Sono in pausa pranzo all'università. Eh sì, ad Urbino stavo sola e scrivevo al pc, e qui si ripete la cosa.
Non è che io sia asociale o solitaria, ma non mi piace socializzare con le persone per due ore, fingersi amici, dirsi "dai, allora un giorno usciamo" e poi sparire. Ma queste son questioni su cui mi son già dilungata fin troppo in altra sede.
Comunque preferisco passare questo tempo sola con me stessa, osservare la gente, mangiare in santa pace e rilassare la mente. A costo di sembrare sociopatica!!
Ma voi lo sapete, sono così socievole no?!?!
Comunque..
Riprendo un vecchio post che volevo pubblicare ma che poi ho archiviato. Diceva..
Perché per apprezzare le cose facciamo i confronti
Io no, io non li faccio, anzi li faccio, però le cose le apprezzo anche prima di farli.
Invece ci sono persone che devono prima fare molte esperienze per trovare la straordinarietà in qualcosa, e secondo me non è bello e nemmeno intelligente.
Non è affatto bello perché significa che ogni cosa che fai la apprezzi solo dopo averla fatta, e magari solo dopo averne fatta anche un'altra e un'altra e un'altra. Cosa ne consegue? Che non ti godi mai nulla!
Lo dico perché ora che sto vivendo sola in un altro posto, ora che studio in un'università straniera, ora che conosco gente nuova, ora che vivo una vita almeno apparentemente diversa da quella tra Fano ed Urbino, spesso faccio confronti e paragoni.
Però a me il posto dove vivo da sempre, l'università che faccio, la gente con cui sto da anni, sono sempre piaciuti. Non ho mai avuto quella sete disperata di cambiare aria e persone, quindi alla fine, anche se noto le differenze, la sostanza è quella, cambia la forma.
C'è gente che se ne va dalla sua città o dal suo paese, per periodi definiti o indefiniti, e inizia a sputare fango su tutto ciò che aveva prima, che dice che lì faceva tutto schifo, tutto era inefficiente, che le persone non si facevano i cavoli propri, che si sentivano chiusi in una bolla.
Altri invece iniziano ad apprezzare anche il posto in cui stavano e si accorgono che in fin dei conti, passata l'euforia del nuovo (che a volte può durare anche qualche anno), tutto il mondo è paese, che i problemi che ci sono nella città da mille abitanti sono gli stessi delle metropoli da milioni di persone, solo con le dovute proporzioni.
Io mi dico, perché facciamo sempre confronti?
Perché non possiamo apprezzare o disprezzare una cosa in quanto tale?
E perché "il diverso", "il distante" ci affascina sempre più di ciò che ci circonda?
..è ovvio, l'abitudine è noiosa, il "solito" non è esaltante. Ed è anche banale dire che "bisogna stupirsi delle cose della quotidianità e bla bla bla".
Non parliamo per luoghi comuni!!
Li facciamo perché non sappiamo giudicare. Non sappiamo nemmeno chi sono, quanto valiamo, non abbiamo personalità e opinioni. E siccome l'opinione comune dice che il posto dove stiamo fa schifo, che non ha nulla, che la gente è odiosa, noi diciamo così. E facciamo quelli che devono viaggiare, cercare altrove, cercare chissà cosa.
Io dico che chi disprezza i propri posti e la propria gente se ne può anche andare, ma per sempre.
Sì, per me è come un tradimento.
Io amo la mia città, amo le cose che si fanno lì. Non invidio niente a nessuno. E non ho bisogno di fare confronti.
Forse è vero, ci sono posti che realmente hanno poche cose positive e luoghi in cui vivere è veramente brutto mentre in altri tutto sembra apparentemente funzionare meglio, umanamente e a livello sociale. Però alla fine la chiave non è vivere bene con se stessi?
Qualcuno diceva "A chi è andato a vivere a Londra, a Berlino, a Parigi, a Milano o Bologna.. Ma le paure non han fissa dimora, le vostre svolte son sogni di gloria.."
Inutile che fuggi(a)te, cambiate città, look, è solo un fuggire da voi stessi che non serve proprio a nulla!
Beh, ovviamente qui si estremizzano sempre i discorsi, ed è naturale che il confronto ci debba essere e che in molti casi sia determinante per le nostre scelte.
Ma se apprezziamo qualcosa o qualcuno solo perché è meglio rispetto ad altro, lo apprezziamo davvero?
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