Sono quasi sparita e so che non importa a nessuno, non mi va più di scrivere, tanto meno di pubblicare ciò che scrivo.
Sono entrata in una fase di alienazione totale e non mi sento più in grado di comunicare.
Non so più che fare della mia vita e sono in un vortice di dubbi e pensieri sul mio futuro.
So solo che ho iniziato a distaccarmi da qua dentro, dal pc e dal resto.
Mi sento come schiava di sta roba.
Il mio profilo fb è tutto nero, e preferisco che nessuno possa vedere il mio bel faccino qui sul web.
Non ho più internet nel cellulare e lo faccio solo per una questione di salute mentale.
Non per soldi.
Se ho internet sempre con me sto perennemente connessa. Sto in continuazione ad aspettare messaggi o a guardare accessi o a postare selfie. E tutto ciò mi fa schifo.
Così non ho più un contratto internet e son passata dalla fissa dello sguardo al cellulare alla fissa per la ricerca di un wifi.
Una dipendenza si sistema con un'altra dipendenza. Bene..
Il problema non è arginato del tutto, come vedete.
Però devo dire di aver scoperto che il wifi è ovunque ormai. Vi giuro!
Nel centro della mia città c'è praticamente ovunque. All'aeroporto c'è, giù al porto arriva da qualche parte. Al Joiland c'è, al Furlo, sotto, dove c'è il bar c'è.
Ad Acquapartita c'è. Boh, c'è davvero ovunque.
Quindi dai: non avere il 3g è anche una maniera per sorprendersi continuamente delle piccole cose, come trovare un wifi libero, per esempio!
Preferisco non averlo più perché adesso quando sono in auto sono del tutto sola, per forza, non sto ad aspettare il messaggio e non scrivo a nessuno. Penso tra me e me e basta. Al massimo ascolto la radio.
Quando aspetto un autobus, quando aspetto qualcuno in macchina, quando cammino, non ho internet e non tengo il telefono in mano. Mi accorgo di altre cose.
Come ho detto è vero, la dipendenza c'è ancora. Ho solo eliminato un mezzo per manifestarla, però mi sento più libera.
Se andrò al mare starò nel lettino e non avrò la tentazione di caricare ridicolamente il selfie appena fatto.
Nel mio caso non avere la rete mobile è un modo per fermarsi a riflettere prima di fare cose ridicole e mi lascia il tempo necessario a capire che devo lasciar perdere e che la mia vita è mia e basta.
Beh, per fortuna io non ho mai postato davvero i cavoli miei. Son sempre stata tipa da musica o link scemi, giusto qualche foto per saziare la mia vanità, ma niente di più.
Però il rischio di far cavolate irrimediabili c'è sempre, e per fortuna ho capito come evitare di correrlo!
Avete visto tutti quelli che sono in vacanza e postano 3200 foto? Stati? Posizioni?
Beh, io questo non lo facevo nemmeno prima per fortuna, ma quando vedo la home intasata da status di una sola persona che racconta al mondo tutta la sua vita mi sento fortunata. Ma davvero.
Per non parlare di chi è palesemente in una fase depressiva della sua vita, magari è stata lasciata, e posta 1000 canzoni al minuto, 10 stati, condivide gli aforismi del Dalai Lama e cambia 42 volte foto del profilo e di copertina, rigorosamente in coppia perché le due foto devono essere in tinta.
Ecco, a me tutto ciò fa tristezza.
Comunichiamo una forte incapacità di stare soli e di godere della vita e basta, senza esternare agli altri ogni singola cosa.
E mi è servito togliere internet proprio per questo. Non c'era momento in cui non stessi ad aggiornare la home di fb o che non pensassi a foto da postare. Facevo le foto solo pensando "questa la carico!", e non mi godevo nemmeno lo scatto in sé.
Mi è servito anche togliere l'applicazione di fb dal cellulare. Sì, perché se ce l'hai un occhio ce lo butti. Se non ce l'hai non hai voglia di entrare su internet, cercare il sito su google, accedere e il resto.
Ogni tanto lo fai, però molto più moderatamente.
E' stata una terapia d'urto che mi sono in un certo senso imposta, mi ero data una scadenza. "Resisti fino a Pasqua, giusto un mese e mezzo, poi puoi rifarti internet, rimetti le applicazioni e il resto". Inizialmente credevo che tempo due giorni e avrei riscaricato tutto e sarei corsa alla TIM, invece no. Mi son trovata bene. Quindi son rimasta senza.
Ora però voglio passare allo stadio successivo: l'uscita reale dalla dipendenza con la piena consapevolezza di sé e delle cose che mi circondano.
Il passo successivo è avere la rete mobile ma vivere come se non ci fosse.
E' quando la dipendenza ce l'hai a portata di mano e però la snobbi che ne sei davvero fuori.
Siamo ne XXI secolo, non posso negare l'utilità e la normalità nell'utilizzo di certe cose. Non posso essere incivile e rischiare che la gente mi contatti su whatsapp ed io, ovviamente, non posso rispondere se sono in giro e li faccio incavolare tutti.
Devo adeguarmi alle cose del mondo, quindi devo avere la rete mobile.
Però devo averla e riuscire a non esserne dipendente.
Voglio che se son ferma in macchina aspettando qualcuno tengo il telefono nella borsa, con internet accesso ovviamente, così se arriva un messaggino lo sento, ma non che mi metto a guardare instagram o facebook o non so che.
Io non riesco a leggere un libro, a studiare, a far nulla, perché aggiorno la home, guardo la gente online, leggo articoli su google.
Vi pare normale?
Io non credo.
Ci facciamo assorbire!
Io un po' ne sono uscita, riesco a stare su sedile dell'auto aspettando qualcuno senza guardare il telefono.
Al massimo mi tolgo le doppie punte;
mamma dice che a sto punto è meglio essere un po' dipendenti da internet che rimanere pelata.
Che dite?
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