Non ho idea di che cosa scriverò in questa sorta di blog..
Pensieri, cose, eccetera, eccetera e puntini di sospensione..



SE NON MI CONOSCI BENE NON FARTI IDEE SU CHI SCRIVE, OVVERO ME.
Non sono quello che scrivo, sono ANCHE quello che scrivo, ma in genere quando scrivo sono in condizioni di dubbia stabilità, tipo sonno, rabbia, tristezza, euforia, quindi non farti idee sbagliate su di me. Se vuoi capire come sono conoscimi e frequentami per almeno 45 anni della tua vita.

giovedì 18 settembre 2014

"Pensare a cose per non pensare a niente" Diario di Bordo #3 -spazio88-

Pensare a cose per non pensare a niente

Sto pensando a tantissime cose, tantissime stupidate, tantissime! E tutto ciò per distrarre la mia mente dalla serietà e dalle preoccupazioni per il mio viaggio in procinto di iniziare.
So che per voi esagero ma, a meno che non ci siate passati e soprattutto a meno che voi noi siate me, non potete capire. 
In questi momenti è tutto un vortice di emozioni, inspiegabile. Sensazioni contrastanti che  ti fanno passare dall'euforia e la voglia di partire e spaccare tutto con frasi tipo "Dai mammamia non vedo l'ora di mandare tutti aff.. ed essere là", alla disperazione totale tipo "Oddio no mamma ti prego vieni con me, dormi con me, mi fai da mangiare mi abbracci, porto tutte le mie cose, non prenderò la metro e non me ne frega né delle feste né dei ragazzi. Stiamo insieme e sono serena".
Ma, come dicevo, per evitare queste scomode emozioni io evito di pensarci. Non ci penso e la vivo come sempre faccio con le cose che potrebbero preoccuparmi: penso ad altre cose, a cavolate, sto nel letto, dormo, mangio, sto al PC, guardo la TV, penso a cavolate, poi faccio passare il tempo senza fare nessuna di quelle cose serie che forse renderebbero meno preoccupante la cosa che mi fa preoccupare e, se le facessi, probabilmente eviterei di perdere le mie giornate a pensare a cavolate e a fare cose inutili perché non sarei più preoccupata e starei serena anche se pensassi all'origine della mia preoccupazione, poiché ormai avrei risolto gran parte dei problemi legati ad essa.
Sì, sto delirando.

Ma non vi ho ancora detto a cosa pensavo: mi ricordavo un aneddoto particolare risalente alle mie scuole medie.
Ricordo che un giorno il nostro professore di italiano riportò i temi e fece salire un ragazzo alla lavagna chiedendogli di scrivere la parola PROPRIO. Fu esilarante: scrisse ovviamente PROPIO ma quando tutti ridemmo ed il professore alzò il sopracciglio lui cancellò e, convintissimo, riscrisse la parola: POPRIO. No ragazzi, faceva troppo ridere!

Devo partire e devo fare ancora varie cosette: non so cosa e non voglio nemmeno pensarci.
So che stasera per cena mi preparano il purè con le patate, una delle cose che più amo mangiare. 
Ecco, a questo punto sento troppa ansia e penso di non poter più resistere qua.
Vi saluto.
Forse sarà l'ultimo diario scritto dalla mia camera a Metaurilia, ovviamente nel 2014.
Spero di continuare ad aggiornarvi sulla mia avventura anche dalla Spagna! Mille baci, Vani!




2 commenti:

  1. Ciao Vanessa! ;)
    Ho scoperto per caso, in realtà, il tuo blog vagando qua e là per Blogger perché non avevo voglia di iniziare a studiare trigonometria.
    Però sono contenta di averlo scoperto! Mi piace questo tuo "diario a metà", mi piace molto, così come apprezzo molte delle riflessioni che ci scrivi. Spero davvero che continuerai a scrivere anche arrivata in Spagna!
    Minerva


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  2. Grazie mille carissima Minerva!
    Mi piace avere lettori "misteriosi" (in genere mi legge solo qualche conoscente!).
    Spero continuerai a seguirmi e a commentare così finalmente do un senso a questo "blog"!
    Grazie ancora!

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