Sono piuttosto esaltata!
C'è un argomento che mi tocca da molto lontano, ma voglio comunque parlarne, per aiutare quelli che invece si sentono particolarmente coinvolti in questo genere di situazioni.
In pratica in TV ci sono due, marito e moglie, che litigano: il problema nasce dal fatto che lei lavora come ballerina di Burlesque (se non sai che cosa sia informati).
O meglio, il problema è che lui è geloso degli sguardi maschi che la divorano ogni sera.
Non voglio mettere in piedi un tribunale virtuale, mi limito quindi a dire che io do tutta la ragione a lei, ma per un solo motivo; lui l'ha sposata sapendo che questo era il suo lavoro e che questo avrebbe fatto per tutta la vita. Quando si sposa qualcuno si sposa anche quello che fa, gli interessi che coltiva, in parte anche quello che pensa, un po' tutto.
Ma voglio andare oltre questa vicenda e prenderla semplicemente come spunto per dire una cosa: nelle relazioni, amorose e non, è POSSIBILISSIMO che con il passare degli anni e con il succedersi degli eventi le persone cambino leggermente -o magari radicalmente- opinione sull'altro, ed è possibile perché in primo luogo sono le persone stesse a cambiare e quindi a dare modo agli altri di mutare l'impressione che hanno di loro. E' per questo motivo che penso che alla base di ogni rapporto sano ci sia una grande dose di pazienza, un pizzico di sopportazione e soprattutto quell'apertura mentale in grado di far muovere tutti gli ingranaggi senza incepparsi. Diciamo che la pazienza è come un olio che fa girare tutto, anche in quei punti più arrugginiti. Eh sì, è la pazienza, non è l'amore.
Perché l'amore, anzi, l'innamoramento, quello che fa vivere tutto con irrazionalità, dura 6-12 mesi al massimo, poi si tratta di un piacersi, volersi bene, affetto, sentimenti che comunque lasciano spazio anche alla parte razionale del cervello (cosa che l'innamoramento non fa). Quindi per me il venirsi incontro, lo scendere a compromessi, è fondamentale in una coppia, ma alt, se due persone sono costrette a SOPPORTARSI c'è qualcosa che non va. La parola esatta, e l'ha detto la moglie in TV, è SUPPORTARSI, con la "u". Se un uomo ed una donna si supportano in tutti gli ambiti della vita, tutto viene più facile, ma se si arriva a doversi sopportare, a mandare giù rospi, a fingere che le cose ci stanno bene quando non è così, o si litiga in continuazione o si arriva ad un punto in cui si scoppia.
Quindi quando si sceglie qualcuno come compagno di vita, o comunque compagno di una parte della propria vita, è importante conoscere molto di lui, anche gli interessi più stupidi, e capire se noi siamo in grado non solo di sopportare queste passioni, ma anche di supportarle e di essere dei sostenitori.
Beh certo, non è obbligatorio condividere tutto, ci sono sicuramente cose che possono risultarci del tutto indifferenti, ma è diverso essere indifferenti dall'essere contrari e sopportare.
Se il mio ragazzo gioca a calcio ed è proprio fissato, posso immaginare che un giorno sarà fuori tutte le sere per questo motivo, e se accetto di stare con lui, accetto anche questo!
Se sono maniaca di make-up il mio ragazzo deve sapere che probabilmente esco truccatissima, e non può amare la bellezza naturale.
Poi ovvio, ci si deve venire incontro, si deve scendere a compromessi, ma in questi casi, quando ci sono in gioco passioni, lavoro, cose che contribuiscono a formare buona parte di una persona, non credo si possa arrivare a compromessi paritari. In pratica o si fa contento uno o si fa contento l'altro. Perché quando c'è qualcosa che non va in questo genere di cose significa che uno dice "Non devi fare questo" e l'altro che risponde "E' parte di me e lo voglio fare". E non ci sono vie di mezzo tipo "Fallo, ma fallo così" "Lo faccio, ma di meno".
Non si tratta di dire,"A me piace un sacco la carne, a me un sacco il pesce, facciamo una volta per uno", su queste cose, se non si è proprio ottusi, ci si va incontro facilmente, ma ci sono altre cose, apparentemente superficiali, che in realtà determinano la natura e l'appagamento di una persona.
E il problema sorge quando queste cose così fondamentali per il partner, noi non le condividiamo e passiamo una vita a sopportare. E la sopportazione dopo un po' diventa un peso. Un pizzico va bene, ma un rapporto non può basarsi su questo!
Non va, non va proprio.
E poi, sempre lì, in TV, un dottore e un'altra tuttologa hanno detto che saper rinunciare è un grande atto di amore. Ma stiamo scherzando? Cioè, in alcuni casi sì, ma non in quello oggetto di discussione!
Dipende che tipo di rinunce poi.
Dipende che tipo di rinunce poi.
Per me è un atto di amore molto più grande accettare l'altro e amarlo per tutto quello che fa, non rinunciare! Amare deve essere un dono in tutto e per tutto, un dono che si dà e che si riceve, non una perdita!
Se ti metto nella condizione di scegliere tra me e una cosa che ami sono io la prima a non amare. O meglio, amo, ma un amore malato.
Se ti metto nella condizione di scegliere tra me e una cosa che ami sono io la prima a non amare. O meglio, amo, ma un amore malato.
Ma ALT, non si parla di chiedere di rinunciare a "cose" oggettivamente negative per la persona o per la coppia: ovvio che se frequenti anche un'altra donna posso metterti nella condizione di rinunciare, ovvio che se ti droghi posso metterti nella condizione di rinunciare per il nostro amore. Qui stiamo parlando di cose "buone" fatte in buona fede, di passioni, di lavoro. Come può pensare una donna che il suo uomo ami il calcio più di lei e costringerlo a rinunciare? Come può pensare un uomo che la donna possa rinunciare ad uscire con le amiche per pura e malata gelosia?
Poi è scontato, ogni situazione è diversa e diverso è il modo di vivere le proprie passioni, ma se sono interessi "sani", vissuti in maniera "sana", secondo me non si può mettere qualcuno nella condizione di rinunciare, soprattutto se conoscevamo tutto di questa persona nel momento in cui l'abbiamo "scelta".
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