Ecco, questa è una delle minchiate più grosse che io abbia mai sentito, una di quelle cose paradossali e piene di ignoranza che mi fanno pensare "ecco, ho di fronte l'ennesimo cerebroleso".
Non sopporto questa cosa, soprattutto se detta da 16enni incalliti durante l'ora di religione a scuola.
Poi sopporto ancora meno questa cosa se la vedo scritta tra le informazioni nel profilo di Facebook sotto la voce "orientamento religioso". L'ultima che ho letto diceva "Credo in Dio ma non nell'istituzione clericale".
E' come se sotto l'orientamento sessuale una donna mettesse "Sono etero ma ho un ripudio verso il membro maschile".
Oddio, mi si ribalta il cuore ed anche il cervello. Come si può essere tanto ignoranti?
Eh sì, cari miei amici BATTEZZATI AL CATTOLICESIMO, viventi in un paese cattolico, che si dicono CREDENTI non praticanti, prima di dichiararvi qualcosa pensateci a cosa dire, altrimenti astenetevi dal rispondere. Preferisco che mi si dica non credo, non mi interessa, non credo, non rispondo a questa domanda, ti odio cattolico perbenista, piuttosto che sentire questi LUOGHI COMUNI tipo "credo in Dio ma non nella chiesa". Ma ci avete capito nulla?
Basta. Sto sbagliando tutto, non mi sto comportando come il mio cuore mi dice di fare. Seguo l'impeto dei miei nervi e non va bene. Mi son sfogata, ora basta.. Sarò più cordiale e diplomatica.
Ecco. Vi parlo da credente in continua ricerca, da cattolica convinta in continuo interrogatorio con se stessa, e vi dico: non si può essere cattolici senza sostenere anche la nostra chiesa. Mi dispiace, ma è così. Quindi, se vi viene chiesto se credete in Dio potete rispondere tutto tranne "Sì, ma non nella chiesa". E vi dico perché.
1- Credere in Dio non implica per forza essere cattolici, ergo non implica credere nella chiesa cattolica
2- Nel caso in cui nella domanda è implicito parlare del Dio così come è inteso dai cattolici allora questa risposta è del tutto fuori luogo visto che l'istituzione della chiesa è qualcosa di divino considerando che il primo Papa è stato direttamente scelto dal Figlio di Dio.
Quindi, che poi la chiesa sia fatta di uomini e sia piena di contraddizioni, scandali, e ciò che volete, cari miei, se siete credenti, se credete in un Dio d'Amore che per noi si è donato non potete non vivere l'Eucarestia e non sentirvi parte di una chiesa, di una comunità che condivide una fede, un perdono, e magari un giorno anche qualcosa in più.
Dire di credere in Dio e non praticare, non pregare, non ascoltare la sua parola la domenica, è come dire di amare una persona e non chiederle come sta, cosa ha fatto durante il giorno, non farle un sorriso dolce, non interessarsi a lei.
E non sono sentimentalismi gratuiti, ve lo dice la più cinica che esista, ma è così; quando si ha fede in qualcuno significa amarlo, e amare significa vivere una relazione con una persona, comunicare, dichiarare i propri dubbi e le proprie certezze, le cose positive e quelle più brutte.
Se noi non preghiamo, non ci interessiamo di rivivere ciò che Cristo ha fatto la domenica, di ascoltarlo, come possiamo dire di credere in lui? Come possiamo dirci fedeli?
Siamo i più grandi traditori che esistano.
Poi, ricordate, il Signore ha scelto un uomo come suo figlio, e una donna come sua madre, perché non dovrebbe affidare ruoli molto meno impegnativi ad altri uomini? Ovviamente con i loro limiti, con i loro errori e le loro crudeltà, ma noi non possiamo farci fermare da questo. Sono peccatori come tutti noi e questo non è un motivo per non vivere a pieno la nostra fede. Anzi, è proprio quando ci troviamo di fronte al peccato che la nostra fede deve essere più forte e sperare, o sapere, che ci sarà presto un perdono.
Mi spiace se appaio fanatica, bigotta o bacchettona, ma sto solo aprendo il mio cuore e cercando di condividere le mie sensazioni, di farvi capire perché, a 21 anni, uno spazio per "praticare", come dite voi, io l'ho trovato, senza sforzo e senza che nessuno me lo imponesse.
Poi ricordate, Gesù ci dice di pregare soli nelle nostre stanze, di non farlo ritti negli angoli delle piazze, quindi possiamo anche fregarcene di dire agli altri se e come lo facciamo, ma non mettiamo da parte il rapporto con il Signore per seguire questa moda del "Credente non praticante". Mi spiace, ma non esiste..
PS. per i miei amici atei, agnostici, per quelli che non condividono niente dei miei pensieri.. Ecco, non mi sono rivolta a voi, sia ben chiaro, con voi i discorsi sono altri e non li affronto perché spesso è tutto inutile e non voglio fare l'evangelizzatrice di nessuno. Quindi, niente, per dirvelo!
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