per Guinizzelli sarei stata ispirazione di una poesia, sarei stata una di quelle donne che significavano tutto per un uomo: i miei capelli d'oro, i miei occhi azzurri, la mia pelle chiara e piena di costellazioni di stelle che sembrano essere fatte apposta per stare lì, steso a fianco a me, per congiungerle una ad una.
Non esagero.
Se Dante era fissato con Beatrice è perché non sapeva che in realtà aveva un culone e le tette piccole, che i suoi capelli erano crespi e che le brasiliane erano più sensuali.
Non lo sapeva e per questo l'amava così com'era..
E questo non so se mi consola: da una parte dico, se ora non fosse così facile vedere gli altri, vedere "i famosi", non idealizzeremmo tutto, la vita e le persone, accetteremo quello che la vita ci offre, che non vuol dire accontentarsi, ma riusciremo a vedere il bello, quello vero, nelle cose che, se paragonate, non ci sembrano mai abbastanza.
D'altra parte però mi fa capire che l'essere umano è obiettivamente portato a fare questi ragionamenti e che, se ha la possibilità di aspirare a qualcosa che per estetica, fama, successo, è migliore, lo fa e lascia indietro ciò che tutto sommato è "meno bello".. Quindi se in passato l'amore sembrava più puro e meno selettivo forse è solo un'illusione ed era possibile solo perché non si conosceva il mondo e non si conoscevano gli altri.
Leopardi amava Silvia perché era l'unica ragazza che riusciva a vedere dalla sua finestra. Posso davvero pensare che il suo fosse amore vero se nemmeno le parlò una sola volta?
Non credo.
In ogni caso non so nemmeno se mi piacerebbe tutta questa fama.
Io sono in fin dei conti riservata, mi apro solo se ho bisogno di sfogarmi o di condividere delle gioie, ma per il resto sto bene nelle mie quattro mura e sto bene a vivere nell'ombra. 
Io so tutto di tante persone, ma gli altri cosa sanno di me? Come possono giudicarmi?
Se mi giudicano sicuramente sbagliano perché non hanno di che giudicare.
Quindi va bene così.
Era solo per dire che se una volta il famoso doveva almeno fare un film, un disco che valesse la pena passare per radio, pubblicare un buon libro, scoprire l'esistenza del bosone di higgs eccetera, ora puoi postare delle foto di te, carine, su facebook.


domenica 18 gennaio 2015

Oggi sono io -spazio105-

Io non so perché quello che ti voglio dire poi lo scrivo dentro una canzone.. Non so neanche se l'ascolterai.
Se le parole fossero una musica potrei suonare ore ed ore, e dirti tutto di me.
Ma quando poi ti vedo c'è qualcosa che mi blocca non riesco a dirti neanche come stai..
Come non vorrei cadere in quei discorsi già sentiti mille volte e rovinare tutto, come vorrei poter parlare senza preoccuparmi, senza quella sensazione che non mi fa dire che mi piaci per davvero, anche se non te l'ho detto, perché è squallido provarci solo per portarti a letto..
Dolce più che posso, come il mare, come il sesso..
Finalmente mi presento
E così questa notte è già finita e non so dentro come sei, non so neanche se ti rivedrò.
E domani poi ti rivedo ancora e mi piaci per davvero, anche se non tel'ho detto, perché è squallido provarci solo per portarti a letto. E non me ne frega niente se non è successo ancora, aspetterò quando è il momento, non sarà una volta sola.
Davvero più che posso, che non sia soltanto sesso. Questa volta lo pretendo.
Preferisco stare qui da sola che con una finta compagnia..
E non so se sarai tu davvero o forse sei solo un'illusione, però stasera mi rilasso e scrivo una canzone.
Perché oggi sono io..

domenica 11 gennaio 2015

Cosa penso, ancora una volta -spazio104-

Sono tornata a vivere praticamente sola, distante fisicamente (e pian piano anche mentalmente), dalle persone che normalmente farebbero parte della mia vita.
Questo aiuta ad essere più obiettivi e a giudicare la propria esistenza solo dal proprio punto di vista. Niente consigli, pareri e opinioni su quello che fai e che ti succede.
Ci sei solo tu stringendo.
Perché quando sei lontano da tutti fisicamente, anche se chiedi pareri e consigli a distanza, alla fine li prendi sempre come cose dette da persone che non ti vivono, che non vedono davvero come sei, che non possono capire sul serio quello che tu vuoi dire; allora sei più forte, non puoi piangere e correre a chiedere aiuto, non puoi cercare abbracci o conforto. Ti devi arrangiare con te stessa, a meno che tu non voglia scendere per la calle e cercare la compagnia della prima persona che incontri.

