Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

martedì 29 aprile 2014

La BANANA di Dani Alves.. e il web impazzisce -spazio69-

Daniel Alves Da Silva: brasiliano, color cioccolato, calciatore.

Difensore del Barça, dotato di notevole forza nonostante il suo fisico poco imponente e i suoi scarsi 172cm.. di altezza!
Aspettate.. Non ditemi che stavate pensando ad altro!! Io sì! :)
Perché in realtà ciò per cui ultimamente il nostro Dani è sulla bocca di tutti è la sua,
.. BANANA!! 
Avete capito bene! Una banana!!
No ragazzi, non ci sono doppi sensi, si parla di una vera e propria banana!!
A dirla tutta sarebbe molto meno triste, almeno in questo caso, se si parlasse di banane come si fa di solito, cioè per scherzare sulle leggende riguardo ai neri, ma questa volta, ahimè,  non si tratta di umorismo sciocchino, bensì di una triste realtà.


Vi spiego: questo giocava, dagli spalti gli hanno lanciato una banana. Immaginate voi perché. Lui l'ha presa e se l'è mangiata. 
Non ho letto in giro, non so bene se sono stati fatti chiarimenti, ma sentendo queste poche informazioni mi sono subito fatta un'idea: soliti episodi di stupidità umana.
Però non userò la parola razzismo perché secondo me non esiste più e non mi va di fare moralismi, mi limito a dire che lo hanno preso in giro, e aldilà della motivazione, più o meno triste, di questo scherno, la cosa curiosa è ciò che ha provocato.

Non farò un'analisi del genere (dis)umano e della società in decadenza bla bla bla, ma dei fenomeni sociali che si creano sulla rete.

E' bellissimo: lui mangia la banana e cosa compare sul web?
Foto con l' hashtag solidale #SOMOSTODOSMACACOS", cioè siamo tutti scimmie in portoghese.
Ma può bastare? 
No, più EQUI&SOLIDALI!
..e vai di Selfie con la banana in mano!

Interessante!
Quello che mi chiedo è se questo piccolo fenomeno della rete legato ad un aneddoto triste, ma ugualmente buffo, sia un fenomeno realmente consapevole da parte di tutti quelli che lo fanno per combattere certi atti sgradevoli o se sia una delle tante stupidate, carine e a cui anche io prendo parte, che girano spesso su internet!

Non dico che tutto ciò sia negativo, come sempre mi limito a constatare la realtà e non voglio criticare nulla, ma non riesco a capire se rischiamo che il fatto che diventi un comportamento di massa lo riduca a semplice "trend" e gli faccia perdere il suo significato iniziale.
La stessa cosa, più o meno, accadde per denunciare lo scempio riguardo le città della Terra dei Fuochi.. sono stati in centinaia, soprattutto tra i vip, a pubblicare una propria foto con scritto "Santa Maria.. NON DEVE MORIRE".
Io credo che in molti casi la consapevolezza e la voglia di avvicinarsi a chi è colpito in prima persona da certi "fattacci" ci siano. 
Ma secondo me, purtroppo, quando le cose si diffondono troppo perdono il significato di partenza e si riducono ad una simpatica maniera per prendere parte alle dinamiche del web e, a volte, per avere i 3 secondi di gloria.


In ogni caso io ci tengo ad unirmi alle fila di stolti e vanitosi, e pubblico una foto.. ma a difesa di Eva, ricordandovi che siamo tutti peccatori. 








PS. passatemi la mela marcia, era sul comodino da ieri sera..


lunedì 28 aprile 2014

Non sappiamo più stare soli -spazio 68-

Sì, ho realizzato questo: non sappiamo restare soli.

Cavolo, ogni volta che scrivo vorrei smettere alla prima riga.. Mi viene in mente che prima di esprimere un pensiero bisognerebbe mettersi d'accordo sul significato delle parole per capirsi a fondo. Ma è impossibile!
E allora entro in un vortice di pensieri, di significanti, significati, immagini, che mi fanno uscire veramente pazza!

Ma quello che ho detto, lo ripeto, non siamo in grado di stare soli.
Io, tipo, ora, ho facebook aperto, whatsapp in mano, e la tv accesa.

Questo dimostra quanto ci risulti ormai difficile restare soli.
Ecco, hai letto questo hai letto tutto.
Puoi non continuare, perché mi ripeterò.
Ma se hai bisogno di compagnia. se anche tu non sai stare solo e la mia voce che ti parla nel cervello mentre scorri lo sguardo su queste parole ti dà tranquillità, beh, continua.

Vado in autobus e tutti guardano il cellulare, sono in ascensore e si guarda il telefono, la gente che cammina per strada ne ha in mano uno..
In auto, scommetto che anche voi lo tenete a portata di mano per dare un'occhiata ogni tanto.
E' assurdo!
Siamo così abituati ad essere continuamente collegati col mondo che anche cinque minuti soli, con i nostri pensieri, ci fanno sentire depressi. Del tipo che ci mettiamo ad ascoltare "ALL BY MYSEEELF" al buio in camera, se ci va bene. Altrimenti siamo già in ferramenta a comprare una corda.
Allora perché non stare sempre online?!
In fin dei conti ci aiuta a sentirci meno soli..

