Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

sabato 14 febbraio 2015

Se non sei acido, allora sei buonista -spazio108-

In Italia, o forse nel mondo, è così.
Se di fronte ad una questione controversa tu non ti esprimi negativamente, allora sei un buonista.
Se non dici male di una persona e, magari, la difendi, sei un buonista.
Se non vedi sempre in tutto il marcio, sei un moralista.
E se ti esprimi moderatamente le tue idee non vengono ascoltate nel loro contenuto, perché come si vede un filo di positività e come si nota che qualcuno nelle cose ci vede anche il BUONO, allora sì, sei un buonista, moralista. Le tue opinioni non valgono nulla.
Se invece ti accanisci, se invece dai contro, se invece sei acido e contrario alle cose, allora hai un pensiero che vale. Allora la tua opinione è considerabile.

E' così che in Italia c'è omertà. 
Parliamo di omertà solo quando ci riferiamo a chi non denuncia un qualche abuso per paura. 
Ma c'è anche l'omertà al contrario: non posso parlare perché sono un po' meno acida e contraria alle cose di quanto generalmente lo sia un italiano medio e vengo tacciata di buonismo.

Io però parlo e se vedo il buono in qualcosa, lo dico!
E se avete paura di me e allora mi date della buonista e moralista, alla fine vi saluto così: "Ciao TESTE DI CA**O", giusto per farvi capire che anche io sono una dura.
Perché in Italia se non ci metti una parolaccia, se non ci metti un pizzico di cattiveria nel giudicare le cose, non vali niente.

domenica 8 febbraio 2015

Non facciamo arrabbiare Madre Natura - spazio107-

Ho pochi minuti per esprimere un mio delicato pensiero, per cui andrò dritta al punto.
In questi giorni nella mia zona si è abbattuta tanta pioggia che ha provocato gravi danni in strade e case.
Capisco l'indignazione e la rabbia al sol pensare che nel 2015 un temporale possa fare questo, però, amici, questo è uno dei pochi casi in cui non possiamo arrabbiarci troppo con le istituzioni.
Cioè, almeno non in assoluto.
A volte, è vero, ci son punti che vengono spazzati via o si allagano solo per una cattiva manutenzione e/o prevenzione, però ragazzi, se il mare ha voglia di buttar giù una scogliera, se ha voglia di mangiare una strada, credete che non possa farlo?
Potremmo costruire un'altra muraglia cinese e il risultato sarebbe comunque lo stesso. E se magari nella zona X la cosa si risolve, state pur certi che nella zona Y inizieranno ad esserci casini.
Purtroppo stiamo pagando gli errori del passato ed ora, forse, l'unica soluzione sarebbe "arretrare", farsi indietro e lasciare alla natura i suoi spazi.
Ci siamo imposti troppo pensando che con la nostra testa avremmo potuto sottomettere anche il mare, ma non è così.
Se il mare ha bisogno di uno spazio pari a 100 e noi gliene abbiamo tolto 20, prima o poi si arrabbia ed esce a prendersene anche 30. E se lo chiudi da un lato, uscirà da un altro.
Non è difficile da capire. Cosa chiedete al comune? Cosa pensate possa realmente fare? 
Sì, va bene, chiedete almeno qualche protezione in più, qualche accorgimento che possa impedire allagamenti e strade dissestate. Però poi?
Poi succederà qualcosa di più disastroso che ci farà lamentare anche su quelle poche misure preventive prese. 
Se si parla di pulire fiumi prima che straripino, di controllare argini e scogliere, è ovvio, non è compito dei cittadini, e spetta alle istituzioni occuparsene.
Però a volte dobbiamo capire che l'uomo non può effettivamente far nulla.
A chi vive lì, vicino al mare, chi si vede ogni due anni portar via la strada e la casa allagata, chiedo: .vi andrebbe bene spostarvi più all'interno con una casa assegnatavi dal comune e, nelle zone a rischio abbattere tutti gli edifici per magari lasciarci semplicemente strade e "passeggi"?
Io credo che a nessuno vada bene, nemmeno io ci starei, però ragazzi questa situazione non la cambiamo con due scogli di più, è chiaro?

Non facciamo arrabbiare Madre Natura..







martedì 3 febbraio 2015

Ho deciso una cosa -spazio108-

Ho deciso una cosa e so che non importa a nessuno.
Ma l'importante è che importi a me e che poi, quello che ho deciso, lo faccia.
Ho deciso una cosa e a dire il vero non so nemmeno spiegarla, non so se devo raccontare la decisione o la cosa che ho deciso di fare.
So solo che quando decido una cosa poi ci metto un po' a farla sul serio.
Sto lì a pensare se ho preso la decisione giusta, se la cosa da fare effettivamente vale la pena farla, se gli sforzi previsti mi porteranno a qualcosa.
Ed è così che inizio a pensarci su e il tempo tra la decisione e la messa in pratica della cosa da fare aumenta, aumenta e aumenta, a volte sino all'infinito.
A quel punto allora inizio a farmi delle domande, a chiedermi se non sarebbe meglio non decidere, ma solamente fare.
Togliere tutte le decisioni, tutte le scelte dalla mia vita e fare cose, e basta.
Niente più pensieri, niente più decisioni. Solo prese di posizione immediate che si riflettono nell'immediato.
A che serve scegliere se poi la scelta che prendiamo non la mettiamo in atto?
A che serve pensare se poi i nostri pensieri non si tramutano in azioni?
Beh, a sviluppare un'interiorità più spiccata, forse. Però alla fine, nella vita, a cosa ci porta tutto ciò? Porta qualche vantaggio?
Boh, per me non molto.
Quindi ho deciso che da oggi non prenderò più alcuna decisione, farò solo le cose. Ad esempio ora studierò, e lo farò davvero, perché questa non è una decisione, ma..
Niente da fare. 
Ho fallito ancora.