A 20 anni mi sono trovata di fronte a qualcosa di totalmente nuovo, per certi versi anche distante da ciò che sono sempre stata.
Ho avuto per la prima volta a che fare con ciò che comunemente viene definita come "cultura".
Sì, quella dei libri, dei grandi scrittori, autori, saggisti, romanzieri, storici, filosofi, cose di questo tipo. Va bene che un po' tutto fa cultura, anche la curiosità letta sulla "Settimana Enigmistica", ma non neghiamo, e soprattutto voi intellettualoidi, non negate che per cultura spesso si intende "quella dei libri". Se vogliamo essere un po' più aperti ci mettiamo pure l'arte, intesa come i quadri e compagnia bella.
Ovviamente, ripeto, sappiamo tutti che la cultura non è solo questo, ma non devo dirvelo io nel 2013.
Ma io, diplomata in un istituto tecnico, una che legge poco o niente, o al massimo la Settimana Enigmistica prima di andare a letto, cosa posso venirvi a fare la morale sulla cultura?
Ho avuto per la prima volta a che fare con ciò che comunemente viene definita come "cultura".
Sì, quella dei libri, dei grandi scrittori, autori, saggisti, romanzieri, storici, filosofi, cose di questo tipo. Va bene che un po' tutto fa cultura, anche la curiosità letta sulla "Settimana Enigmistica", ma non neghiamo, e soprattutto voi intellettualoidi, non negate che per cultura spesso si intende "quella dei libri". Se vogliamo essere un po' più aperti ci mettiamo pure l'arte, intesa come i quadri e compagnia bella.
Ovviamente, ripeto, sappiamo tutti che la cultura non è solo questo, ma non devo dirvelo io nel 2013.
Ma io, diplomata in un istituto tecnico, una che legge poco o niente, o al massimo la Settimana Enigmistica prima di andare a letto, cosa posso venirvi a fare la morale sulla cultura?
Una come me al massimo potrebbe provare a fare la rivoluzionaria più banale del mondo parlando di cultura musicale e dire cose tipo: "C'è un universo infinito di gruppi, musicisti, cantanti, cantautori che hanno fatto la storia, vorreste dire che questa non è cultura?!?!?! E' cultura, eccome se è cultura!" Ma non voglio dire ovvietà oggi.
Ho altro da dire.
Mi concentro proprio sulla cultura dei libri. quella cultura che ho sempre snobbato perché mi son sempre stati sulle palle i grandi lettori "che sanno tutto loro".
E' vero anche che ho sempre parlato per citazioni, citazioni di quelle poche opere che mi è capitato di leggere a scuola PER FORZA.
Devo dire che mi esaltavo un sacco a leggere storielle varie, romanzi, per non parlare delle poesie! E quindi parlavo per citazioni, ma dicevo cose di una incoerenza indescrivibile poiché dette da me: "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Io lo dicevo, la persona più bruta che più bruta non si può!
Beh, affari di un'ignoranza pazzesca.
Devo dire che mi esaltavo un sacco a leggere storielle varie, romanzi, per non parlare delle poesie! E quindi parlavo per citazioni, ma dicevo cose di una incoerenza indescrivibile poiché dette da me: "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Io lo dicevo, la persona più bruta che più bruta non si può!
Beh, affari di un'ignoranza pazzesca.
Dicevo, alla fine ho sempre parlato per citazioni, soprattutto bibliche, quindi diciamo che la mia cultura "libraia" ce l'ho pure io. E poi dai, nel mio caso si tratta pure di un testo sacro!
Dicevo, nuovamente, che per quanto abbia sempre parlato citando cose trovate qua e là, fingendomi anche io un'erudita lettrice accanita, ovviamente parodiando i veri intellettualoidi che mi circondano, in realtà sono sempre stata affogata nell'ignoranza.
Non me ne vanto, anzi un po' mi schifisco da sola. Mi sento ignorantissima, soprattutto da quando frequento una università di Lingue e Letterature straniere. Beh, sì, assolutamente ignorante. Vorrei dire che non lo dico in senso dispregiativo nei miei confronti, ma semplicemente che sono ignorante poiché IGNORO certe cose, ma la realtà è che lo dico proprio in senso spregevole. Come può una ragazza come me non sapere tutte queste cose. Però è così, che ci posso fare?