Non ho ancora capito se tutte le persone al mondo siano riflessive tanto quanto me. 
Non potrò mai saperlo. Posso spiegare, dire cosa penso, cosa mi succede, chiedere se anche a te accade la stessa cosa. Tu mi dirai probabilmente che anche tu pensi così tanto, che osservi e rifletti e che ti struggi l'anima per tante cose che ti succedono, mi dirai che è parte dell'essere umano e che non c'è nulla di speciale in me, ma io continuerò a credere il contrario. A pensare che in me tutto questo è diverso. Succederà a molti di pensare, ma a nessuno nella mia maniera, e quindi mi sentirò comunque un po' incompresa e speciale.
Non parlo di una specialità positiva, anzi, preferirei non essere per niente speciale sotto questo punto di vista, però è vero. 
Io sto sempre in un continuo pensare, non mi godo mai il momento, mai una volta che prendo dalla vita ciò che in quell'istante mi dà. Se mi succede qualcosa di bello penso al perché, al dopo, al come mi sentirò quando finirà e quindi inizio a sentirmi già male.
Tutto ciò non mi rende serena.
Per quanto io voglia vivere giorno per giorno, senza fare programmi o piani a lungo termine, per quanto io sia piuttosto uno spirito libero che non ama appesantire la vita con inutili pensieri sul futuro, in realtà è quello che continuamente faccio, senza rendermene conto.

Ora sto leggendo un libro, mi piace molto, ma davvero tanto.
La protagonista mi somiglia un sacco. E' introspettiva proprio come me, ogni cosa che fa o che dice nella nostra realtà si rispecchia in un altro universo dentro di lei. E tutto ciò che qui è azzurro, bianco, verde e arancione, nel mondo interiore è giallo, nero, blu e rosa. Per dire che niente è uguale dentro e fuori, niente e spiegabile ma tutto è opinabile e spunto di riflessione.
Vorrei riuscire a liberare la mia mente e la mia anima da ogni tipo di pensiero, brutto o bello che sia. Vorrei essere più vuota per riempirmi solo di cose belle che vengono da fuori.
Invece io faccio al contrario. 
Parto piena in partenza, satura. Piena di cose belle e brutte, una confusione tale che c'è un continuo vomitare cose indecifrabili, e poi ributtarle dentro perché quel senso di vuoto ti fa stare ancora peggio.
Ed è lì che allora ti senti così complicata che capisci perché nessuno ti comprende davvero.
Nemmeno io mi capisco, come pretendo che qualcuno lo faccia?

Però, ve l'ho sempre detto e lo ribadisco, non mi piace fare la "diversa", quella che al mondo si sente un genio incompreso, l'aliena. Per niente. Mi sento unica e speciale, ma sono sicura che siano tanti al mondo a sentirsi come me, in maniera diversa ma come me. Quindi alla fine, come sempre, mi sono contraddetta. Ma sono rimasta coerente con quello che vi sto dicendo.
L'unica cosa certa è che la confusione sta alla base di quello che dico.
Non fatevi troppe domande sulla coerenza e sulle contraddizioni dei miei brevi testi.
Pensate solo che se scrivessi cose più lunghe sarebbe un continuo dire tutto e il contrario di tutto.
Comunque dicevo che non sarò di certo l'unica a sentirsi speciale, ne sono razionalmente consapevole, ma continuo a sentirmi così.
In ogni caso qui non vale il detto "mal comune mezzo gaudio" perché comunque rimaniamo nella nostra confusione mentale e non ci godiamo la vita. 

E poi, è un male comune, ma non così diffuso quello di essere davvero così speciali nella propria introspezione.
Ce ne sono tanti così privi di intelletto da essere felici nella loro innocente ignoranza, ma sia chiaro, non li invidio.


mercoledì 7 gennaio 2015

Se ti minaccio allora mi puoi temere -spazio103-

Oggi sono molto felice; sono rientrata dopo qualche tempo nel mio spazio virtuale e ho visto che sto per raggiungere le 10.000 visualizzazioni. 
Togliendo circa le mie 5.000 sono molto felice per le altre 5.000 raggiunte.

Però c'è qualcuno che dice che questo internet mi abbia fumato il cervello. Lo dice nonna soprattutto, ma anche mamma e zia. Non so, forse hanno ragione. Ma tanto in questo secolo di qualcosa bisogna impazzire, io impazzisco come tutti in fin dei conti.
Però impazzisco conoscendo nuove cose sul web. 

Sempre meglio che impazzire dietro a qualcuno..

Dovrei essere più felice per questo mio traguardo ma non ci riesco molto. Forse perché devo studiare e rimando da circa 7 mesi e la cosa mi sta dando parecchia ansia e frustrazione. 
Però in questo momento ho deciso una cosa. Sarò più buona.. o più cattiva.
Più buona con me stessa e più cattiva con gli altri.
Inizierò a minacciare e ad essere temuta. Ma io quando faccio le cose le faccio bene, quindi le mie saranno minacce sottili e non dette.
Alla fin fine non saranno neppure vere e proprie minacce. Però tu sei nel mirino e forse in inizierai a temermi e a quel punto capirai quanto valgo.

Se ti minaccio esplicitamente tu avrai schifo e proverai ribrezzo per una persona così poverina da minacciare. Ma se le minacce ci sono ma non si vedono, tu le percepirai ma non sarai in grado di individuarle a pieno, quindi avrai una sensazione strana, un malessere, un timore che non sai individuare nella sua origine.. Ed io infilerò la mia spada a doppia punta nel tuo petto. Trafiggerà il tuo e trafiggerà anche il mio. Ma almeno per una volta proveremo la stessa identica cosa.. davvero.