Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

lunedì 4 dicembre 2017

L'ovvietà non si può dire -spazio130-

Mi è parso di capire che ormai l'ovvio vada ovviato. Cioè bypassiamo l'ovvio, saltiamolo. Preferiscono che si parli sbagliando di cose non ovvie che dell'ovvio giusto.
Allora io un giorno scelsi di dire cose ovvie in modi meno banali, di fare, ovvero, virtuosismi con le parole. Pensavo, dunque, di fare cosa gradita a quei quattro presuntuosi che si permettono di condannare chi predica l'ovvio anche quando la cosa predicata produrrebbe positività per il mondo intero. Invece poi, questi, si lamenterebbero della poca comprensibilità della cosa, dell'eccessiva ricercatezza che sfocia nel ridicolo. Io, quindi, mi altererei e passerei dal virtuosismo alla volgarità che, è ben noto, è cosa assai più efficace quando si tratta con degli spocchiosi delle parole.
Quindi via di insulti, parolacce, urla, e lì allora tacciata per ignorante e nervosa.
Mi dissi dunque, mi direi un domani, facendo un mix di tempi e modi verbali: ma non è che a star zitti si fa meglio?



Per me è no.

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