Non me ne vanto, anzi un po' mi schifisco da sola. Mi sento ignorantissima, soprattutto da quando frequento una università di Lingue e Letterature straniere. Beh, sì, assolutamente ignorante. Vorrei dire che non lo dico in senso dispregiativo nei miei confronti, ma semplicemente che sono ignorante poiché IGNORO certe cose, ma la realtà è che lo dico proprio in senso spregevole. Come può una ragazza come me non sapere tutte queste cose. Però è così, che ci posso fare?
Beh, sapete che ci posso fare? Io lo so.
Ho una lacuna, grossa, una mancanza, grossa, ancora più evidente quando mi trovo a fianco illustrissime ex-liceali, fresche di studi approfonditi di autori di fama internazionale come Proust, Freud, Joyce, Kafka, etc. che io, ahimé, ignorantemente ignoro.
Quindi, cosa ci posso fare?
Mi creo una delle mie teorie, una teoria che sostiene una mia tesi, arriverò alle mie conclusioni, e non dovrò più né sentirmi ignorante, né disprezzare gli intellettualoidi che mi circondano.
Il concetto è che qui se non leggi sei mezzo ignorante; se leggi sei mezzo colto. Se non leggi e sei mezzo ignorante e sei circondato da mezzi colti, essi ti fanno sentire due volte mezzo ignorante, quindi totalmente incolto, ops, ignorante. Non dico che io lo sia, ma che gli intellettualoidi mi ci fanno sentire con i loro discorsi pieni di citazioni e di filosofie astratte, più astratte della religione cattolica che tanto vogliono mettere in dubbio.
Beh, la mia teoria è questa.
Io scrivo e non leggo, quindi sono anche più intellettuale e colta di voi che leggete e non scrivete. Se leggete e scrivete allora mi battete, ma io vi batto se leggete e basta. Perché qui è un po' come la storia dell'uovo e la gallina, cosa viene prima, ovviamente la gallina. Cosa viene prima, la scrittura o la lettura, ovviamente la scrittura! Cioè, è anche più logica e facile da capire della storia dell'uovo e la gallina. Per forza prima una cosa va scritta per essere letta!
E invece una cosa non scritta non può prima essere letta!! (??!?!?!?!???!?!?!?!?!?!?!??!?!?!??!?!?!???)
E' così e basta.
Se io non scrivessi, se gente come Freud, Proust, e tutti gli altri, non avessero scritto, voi non avreste avuto la possibilità di leggerli; di lettori è pieno il mondo, di scrittori anche, ma meno.
Poi se siamo scrittori di talento, di spessore, che scrivono per cambiare i connotati della storia o semplicemente per esprimere una inutile parte di sé, cosa cambia?
Io non credo che TUTTI questi autori di fama internazionale abbiano scritto con scopi precisi, spesso erano anche alcolizzati depressi, era "solo" una forma di evasione.
Poi la colpa è di chi ci ha studiato sopra che li ha fatti passare per quelli che riflettevano sul mondo e si facevano domande esistenziali per risolvere i problemi della società.
Se le facevano le domande esistenziali, ma per risolvere la PROPRIA vita, come faccio io, io che mi sento dannatamente inferiore a tutti questi intellettualoidi.
Il fatto è che leggere equivale a profondamente pensare e ad acquisire nuovi schemi mentali con i quali riusciresti a esprimerti e allo stesso tempo comprenderti meglio, te stessa e il mondo che ti circonda.
RispondiEliminaSia chiaro, non è fondamentale, e del resto anche saper cucinare è cultura. Riguardo al saper scrivere inteso migliore del frequentemente leggere è senz'altro vero, ma prova a pensare quanto meglio ti riuscirebbe scrivere se ti arricchissi con la lettura.
Le prime forme di poesia non sono state scritte, ma tramandate oralmente, accompagnate dalla musica. Leggere è, forse, sterile, se non c'è il gusto di farlo: si legge perché piace, non perché in vista di un vantaggio.Il piacere di leggere è qualcosa che non si può raccontare, come quello del cibo o del sesso!
RispondiElimina@yondo e @regina: sono completamente d'accordo. La lettura arricchisce non solo da un punto di vista nozionistico ma è anche una forma di apertura mentale. Non disdegno la lettura ma chi legge in maniera sterile, appunto, chi legge per vantarsi e non effettivamente per trarne beneficio personale! Grazie dei commenti!
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