Che mi sia forse tornata l'ispirazione?
Non ne sono così sicura.
Devo prima arrivare alla fine di questo discorso e pubblicarlo per sentirmi di nuovo dentro al circolo degli scrittori, ma intanto ci provo.
Fino a questo punto ci sono arrivata un'altra decina di volte ma poi ho lasciato tra le bozze tutto ciò che avevo accuratamente scritto perché non avevo nulla da dire.
Beh, comunque, pensavo che io, come individuo, sto vivendo una vita impegnativa sotto molti punti di vista. Ma più di tutti sotto quello spirituale. E' troppo facile essere uomini o donne impegnati dal lavoro, figli, sport, hobby, io me la sono complicata, la vita.
Forse è una cosa che accade poi a tutti, ma io mi sento davvero di essere la persona che più riflette su sé e su come migliorare la propria anima al mondo, e forse anche questo accade a tutti alla fine. So di non essere speciale e diversa, quindi riparto col mio discorso parlando sempre di me ma partendo dal presupposto che sono una comune mortale e che queste sono cose che accadono a tutti, spero.
Beh, lo spero perché io mi sto perdendo la vita, quella mondana, le relazioni, le comuni pomiciate col fidanzatino per fare i viaggi e migliorare me stessa. Rifletto e penso e rifletto e ripenso, ma poi a cosa arrivo? A che serve migliorare se stessi, o cercare di farlo, se poi non si è in grado di condividere questa presunta crescita con nessuno?
Non voglio smettere di ragionare su me stessa perché voglio vivere una vita piena dal punto di vista spirituale e non lasciare tutto in sospeso e con mille punti interrogativi, ma voglio anche trovare il modo di conciliare questa mia forte tendenza alla meditazione interiore e la socialità.
Non voglio raccontarvi la mia vita, vi dico solo che non ho problemi a socializzare, ho amici, relazioni, ho tutto e sto bene, ma sento la necessità di conciliare questo mio rapporto con me stessa anche con gli altri.
E ancora non sono riuscita a farlo del tutto, ma sono sulla buona strada.
E siccome non voglio ridurre questo "blog" ad un misero diario metto in maniera esplicita ciò che io considero un buon consiglio: non adeguarti alle cose della vita "che capitano", non accettare che la tua vita sia vaga e vuota, va' sempre al cuore delle cose, alla radice dei problemi e vivi con tutto te stesso le cose belle che ti succedono. Non rimanere fuori dalle cose della tua vita, né da quelle belle né da quelle brutte. Non abbassare lo sguardo di fronte a ciò che non vuoi vedere, non voltare la faccia, perché ti perseguiterà come un'ombra fino a quando non deciderai di guardare il sole dritto negli occhi.
Ti farà male per un attimo, ma poi sarà bellissimo sentire il calore sul viso.
Ecco, dopo questa fase da filosofa in erba posso ritenermi soddisfatta e pubblicare, dopo 33 giorni, un post vago e vuoto, come la vita che NON dobbiamo vivere.
Peace&llon
Eh, se non la condividi rischia di servire a poco. O meglio, non hai modo di "misurarla". Un po' come se giocassi a scacchi muovendo sia il bianco che il nero: non potresti mai sapere se sei veramente brava. Condividerla (nei modi e con le persone che ritieni giusti), d'altro canto, sarebbe in linea col tuo consiglio di andare al cuore delle cose, no?
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