Sono tornata a vivere praticamente sola, distante fisicamente (e pian piano anche mentalmente), dalle persone che normalmente farebbero parte della mia vita.
Questo aiuta ad essere più obiettivi e a giudicare la propria esistenza solo dal proprio punto di vista. Niente consigli, pareri e opinioni su quello che fai e che ti succede.
Ci sei solo tu stringendo.
Perché quando sei lontano da tutti fisicamente, anche se chiedi pareri e consigli a distanza, alla fine li prendi sempre come cose dette da persone che non ti vivono, che non vedono davvero come sei, che non possono capire sul serio quello che tu vuoi dire; allora sei più forte, non puoi piangere e correre a chiedere aiuto, non puoi cercare abbracci o conforto. Ti devi arrangiare con te stessa, a meno che tu non voglia scendere per la calle e cercare la compagnia della prima persona che incontri.
Ci sei solo tu stringendo.
Perché quando sei lontano da tutti fisicamente, anche se chiedi pareri e consigli a distanza, alla fine li prendi sempre come cose dette da persone che non ti vivono, che non vedono davvero come sei, che non possono capire sul serio quello che tu vuoi dire; allora sei più forte, non puoi piangere e correre a chiedere aiuto, non puoi cercare abbracci o conforto. Ti devi arrangiare con te stessa, a meno che tu non voglia scendere per la calle e cercare la compagnia della prima persona che incontri.
Non ho ancora capito se tutte le persone al mondo siano riflessive tanto quanto me.
Non potrò mai saperlo. Posso spiegare, dire cosa penso, cosa mi succede, chiedere se anche a te accade la stessa cosa. Tu mi dirai probabilmente che anche tu pensi così tanto, che osservi e rifletti e che ti struggi l'anima per tante cose che ti succedono, mi dirai che è parte dell'essere umano e che non c'è nulla di speciale in me, ma io continuerò a credere il contrario. A pensare che in me tutto questo è diverso. Succederà a molti di pensare, ma a nessuno nella mia maniera, e quindi mi sentirò comunque un po' incompresa e speciale.
Non parlo di una specialità positiva, anzi, preferirei non essere per niente speciale sotto questo punto di vista, però è vero.
Io sto sempre in un continuo pensare, non mi godo mai il momento, mai una volta che prendo dalla vita ciò che in quell'istante mi dà. Se mi succede qualcosa di bello penso al perché, al dopo, al come mi sentirò quando finirà e quindi inizio a sentirmi già male.
Tutto ciò non mi rende serena.
Per quanto io voglia vivere giorno per giorno, senza fare programmi o piani a lungo termine, per quanto io sia piuttosto uno spirito libero che non ama appesantire la vita con inutili pensieri sul futuro, in realtà è quello che continuamente faccio, senza rendermene conto.
Ora sto leggendo un libro, mi piace molto, ma davvero tanto.
La protagonista mi somiglia un sacco. E' introspettiva proprio come me, ogni cosa che fa o che dice nella nostra realtà si rispecchia in un altro universo dentro di lei. E tutto ciò che qui è azzurro, bianco, verde e arancione, nel mondo interiore è giallo, nero, blu e rosa. Per dire che niente è uguale dentro e fuori, niente e spiegabile ma tutto è opinabile e spunto di riflessione.
Vorrei riuscire a liberare la mia mente e la mia anima da ogni tipo di pensiero, brutto o bello che sia. Vorrei essere più vuota per riempirmi solo di cose belle che vengono da fuori.
Invece io faccio al contrario.
Parto piena in partenza, satura. Piena di cose belle e brutte, una confusione tale che c'è un continuo vomitare cose indecifrabili, e poi ributtarle dentro perché quel senso di vuoto ti fa stare ancora peggio.
Ed è lì che allora ti senti così complicata che capisci perché nessuno ti comprende davvero.
Nemmeno io mi capisco, come pretendo che qualcuno lo faccia?
Però, ve l'ho sempre detto e lo ribadisco, non mi piace fare la "diversa", quella che al mondo si sente un genio incompreso, l'aliena. Per niente. Mi sento unica e speciale, ma sono sicura che siano tanti al mondo a sentirsi come me, in maniera diversa ma come me. Quindi alla fine, come sempre, mi sono contraddetta. Ma sono rimasta coerente con quello che vi sto dicendo.
L'unica cosa certa è che la confusione sta alla base di quello che dico.
Non fatevi troppe domande sulla coerenza e sulle contraddizioni dei miei brevi testi.
Pensate solo che se scrivessi cose più lunghe sarebbe un continuo dire tutto e il contrario di tutto.
Comunque dicevo che non sarò di certo l'unica a sentirsi speciale, ne sono razionalmente consapevole, ma continuo a sentirmi così.
In ogni caso qui non vale il detto "mal comune mezzo gaudio" perché comunque rimaniamo nella nostra confusione mentale e non ci godiamo la vita.
L'unica cosa certa è che la confusione sta alla base di quello che dico.
Non fatevi troppe domande sulla coerenza e sulle contraddizioni dei miei brevi testi.
Pensate solo che se scrivessi cose più lunghe sarebbe un continuo dire tutto e il contrario di tutto.
Comunque dicevo che non sarò di certo l'unica a sentirsi speciale, ne sono razionalmente consapevole, ma continuo a sentirmi così.
In ogni caso qui non vale il detto "mal comune mezzo gaudio" perché comunque rimaniamo nella nostra confusione mentale e non ci godiamo la vita.
E poi, è un male comune, ma non così diffuso quello di essere davvero così speciali nella propria introspezione.
Ce ne sono tanti così privi di intelletto da essere felici nella loro innocente ignoranza, ma sia chiaro, non li invidio.
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