Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

lunedì 4 novembre 2013

Denunce a caso #2 -spazio41-

Oggi non sono molto ispirata, se ascoltassi la mia vena creativa non dovrei stare qui a scrivere..
Però ormai ho il mio giro di lettori, ho delle scadenze, delle pretese, delle aspettative, devo pubblicare qualcosina, e in fretta.
Altrimenti mi sembra di non adempiere al mio lavoro. Quindi, come tutti gli scrittori e giornalisti di media fama che si rispettino sono costretta a dirvi due cavolate.
Sia chiaro, ho detto "media fama" non di sproposito: è quel punto della carriera in cui non si è tanto famosi da potersi permettere di aspettare la prossima ispirazione e campare di rendita dai successi precedenti, ma non si  è neppure tanto sconosciuti da potersi permettere di fare pause di riflessione artistica che durano settimane poiché nessuno si accorge della nostra assenza.

Beh, la realtà è che io non rientro neppure nella media fama, sono nella fase di transizione tra l'essere sconosciuti e mediamente famosi..
Ihih, lo dimostra il fatto che vi espongo liberamente e in tutta sincerità il fatto di non essere molto ispirata e di non avere nulla di profondo di cui parlare.
Si denota una certa umanità in tutto questo, qualità che la fama oscura un pochino. Quindi forse sono del tutto sconosciuta e i miei sogni di gloria sono vani.

Veramente non è che non ho ispirazione, sono più che altro molto stanca, e quando la stanchezza è veramente pesante non riesco nemmeno a pensare, ma una cosa voglio farla: DENUNCIARE le ingiustizie!

Datori di lavoro DISUMANI, ascoltatemi: in passato voi imprenditori, padroni di ditte, grandi industriali, vi potevate permettere di sfruttare i lavoratori come una risorsa qualunque. La manodopera la consideravate al pari delle materie prime e dei macchinari. Poi qualcuno è arrivato e ha cambiato un po' le cose. Gli operai, i dipendenti hanno aperto gli occhi, hanno smesso di sentirsi degli oggetti a disposizione del padrone, hanno iniziato a chiedere diritti: basta orari di lavoro improponibili, basta sfruttamento, basta ingiustizie.
Sono nate le corporazioni, i sindacati, ed effettivamente ci sono stati sviluppi MOLTO positivi per i lavoratori, al punto che se ci consultiamo con qualche imprenditore va a finire che adesso sono loro a rimetterci per imposte varie che devono pagare per conto dei dipendenti.

Ma io cosa voglio dire adesso?
Voglio forse fare la comunista e gridare a gran voce contro il capitalismo?!
No, sia ben chiaro. Avrei fatto il nome di Marx, avrei parlato più nello specifico se fossi stata preparata in materia, ma non lo sono abbastanza né per sostenere ideologie di "sinistra", né per abbattere quelle di "destra".

Come sempre faccio discorsi semplici e chiari, che più o meno filano. E non ci sono dietro ideologie o moralismi, ma una denuncia.
E' una denuncia molto breve ma intensa: DATORI DI LAVORO, abbiamo ottenuto molti diritti, lavoriamo lo stretto necessario, non facciamo orari assurdi, qui in Italia spesso facciamo meno di quel che serve e di ciò che potremmo fare, siamo inefficienti, improduttivi, non siamo di certo all'altezza dei tedeschi. Ma questi diritti sono nulla in confronto al valore che abbiamo. Dovete trattarci con umanità. Se mi dai lavoro, se io "dipendo" economicamente da te non sono assolutamente di tua proprietà, non mi tratti come ti pare, non mi tratti come un tuo inferiore in senso umano. Mi rendi partecipe delle tue decisioni, crei un rapporto di fiducia con me, un rapporto umano e non prettamente lavorativo.
Altrimenti perché non sostituire tutti con le macchine?
Perché le persone fanno la differenza proprio per l'intelligente umanità che hanno.
Basta datori di lavoro indisponenti, basta!
E basta anche noi lavoratori sfaticati e pretenziosi!
Ognuno faccia il suo, e staremo tutti meglio!


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