Ho capito che il numero di cavolate che
dico, ops, il numero di post che pubblico, è inversamente proporzionale alle
ore di lezione all'università che mi sorbisco ogni santo giorno.
Beh, è ufficialmente iniziato l'anno
accademico e questo sapete che significa?
Niente studio matto, niente quaderni o
evidenziatori sparsi ovunque, nemmeno serate da sballo tipiche degli
universitari. Almeno non per me.
Nel mio caso si tratta molto semplicemente di sveglia presto, un'oretta di
macchina, 8 ore di lezione FITTE, altra oretta di macchina, cena volante e via
di corsa ad uno dei miei tanti impegni serali (non vi illudete, non si tratta
di nulla di losco o passionale, tutt'altro!). Ah, sì! Tra un affare e l'altro a
volte cerco anche di incastrarci una doccia :)
Stavo riflettendo sulla quotidianità e
sulla vita pratica, niente pensieri esistenziali o viaggi mentali per
rispondermi a domande tipo "Perché esisto? Chi sono io? Chi mi ha
creato?"
Semplicemente volevo arrivare a capire se
IO preferisco i periodi di nullafacenza TOTALE, sveglia tardi, pomeriggi al pc
o sul divano a mangiare e ad annoiarsi, serate trascorse a cercare qualcuno con
cui trascorrere la serata, che ovviamente non trovo mai, altrimenti non le
trascorrerei a cercare qualcuno ma CON qualcuno, oppure se preferisco i periodi così
pieni da non trovare DAVVERO il tempo per una doccia che duri più di 2 minuti e
di asciugare i capelli. Voglio arrivare a capire cosa preferisco tra le due cose per poi fare in modo di vivere più orientata verso uno stile di vita piuttosto che un altro.
Probabilmente non sono tra le persone più
attive e produttive di questo mondo. Ma vi assicuro che non mi voglio lamentare
per pigrizia o semplicemente perché sono una tipa lagnosa, ma perché davvero ci
son momenti in cui non mi sembra di poter respirare. Eppure, direte voi, stai
scrivendo su questo coso, pubblichi continuamente su Facebook o Twitter, ti
pare una vita piena e indaffarata? Beh, sì, perché mentre sto su FB e pubblico
una cavolata guido, e mentre scrivo 'sti post sono all'università nella mia
pausa pranzo, mentre mangio di corsa. Diciamo che uso il pc come fonte di relax momentanea. E poi, se vogliamo dirla tutta, dovrei approfittare di questa oretta di pausa pranzo per leggere uno dei 25 libri assegnatimi. (?!?!?)
Beh, ripeto, beh, chi mi conosce sa che se ho un'ora libera NON la
passerò MAI a studiare, leggere cose di natura scolastica-universitaria.
Per meglio dire,
NON sfrutterò mai il mio tempo libero per fare il mio DOVERE. Lo passo facendo
il mio PIACERE, e a meno che non ci mettiamo tutti d'accordo e cambiamo dicitura al
tempo "libero", chiamandolo "tempo da usare per studiare-leggere e
fare il proprio DOVERE" io farò cose che mi danno piacere, anche se non sono propriamente produttive.
Beh, comunque alla fine non so cosa preferisco. E' vero che
non avere il tempo per un'uscita improvvisata o per una doccia che duri 10 minuti mi mette un'ansia tale da non
riuscire a far nulla con tranquillità, neppure le cose programmate da mesi,
però d'altra parte stare a casa tutto il giorno, come ho fatto fino ad un mese
fa, prima che iniziassero i corsi, è frustrante, noioso, demotivante.
So che la vita è un ciclo, un circolo di
alti e bassi, momenti intensi, stancanti ma "ricchi", che si
alternano a momenti di relax totale ma così vuoti e noiosi, però la mia passa
davvero da un estremo all'altro.
Non esistono vie di mezzo..
A volte si dice la grossa cavolata che si
vorrebbe stare una vita intera a far niente, senza lavorare e facendo i
mantenuti. Beh, io non lo auguro a nessuno, proprio a nessuno. Penso sia una
delle cose più frustranti e noiose che ci possano capitare. Non insulto chi si
fa mantenere, anzi, un applauso per l'intraprendenza, ma sostengo che far niente
tutto il giorno non possa essere appagante. Cioè, almeno a me non piacerebbe farlo per lunghi periodi.
E poi non è vero che poi uno che ha
molto tempo libero lo usa per fare chissà cosa, magari parte con l'idea di fare mille cose
esaltanti, ma arriverà a trovare il far niente come qualcosa di così noioso e
piatto che non avrà nemmeno più voglia di riempirlo e finirà per stare tutto il giorno chiuso in casa a mangiare, guardare
film, e, se gli va male, ad ordinare qualcosa da bere al solito bar la sera.
Boh, chi non fa niente tutto il giorno, senza alcuno scopo (e non dico senza uno scopo nella vita, ma senza nemmeno un obiettivo poco ambizioso per la giornata, nemmeno lo scopo più stupido come "devo arrivare vivo a stasera") me lo immagino come in quei film americani: gente depressa al bar che ordina alcolici, sola, trasandata, una cosa deprimente.. No?
A me i periodi di TOTALE nullafacenza
danno questa sensazione, mi sento una deficiente incatenata in un qualcosa di vuoto
da cui non si esce, come esci dal niente se non esiste? Non esci, ci stai,
perché alzare un braccio, quando sei abituato a far niente, stanca, meno ne fai, meno ne faresti.
Più ne fai.. MENO NE FARESTI. Sì, il
concetto è questo, io "ne farei sempre meno", non sono attiva e
produttiva ve l'ho già detto.
A parte gli scherzi, se ti svegli a
mezzogiorno e stai in pigiama fino alle 4, non pensare che una doccia, un po'
di trucco, i capelli ordinati possano darti la vitalità e cambiarti la vita.
Avrai sempre un'aria da rincoglionita e la voglia di fare sotto i piedi. E'
tutta questione di atteggiamento. Essere positivi, volenterosi, attivi, ma fin
dall'inizio, altrimenti siamo persi.
Però cavolo, in momenti come questi in cui
non ho nemmeno il tempo per farmi venire l'ispirazione e mi tocca (in senso figurato)
scrivere cose di poco valore mi viene un gran nervoso e BRAMO quei momenti di
nullafacenza.
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