Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

martedì 24 aprile 2012

Londra: una vita in metro -spazio9-


Sono di ritorno dalla famosissima città di Londra - UK. 
Ci sono andata con la scuola, in gita, 5 giorni: è stato figo.


Inizialmente ero qui per fare una specie di resoconto di questa esperienza ma ora mi sto rendendo conto di non essere ancora bene in grado di comporre frasi di senso compiuto e tanto meno di scrivere con una tastiera; ho tanto sonno arretrato da recuperare e tanti chili appena presi da perdere. Passerà del tempo prima di poter tornare in forma fisicamente e psicologicamente..
Ma ormai sono qui e provo a raccontarvi un po' di fatti curiosi;
Sono tante le cose da dire su questo viaggio (potrei parlare a lungo degli aerei e degli aeroporti, della pioggia, del cibo, delle PRESE elettriche, delle strade), ma voglio soffermarmi a descrivere in particolare una cosa caratteristica di Londra che mi ha colpito.

Londra si può descrivere utilizzando un semplice aggettivo: FRENETICA.
Sì, è una città davvero frenetica; la gente corre dal mattino presto fino a tarda sera, mangia in piedi, da sola, non si cura degli altri, il passo è sempre svelto, non c'è neppure tempo per aprire l'ombrello quando pioviggina, tutti sono al telefono, e MOLTI hanno un telefono costoso, hanno l' i-phone, quello della Apple, quello figo, TUTTI hanno un telefono costoso, hanno l' i-phone, quello della Apple, quello figo: anche l'Homeless ce l'ha, io no.. 

La tipica frenesia di Londra si nota in particolar modo in Metro, o meglio, nell' UNDERGROUND.. 
E' qui dove tutti corrono, si sentono eco di SORRY o di EXCUSE ME per i corridoi, la gente si fa largo tra la folla scusandosi in continuazione: sorry è decisamente la parola che ho sentito pronunciare più volte, da Inglesi e Non: sicuramente non si può dire che i Londinesi siano maleducati; sussurrano sorry anche quando sei tu a sferrargli un gancio per farti largo e per trovare un posto a sedere.

In metro tutti corrono, e anche sulle scale mobili.. Assurdo!
Sulle scale mobili si sta fermi, sono le scale a muoversi!! Ma loro corrono, si scusano ovviamente e corrono, corrono, corrono, con bicchieroni di caffè annacquato tra le mani, con i-pad, i-phone, i-pod, borse, giornali, cibo fritto e altre cianfrusaglie. 
Sulle scale mobili se vuoi stare fermo devi metterti a destra perchè a sinistra c'è una sorta di corsia di sorpasso per le persone che vanno di fretta. Se stai sulla sinistra, fermo, ti sentirai assalire da una marea di sorry e sarai costretto a metterti a destra. Mi è accaduto le prime volte.. Che trauma!
Poi vedi questi Londinesi esporre velocemente il loro TICKET nella macchinetta e superare le sbarre  senza alcun problema, con molta naturalezza, senza mai incappare in intralci vari come invece a noi italiani è successo più volte.. Eheh
Poi corrono ancora: vanno verso l'EXIT, oppure verso un'altra PLATFORM.. Ed è qui che ci si chiede come mai corrano così velocemente: ci sono treni ogni 2 minuti, non ci sono problemi di coincidenze, non ci sono file da fare.. Ma loro corrono, e si scusano.

In metro si vedono tante facce, ci sono tante persone, si sentono tanti odori, si sta in piedi appiccicati come sardine e ci si appende negli "appositi sostegni verticali o orizzontali".. Si sta anche a sedere e si osserva il passeggero di fronte o il riflesso sul vetro..
Continuamente ci sono annunci da parte del capotreno o di non si sa chi, che avvisano che si sta per arrivare a THE NEXT STATION. *Piccadilly Circus, London Cty Airport, Covent Garden.. 
Ad ogni arrivo la voce ignota ripete "MIND THE GAP BETWEEN THE TRAIN AND THE PLATFORM" per ricordare di non cadere nel dislivello tra treno e piattaforma scendendo dalla metro..

Comunque le Metro inglesi sono pulitissime, non ci sono scritte sui muri, non ci sono "rigoni neri" di sporco, non vedi cicche di sigarette a terra, e neppure nei binari.. Non ci sono cartacce o bottiglie in giro, e non ci sono seggiolini rotti o completamente sudici! E questo è bello.

Le linee sono più di 30, il servizio è efficiente, ma anche costoso..
Il mattino la metro apre alle 6.00, ma la sera chiude "presto" per gli standard italiani, a mezzanotte.

Ecco: se abiti a Londra la tua vita deve aver per forza a che fare con una Metro.
Le vie sono lunghe, è impossibile spostarsi a piedi. C'è traffico e le strade hanno un difetto di costruzione. Le hanno "fatte", erroneamente, al contrario. E' cosa solo per pochi audaci.
Devi prendere la metro, e correre, correre, correre, senza scordare di chiedere SORRY ad ogni sorpasso!


Se volete vivere virtualmente un viaggio in METRO a seguire trovate il testo della canzone qui sopra che descrive perfettamente un viaggio in UNDERGROUND.

La metro dei riflessi,
gli sguardi verso il vetro, 
gli appositi sostegni verticali, 
le mani che fatali li discendono, 
e quelli orizzontali, in alto i polsi e gli orologi 
viaggiano da soli. 
La metro, i seduti di fronte 
sono semplicemente gli avanzati 
dal viaggio precedente 
che andava dove vanno 
tutti i presentimenti, eccetera. 
In un soffio di porta, fa' l'ingresso 
la bella incatenata a testa alta; 
invece i viaggiatori 
sono entrati 
col capo chino, e l'umiltà dei frati. 
Bella incatenata dai sui stessi ormeggi: 
la cinghia della borsa, 
e stringhe mosce, 
e fasce di camoscio e stratagemmi 
dei morbidi tormenti d'organzino. 
Si fa la trigonometria, 
nei finestrini corrispondenti agli occhi alessandrini, 
di lei che guarda fissa 
un suo sussulto fuso nel vetro, 
che le ricorda tanto un suo sussulto. 
La metro piomba nella galleria, 
come un eccetera eccetera, 
che continua tremante veranda di lettura, 
da un attico mittente, tutta giù a fendente. 
E più di tutti 
i giornali e i giornaletti 
ha successo una scritta: 
In caso di necessità 
rompere il vetro, 
e tutti i trasgressori saranno 
eccetera. 
La metro si avvicina 
alla stazione prossima e rallenta. 
I posti a sedere, 
ad occhio e croce: 
diciamo trentasei; 
le scale sono mobili, 
ma le pareti no, 
e fermi i corridoi; 
la folla passa e sale. 
La metro accelera, 
eccetera, eccetera, 
e puntini di sospensione


Da "La metro eccetera" 
di Lucio Battisti - Pasquale Panella


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