Allora, sono dentro un'aula e fingo di prendere appunti.
Sto per avere una crisi di nervi.
Fino a poco fa li prendevo sul serio.. Poi ho iniziato a perdere le parole perché questo qui è noioso, parla come se fosse solo, come se stesse ripetendo una lezione tra sé e sé in vista di un esame.
Io dico, se sei noioso cosa fai il professore?
Ma lo vogliamo capire che il professore non deve semplicemente dire cose, ma trasmetterle, raccontarle, farle entrare dentro chi ascolta?
Ma che cacchio.
Sto fremendo, mi sto per alzare e sto per urlare un mega vaffanculo a tutti. Questi inetti che stanno zitti e non sono buoni a dirgli nemmeno di alzare un minimo il tono di voce. Parla così piano che se schiaccio un po' più forte sui tasti non sento.
Non sento proprio cavolo.
Mamma che odio. Mancano 25 minuti ed io uscirò di qui e mi metterò a camminare come un gangster, già lo so.
Poi ho i pantaloni larghi tipo da hip hop e mi sento cattiva.
Potrei uccidere qualcuno dopo una lezione del genere. altroché cocaina o droghe varie.
Io sto per sclerare perché un incapace mi sta facendo cadere le palle.
E' proprio così, Mi fa cascare i coglioni
Mamma mia quanto è noioso.
Ma sua moglie? Come deve sentirsi?
Tutti sti letterati che parlano lentamente, adagio, cautamente. Ma boh. Mi state sulle palle voi e la vostra pacatezza. Siete noiosi, pallosi, odiosi.
Io sono più una rocker, mi state sulle palle.
Faccio lingue e letterature straniere, ma delle letterature non me ne frega niente. Perché chi la letteratura la studia, non ha capito niente di niente. La letteratura non si studia, si sente, si vive, si legge e si interpreta. Punto. Io non ne voglio saper niente di date, correnti, punti di vista e messaggi che gli autori vogliono fare passare.
Chi scrive i libri lo fa per pochissimi motivi e non per i vostri cavolo di obiettivi idealizzati:
1. gli piace, si diverte, si realizza, lo soddisfa
2. perché è l'unica cosa che gli viene bene e nei migliori dei casi porta qualche soldo, pochi
3. perché ha voglia di raccontare ma la gente che ascolta a volte è pallosa come voi che leggete e cercate di interpretare fin troppo quello che lui dice. Allora hanno detto, scrivo. Scrivo. Così chi legge mi legge e basta. Non è come chi mi ascolta parlare che può ribattere e iniziare a teorizzare chissà cosa. Se dico che "Giulio incontra Anna la ama e si vuole uccidere", dico che giulio incontra anna la ama e si vuole uccidere. Non che è un irrecuperabile amante che vive l'amore come il rifiuto della società e vede l'unica relazione nella morte ecc ecc ecc.
Basta paroloni, teorie, uf.
Ancora mi mancano 18 minuti.
Cosa posso fare?
Pubblicarlo e vedere come reagiscono i finti letterati. Gente che si sente sensibile perché legge. Ahahahahah
Ma cosa avete capito?
Boh, come gli appassionati di arte.
Basta. Sono passioni, passatempi, basta di fare i sottili e profondi.
Io preferisco stare nella mia superficialità piuttosto che risultare ipocrita e saccente come voi.
Se poi leggere significa essere noioso e piatto, allora..
Io preferisco la sostanza alle vostre mucchiette di parole che non vogliono dire niente.
Mucchi di sabbia che, puf, con un pochino di vento se van.
Io sono un bel masso di pietra, che rotola, sbatte, fa rumore, cade nell'acqua fa un tondo e schizza.
Capito?
Voi.. Polvere, polvere di stelle.. ahahhaha
Ma dai, ridicoli!
Non mi metto a fare letteratura solo perché voi lettori non siete degni di niente, fate troppo. Siete troppo presuntuosi. Volete leggere dietro, dentro, davanti, sopra sotto..
Bah.
Leggete punto.
Apprezzo solo il giallo classico.
O i romanzi erotici.
O quelli per adolescenti.
O la Bibbia.
Niente sulla società, sui mali del mondo, sull'etica. La bibbia non è sull'etica.
Quello che si legge per divertimento, per passare il tempo. Per il gusto di leggere.
Basta.
Attendo la fine sperando di non arrivare ad alzarmi e imprecare..
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