O forse no.. Beh, parliamoci chiaro cari amici fatui, il nostro modo di vivere rappresenta la forma più alta di solitudine. Perché ci sentiamo meno soli, è vero, ma abbiamo la compagnia del nulla, del vuoto; una voce che parla in tv o gli aggiornamenti di stato che ci ritroviamo nella home in tempo reale non sono una vera compagnia..
Però è così, l'illusione che lo sia c'è, e perché farne a meno? 
Tanto chi si sente solo, è solo comunque.
Chi si sente amato, sta bene in ogni caso.
Comunque io non critico niente e nessuno, constato le cose e basta.


mercoledì 9 aprile 2014

Come scegliere i propri rappresentanti politici? -spazio67-

Sono stata fortemente spinta a scrivere questa breve nota da un fatto che mi stupisce positivamente e che, allo stesso tempo, mi mette di fronte a forti dubbi: c'è una intensa e partecipata mobilitazione delle masse, soprattutto tra i più giovani.
Non so perché ma tutto questo trambusto mi ricorda l'Opera nazionale Balilla o, perché no, i sessantottini tanto citati in ogni dove; si respira un'aria nuova, soprattutto nel web. 
Ogni giorno vengo a sapere di miei coetanei "schierati" con questo o quel partito, con questa o quella lista civica. L'unico requisito è essere maggiorenni in molti casi. No, dai, scherzo: sto notando un leggero aumento delle doti diplomatiche e dialettiche tra i giovani, e forse anche della materia grigia. Tutta apparenza?
Dai, scherzo ancora.. Sia chiaro, non voglio criticare e non voglio abbassarmi, (passatemi questa legittima immodestia) a fare il mestiere di certi giornalisti che pensano che il lavoro dell'informare e del commentare si possa ridurre ad una semplice ed aspra critica, spesso senza una vera e propria cognizione e consapevolezza.

Fatto sta che non riesco a capire la posizione né di una né dell'altra parte.

I politici, i candidati, cercano consenso tra le masse, come è giusto che sia, e cercano di coinvolgere usando i mezzi più economici e comuni che abbiamo in circolazione: i social network. Poi fanno incontri, conferenze, parlano, chiamano, chiedono. Apprezzabile come cosa, ma spero non siano delle mere macchinazioni per raccogliere voti INCONSAPEVOLI ed ingenui. Perché dai, a volte quel che dicono è aria fritta. Ma noi, generazione dei selfies e degli hashtag, cosa vuoi che ci capiamo?

Dall'altra parte noi giovani siamo attirati, forse, da questo mondo e dalle opportunità che si pensa offra: che idea hai di politico? Io penso ad una cosa: soldi. Ciò che dico è riduttivo ed è chiaro che chi si candida come consigliere, o al massimo assessore, per un comune di 60mila abitanti non aspira ad un posto in politica per arricchirsi. Sono convinta che chi entra in questi affari lo faccia esclusivamente per un nuovo e riscoperto senso di appartenenza alla propria città.
Bello pensare questo, sarebbe bello che fosse così per tutto l'anno però, in ogni circostanza, e non solo in periodo di elezioni.

Ma ripeto, non voglio assolutamente fare una critica a questa mobilitazione generale: avrei molte cose pungenti da accennarvi ma, come ho anticipato, si tratterebbe di una sorta di basso giornalismo che non mi piace fare.
Oggi ho deciso di tenere la mia parte acida solo per me!

Evito quindi di fare sarcasmo ed ironia, e in questa sede, e vi faccio notare che riappaio dopo mesi di silenzio, voglio solo constatare la realtà, magari anche rifletterci su e provare ad arrivare a qualche conclusione spiccia riguardo ciò che concerne il voto, la politica, i nostri diritti e il nostro dovere di partecipare alla vita pubblica dei nostri comuni e, magari indirettamente, della nostra Nazione.

Come dare un voto consapevole?
Come NON votare un partito o una lista per la semplice presenza di un amico tra i candidati o tra i supporters?
Anche perché poi, se vogliamo parlarci chiaro, ora come ora c'hai un amico per ogni movimento esistente. Che sia in comune, in provincia o in parlamento..

Non lo so, in tutta sincerità non lo so. E se fino ad un paio di anni fa non mi preoccupavo nemmeno di non sapere, ora un po' mi sento in colpa all'idea di essere così ignorante. 
Soprattutto perché non ho più scuse: ci sono decine di incontri ogni settimana in cui vengono presentati programmi, idee politiche, dozzine di post pubblicati da questo o quel candidato su Facebook.
Un'idea me la potrei anche fare..

Il problema è che qui, visti i numeri sempre crescenti dei partecipanti alle politiche, ogni parte può apparire convincente e allo stesso tempo ridicola.
Non so voi, ma io mi metto tra quegli stolti che negli anni '20 diedero il consenso al Duce.
Un po' di urla, (e anche se non si registrano in decibel vi assicuro che anche adesso il linguaggio politico prevede urla, eccome se le prevede), promesse o slogan esaltanti ed io mi lascio convincere.
Poi però il mio pseudo cinismo mi porta anche a disprezzare non solo idee e proposte, ma anche qualsiasi cristiano esistente sulla faccia della terra che si improvvisa "funzionario dello stato".

Quindi, il consiglio spassionato che do a me stessa e a chi, come me, non ha mai le idee chiare su nulla, è di informarsi, giusto un po', e rimanere coerente con le proprie convinzioni in ogni caso.

Ecco, considerando che le mie convinzioni morali ed etiche sono piuttosto particolari e che probabilmente non troverò ideologie affini alla mia, qui, ora, chiedo apertamente consenso alle masse per un possibile partito unico, identificato con Me.



E fu così che tutti i propositi di non fare "basso giornalismo" andarono in fumo..